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Russia: nessuna udienza per i testimoni uzbeki. Processo da rifare.

Giusto Processo – Sentenza Damir Sibgatullin v. Russia, 24 Aprile 2012

Damir Sibgatullin ricorre nel 2004 in Corte EDU contro il Governo Russo lamentando di esser stato vittima di un processo irregolare, per non aver potuto ascoltare i testimoni dell’accusa: accusa inoltre l’imparzialità di alcuni giurati.

IL CASO – Il ricorrente Damir Sibgatullin, nato nel 1974 nella regione di Ivanovo in Russia, nel febbraio del 1988 recatosi in Uzbekistan uccide un’anziana signora di Tashkent. Per occultare il cadavere e far perdere le tracce, ripone il corpo in una piccola scatola, e con l’aiuto di un complice la consegna al fornitore di un supermercato che ignaro o no (ciò non viene specificato nella sentenza) lo trasporta in un’altra città.

Sibgatullin viene condannato il 12 maggio 2004  a diciotto anni di prigione dal Tribunale regionale di Ivanovo, l’8 luglio dello sesso anno la Corte Suprema della Federazione Russa conferma la condanna, ritenendo che la Corte Regionale non aveva commesso gravi violazioni del diritto processuale penale.

I motivi fondanti del ricorso in Corte EDU riguardano in primis la giuria, perché non equa ed imparziale. Tant’è che alcuni erano stati vittime di reati penali e dunque influenzabili. Il secondo motivo attiene alla impossibilità, durante il processo per l’avvocato di Sibgatullin, di interrogare i testimoni dell’accusa.

Viene invocato così davanti alla Corte EDU l’art.6.1 e 3 della CEDU  sull’equo processo.

IL GOVERNO – sostiene che l’impossibilità di interrogare i testimoni residenti in Uzbekistan in realtà non è altro che il risultato della volontà del ricorrente Sibgatullin nel momento in cui decide di abbandonare il paese e ritornare in Russia.

La Corte non accoglie la tesi del Governo Russo perché, tenendo conto della sua costante giurisprudenza, decreta che né la lettera né lo spirito dell’art.6 impediscono ad un individuo di rinunciare di sua spontanea volontà -né espressamente né tacitamente- al diritto alle garanzie di un processo equo.

Passando agli altri fatti la Corte ricorda che la condanna del ricorrente Sibgatullin si è  basata su dichiarazioni degli undici testimoni d’accusa, ma detta Corte non è stata in grado di studiarle perché il Governo ha omesso di fornire i dati stessi.

CORTE EDU – Ritiene che il controllo del Tribunale Regionale riguardo l’assenza dei testimoni per vari motivi, non è convincente, non sono bastevoli quindi l’incapacità di sopportare le spese di viaggio o le cattive condizioni di salute o ancora una difficile situazione familiare, perché il  giudice non è andato a verificare le circostanze specifiche di ciascun testimone e per di più ha omesso valutare soluzioni alternative possibili.

Dal  momento che il comma 1 dell’art 6 in combinato disposto con il comma 3 impone allo Stato di adottare misure positive per permettere all’imputato di esaminare o far esaminare i testimoni, per la Corte vi è violazione dell’ art 6 CEDU, primo paragrafo in combinato disposto con il terzo.

Per quanto riguarda invece l’omissione del Governo Russo rispetto alla presentazione delle dichiarazioni dei testimoni d’accusa necessari per l’esame della domanda, per la Corte EDU questo comportamento non può certo conciliarsi con gli obblighi del Governo ai sensi dell’art 38 CEDU. C’è pertanto violazione.

Per questi motivi il Governo Russo risponderà di 4000 euro per danno non patrimoniale.

Questa sentenza costituisce un’importantissima leva giuridica, il processo a causa delle gravi omissioni dovrebbe essere riaperto in Russia ex art 413 del Codice di Procedura Penale. Il monito della Corte EDU possiamo affermare esser servente a necessità processuali, che spesso, come nel caso esaminato, rischiano l’eclissi.

La sentenza completa è reperibile qui: Sentenza Damir Sibgatullin v. Russia, 24 Aprile 2012

 

About Aurora Licci

Studio Giurisprudenza a Piacenza, da quattro anni. Le mie origini sono qualche passo più in là, a S. Maria di Leuca, ultimo scoglio in una terra bagnata da due mari. Un giorno spero di ritornarvi con una barca a vela piena di libri, ma ancora non ho deciso per quale Mare andrò.

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