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Quando difendere gli animali diventa politica

Animalismo – Anticipazione caso Animal Defenders International v. the United Kingdom 7 Marzo 2012

Nostalgia

Animal Defenders International (ADI), ha presentato ricorso alla CEDU, essendogli stata negata dal Regno unito , la passibilità di pubblicizzare le proprie campagne attraverso TV e radio.

La ricorrente è una organizzazione non governativa, , con sede nel Regno Unito, il cui obiettivo principale è la difesa degli animali da reddito e da sperimentazione.

Dal 2005, l’ ADI si è fatta promotrice di una riforma della legislazione del Regno Unito, che vada nella direzione di limitare il più possibile l’uso degli animali nella scienza , nel commercio e nello spettacolo; in particolare, l’ADI si è scagliata contro l’esposizione dei primati negli zoo, nei circhi e nella pubblicità.

Parte integrante dell’azione dell’ADI, avrebbe dovuto essere una campagna pubblicitaria televisiva, il cui contenuto è stato puntualmente presentato dall’associazione all’organo britannico competente, il Broadcast Advertising Clearance Center (BACC), per un esame di conformità legale. Il BACC ha però rifiutato il nulla osta, specificando che la campagna dell’ ADI, volta a sensibilizzare la popolazione sull’opportunità di riformare la legge in materia di diritti degli animali, non era compatibile con gli obiettivi di un’associazione non governativa priva di intersessi politici. Tale decisione è stata confermata dall’Alta Corte britannica nel dicembre 2006 e dalla Camera dei Lords nel marzo 2008.

In particolare, la Camera dei Lords ha ribadito che al caso andava applicato il divieto di pubblicità politica secondo il diritto britannico, motivato dallo scopo di impedire alle forze maggiormente dotate di risorse patrimoniali di influenzare le decisioni politiche con costose campagne pubblicitarie.

A questo verdetto, l’ADI si è opposta invocando l’articolo 10 della Convenzione Europea sui Diritti umani (libertà d’espressione).
La Corte EDU, ai sensi dell’articolo 30 della Convenzione, si è dichiarata non competente a deliberare come unica Camera, e a rimesso il giudizio a favore della Grande Camera.
L’udienza è attesa per il mese di marzo 2012.

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