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Ucraina. Quando la perizia dettagliata non risolve ma..rallenta la giustizia!

Equo processo – Sentenza Blinova v. Ukraine, 26 Aprile 2012

Ci sono voluti undici anni di lavoro e numerose perizie di riesame per arrivare finalmente alla conclusione di un procedimento cominciato in Ucraina nel lontano 1994 avente ad oggetto dei terreni confinanti contesi.

Ucraina

IL CASO – La signora Lyubov Nikolayevna Blinova è nata nel 1949 e vive in Izyum, in Ucraina. Nel maggio 1994 ha avviato una disputa relativa a dei  terreni con i suoi vicini confinanti. Il 29 agosto 2005 il procedimento giudiziario, che già aveva avuto luogo dinanzi a tutti e tre i gradi di giudizio competenti, è stato chiuso da una sentenza definitiva adottata dalla Corte Suprema che accoglie in parte la domanda della ricorrente.

Nel corso del procedimento, c’era stata una rimessione del caso dal giudice d’appello al giudice di primo grado per nuovo esame dei fatti. I giudici dopo di ciò avevano ordinato addirittura sette perizie dettagliate, effettuate da esperti tecnici.  Ci sono stati diversi rinvii nel procedimento dovute alle mancate comparizioni delle parti alle udienze previste.

CORTE EDU – La signora Lyubov Nikolayevna Blinova si è rivolta alla Corte di Strasburgo invocando l’articolo 6 della Convenzione in merito alla durata eccessiva del procedimento nazionale a suo carico.

Il Governo ucraino, chiamato in causa, ha sostenuto in sua difesa che il ricorso era incompatibile ratione temporis”  in quanto si trattava di eventi  accaduti prima dell’entrata in vigore della Convenzione nei confronti dell’Ucraina, avvenuta l’ 11 settembre 1997.

La Corte di Strasburgo ha rilevato che ha già determinato 11 Settembre 1997 come il “dies a quo” nel caso di specie. La Corte ribadisce che la ragionevolezza della durata del procedimento deve essere valutata alla luce delle circostanze del caso e con riferimento ai seguenti criteri: la complessità del caso, il comportamento del ricorrente e le autorità competenti e di quello che era in gioco per il ricorrente nella controversia.  Ha rilevato poi che il procedimento riguardava la disputa su un terreno in cui non era percepibile  nessuna particolare complessità da giustificare un tempo così lungo nel giudizio. Alla luce di quanto detto, la Corte conclude che le autorità statali hanno la responsabilità primaria per la durata eccessiva del procedimento nel caso di specie.

Così, dopo aver esaminato tutto il materiale inviato ad essa,  ha ritenuto che il Governo ucraino non ha provato alcun fatto o argomento convincente per giungere ad una conclusione diversa nel caso di specie. Vista la sua giurisprudenza in materia, la Corte ritiene che nel caso di specie la durata del procedimento è stato eccessiva e quindi non rientra nei canoni previsti del “termine ragionevole. Il periodo in questione infatti copre dall’ 11 settembre 1997 al 29 agosto 2005. Il procedimento quindi è durato quasi otto anni per i tre gradi di giudizio.

Pertanto, vi è stata la conferma della violazione dell’ art 6 CEDU da parte dello stato ucraino. Poichè poi la signora Blinova non ha presentato alcuna richiesta economica a titolo di risarcimento, la Corte ha deciso di conseguenza che lo stato ucraino non dovrà risarcirla di nulla a livello pecuniario.

La cosa che colpisce di questa sentenza è che non è stata previsto nessun risarcimento pecuniario per la ricorrente. Sappiamo che le sanzioni economiche per gli stati sono quasi indolori, visto che esigui sono gli importi da versare alle persone che li chiamano in giudizio, ma considerando che la violazione dell’Art 6 CEDU è sicuramente la violazione più frequente, viene da sottolineare come lo stato esca materialmente impunito da questa vicenda! Non sborsa un centesimo e aggiunge un altra croce alla ipotetica casella “violazione recidiva”.

La sentenza originale è reperibile qui:  Sentenza Blinova v. Ukraine, 26 Aprile 2012

About Luca Gulino

Nato a Ragusa, dopo il Liceo Scientifico ho deciso di lasciare la mia città iscrivendomi al corso di Giurisprudenza presso la sede di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Qui, grazie alle nozioni apprese e a quelle amicizie che poi si sono trasformate in gruppo di lavoro, è nata la mia collaborazione e l'ingresso nella Redazione di GZero.

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