Home / In evidenza / Onu e libertà di espressione: quando sono gli altri a vincere!

Onu e libertà di espressione: quando sono gli altri a vincere!

UNESCO e ONU conferiscono il pregioso premio a giornalista dell’Azerbaijan

Sono solo parole” oggi canterebbe qualcuno. Ma queste hanno un valore, intrinsecamente posso essere  parole difficili, parole inutili, parole frutto di uno sforzo straordinario con la consapevolezza del rischio che si corre ad esprimerle.

Non è una novità certo e neanche una stranezza parlare del coraggio con cui si esprimono certe personalità all’interno di uno Stato, magari del proprio, quando lo stesso cerca in tutti i modi di mettere freni ai tuoi pensieri e alle tue libertà. Il nostro è un paese, una Repubblica, uno Stato di diritto, una delle economie nei vertici europei, eppure si ha sempre la sensazione che quando si scrive o si interviene oralmente lo si debba fare con cautela. Persone che senza studi alle spalle ma con il coraggio di raccontare con parole proprie le esperienze di vita quotidiana, vengono perseguitate e tristemente messe a tacere; scrittori che devono emigrare per le minacce che hanno ricevuto solo per aver descritto a parole ciò che negli anni hanno visto coi loro occhi.

Questo scenario non dovrebbe esistere, o per lo meno dovrebbe essere attenuato, in un paese evoluto: sarebbe certamente più “scusabile” per molteplici aspetti che questo accadesse in paesi in via di sviluppo o dell’ormai famoso “terzo mondo”.

A volte non è nemmeno così, come dimostra per altro la recente assegnazione di uno dei più importanti riconoscimenti a livello internazionale in materia di libertà di espressione ad un giornalista dell’ Azerbaijan,  Stato caucasico a prevalenza sciita, ex URSS ed ex territorio sotto il dominio dell’Impero di Alessandro Magno, per aver promosso “verbo” all’interno del suo paese.

In breve, la storia di Eynulla Fatullayev

Eynulla Fatullayev, 35 anni, è giornalista e attivista per i diritti umani, nonchè vincitore del premio “Guillermo Cano World Press Freedom Prize” promosso dall’Onu  e dall’UNESCO  in memoria del giornalista colombiano ucciso nel 1987 per aver denunciato potenti baroni della droga nel suo paese.  Attualmente è editore capo e fondatore del popolare settimanale indipendente in lingua russa “Realny Azerbaijan” (Vero Azerbaijan) e il quotidiano in lingua azera “Gundalik Azarbaycan” (Azerbaijan Daily).

Imprigionato nel 2007, il sig. Fatullayev è stato rilasciato lo scorso anno con il perdono presidenziale durante la celebrazione della Festa della Repubblica dell’Azerbaijan, il 26 maggio. Nel luglio dello scorso anno, ha fondato l “Pubblica Unione per i Diritti Umani“, una organizzazione non governativa per i diritti umani che ha visto anche un commento positivo da parte dell’UNESCO durante un comunicato stampa di quest’ultimo.

The Guillermo Cano World Press Freedom Prize

Il Premio UNESCO è stato creato nel 1997 dal Comitato esecutivo dell’Agenzia e viene assegnato ogni anno durante la celebrazione della Giornata della libertà di stampa mondiale, il 3 maggio, e onora il lavoro di un individuo o un’organizzazione che difende la promozione della libertà di espressione in tutto il mondo, in particolare se questa azione rende la vita dell’individuo a rischio.

I vincitori delle precedenti edizioni sono visibili dal sito ufficiale dell’UNESCO, di seguito riporto i nomi di alcune delle personalità femminili la cui influenza internazionale è tuttora riconosciuta: Ahmad Zeidabadi (Iran, 2011), Mónica González Mujica (Cile, 2010), Lasantha Wickrematunge (Sri Lanka, 2009), Lydia Cacho (Messico, 2008) e Anna Politkovskaya (Russia, 2007).

E per quanto riguarda noi? La nostra Costituzione

C’era una volta in Italia l’art.21 della Costituzione: ma perché, adesso non c’è più?

Grandi parole, grandi periodi non solo storici, sono racchiusi in 139 articoli. Grandi personalità che credevano in quello che facevano, alcuni si emozionarono, altri oggi ne apprezzano lo sforzo. Quando si legge “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, è inevitabile avvertire quel senso di impotenza che ci troviamo noi oggi a percepire, a tutti quei processi mentali che una persona fa quando si esprime, all’acutezza del discorso e dello sforzo di non sfociare in un comportamento penalmente rilevante, penalmente perseguibile.

I limiti sono dovuti, ma l’uomo è per sua natura un animale sociale, sente come bisogno la possibilità di esprimersi: gli si possono mettere catene, bavagli, rinchiuderlo in gabbia. Ma non ci sono abbastanza catene per tutti, non ci sono gabbie grosse per tutti. Ci sarà sempre qualcuno che rovescerà le carte in tavola, un liberatore di schiavi, una guida da cui attingere consigli.

La storia è piena di esempi come questi. Traduciamoli in pratica e lasciamo un mondo migliore a quelli che verranno.

 

Link utili per Azerbaijan:

http://www.news.az/

http://eastbook.eu/en/

Per Eynulla Fatullayev:

http://blog.amnestyusa.org/iar/eynulla-fatullayev-pardoned/

http://www.freemedia.at/our-activities/justice-denied/imprisonment/eynulla-fatullayev.html

http://cpj.org/blog/2012/04/eynulla-fatullayev-awarded-unescocano-prize.php

Per UNESCO:

http://www.unesco.org/new/en/

Per Giornata Mondiale Libertà di stampa:

http://ec.europa.eu/italia/attualita/primo_piano/comunicazione/liberta_stampa_it.htm

http://www.dazebaonews.it/primo-piano/item/3177-giornata-mondiale-della-libert%C3%A0-di-stampa-una-riflessione-ed-un-ricordo-senza-fine

Per Costituzione Repubblica Italiana:

http://www.cortecostituzionale.it/ActionPagina_217.do

 

About Amedeo Marchelli

Law Student. Love foreign languages. Searching the cure of mankind.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top