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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 15/03/2016

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 15 marzo 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 9 - fiume IIIsito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.
Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Ciorap c. Repubblica di Moldavia (n. 5)7232/073

Tudor Ciorap e' un cittadino moldavo di 51 anni affetto da un disturbo della personalita'; scontava una pena detentiva a 11 anni nella prigione di Chisinau quando il 28 ottobre 2006 degli ufficiali armati di manganelli e scudi hanno effettuato una ispezione della sua cella. Il ricorrente sostiene di essersi rifiutato di collaborare per via dei modi di fare degli ufficiali, che durante la ricerca hanno messo a soqquadro la cella e gettato i suoi beni per terra. Egli riporta di essere stato colpito dalle guardie carcerarie che volevano tornasse nella cella; a causa della violenza subita e' stato trasportato in ospedale con il sospetto di una frattura del piede. Secondo il governo durante l’ispezione non e' stata usata la forza e la cella e' stata lasciata in buon ordine. Pochi giorni dopo il signor Ciorap ha presentato denuncia formale alle autorita' per i maltrattamenti subiti; l’indagine penale si e' conclusa nel 2008 dopo l’analisi della registrazione dell’accaduto in cui si e' dimostrato il non utilizzo di violenza. Il ricorso alla Corte Suprema di giustizia moldava e' stato respinto nel 2009.

Invocando l'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) e l'articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, il signor Ciorap lamenta di essere stato maltrattato durante la detenzione e che l'indagine e' stata inefficace; in particolare sostiene che il materiale video presentato dalle autorita' e' essere stato manomesso in quanto comprendeva solo sei minuti di ispezione su trenta.

Articolo 3


Articolo 13

Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - Accertamento effettivo) (aspetto procedurale)
Savca c. Repubblica di Moldavia 17963/083

Corneliu Savca e' un alto ufficiale di polizia di Chisinau che nel 2008, posto in regime di detenzione cautelare per via del pericolo di fuga durante lo svolgimento di indagini a suo carico volte a provare il suo coinvolgimento in una banda criminale di spacciatori di eroina.


Egli lamenta ai sensi dell’articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) della Convenzione le condizioni degradanti di detenzione dovute al sovraffollamento, alla sporcizia e alla presenza di parassiti all’interno delle celle. Inoltre invocando l'articolo 5 (diritto alla liberta' e alla sicurezza) lamenta che la durata della custodia cautelare per oltre 12 mesi era in contrasto con il diritto interno e non si basava su motivi sufficienti e pertinenti.

Articolo 3


Articolo 5

Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante;
trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arresto o detenzione)
Gillissen c. Paesi Bassi 39966/092

Jozef Johan Anna Gillissen e' un cittadino olandese nato nel 1946; per 30 anni e' stato un poliziotto e nel 1996 gli e' stata concessa una pensione di invalidita' per motivi di salute ed inoltre la possibilita' di svolgere un lavoro autonomo per garantirsi un reddito supplementare. Nel procedimento davanti ai giudici del lavoro, riguardante la revoca della sua pensione per superamento del limite di “guadagni”, non e' stata autorizzata l’audizione dei testimoni chiamati dal signor Gillissen e per tale motivo invoca oggi davanti alla Corte europea la violazione dell’articolo 6 (diritto ad un equo processo) della Convenzione, lamentando che gli e' stata negata la possibilita' di dimostrare la veridicita' delle sue affermazioni chiamando testimoni nel procedimento amministrativo a suo carico.

Articolo 6Eccezione preliminare unita al merito respinta (articolo 35-1 - esaurimento dei ricorsi interni)

Resto irricevibile
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimenti civili

Articolo 6-1 - Processo equo;
Parita' delle armi)

Danno patrimoniale- domanda respinta (Articolo 41 - Danno patrimoniale)
Razvan Laurentiu Constantinescu c. Romania59254/133

Razvan Laurentiu Constantinescu e' un cittadino rumeno e il suo caso riguarda i maltrattamenti subiti dopo esser stato arrestato in stato di ebrezza nel 2009. Il ricorrente afferma di esser stato picchiato da tre agenti all’interno della stazione di polizia dove era stato portato per esser identificato e che dopo esser stato rilasciato ed aver insultato gli agenti, questi lo hanno malmenato in strada procurandogli una frattura del femore che lo ha costretto 2 settimane di ricovero in ospedale. La denuncia penale presentata dal ricorrente e' stata chiusa con la decisione di non perseguire i tre agenti di polizia.


Invocando l'articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti) della Convenzione, lamenta i maltrattamenti subiti dalla polizia e l’inefficacia dell’indagine successivamente condotta contro di loro.

Articolo 3Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante;
trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - Accertamento effettivo) (aspetto procedurale)
Hoalga e altri c. Romania 76672/123

I ricorrenti, Adrian Hoalga, Adrian Cornel Lelesan e Rusalin Viorel Sacarcea, sono cittadini rumeni e il loro caso riguarda i presunti maltrattamenti subiti a seguito di un litigio con quattro gendarmi avvenuto l’1 gennaio 2011 nella localita' sciistica di Parang. Il procedimento penale successivamente avviato non ha riscontrato la cattiva condotta dei militari che secondo il giudice avevano agito in conformita' alla legge. La sentenza e' stata confermata in ultima istanza dalla Corte militare di Timisoara.


Invocando gli articoli 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti) e 6 (diritto ad un processo equo) della Convenzione, i ricorrenti lamentano i maltrattamenti subiti mentre erano in stato di arresto e l’uso ingiustificato della forza da parte dei gendarmi. Inoltre ai sensi dell'articolo 5 (diritto alla liberta' e alla sicurezza) lamentano di essere stati detenuti senza alcuna base legale dalle 15,30 alle 23:30 del 1 gennaio 2011.

Articolo 3


Articolo 5


Articolo 6

Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante;
trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - Accertamento effettivo) (aspetto procedurale)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arresto o detenzione)
M. G. C. c. Romania 61495/112

M.G.C. e' una giovane donna rumena nata nel 1997 e residente a Deva. Sostiene di esser stata vittima di abusi sessuali tra il 2008 e il 2009, all’eta' di 11 anni, da parte di un suo vicino di casa dove andava spesso a giocare con due ragazze della sua eta'. Il soggetto in questione e' J.V. cinquantaduenne disoccupato amico dei vicini di casa. Solo nel marzo 2009 la ricorrente riferisce alla madre delle violenze subite, affermando di non averlo fatto prima a causa della vergona e perche' J.V. la minacciava di picchiarla. A causa dell’abuso sessuale M.G.C. e' rimasta incinta ed ha dovuto abortire. L’esame psichiatrico della giovane ha evidenziato un disturbo da stress post traumatico e l’incapacita' di rendersi conto delle conseguenze degli atti subiti a causa della sua giovane eta'. Il processo che vedeva come imputato il signor J.V. si e' concluso con una condanna a 3 anni di carcere per l’assenza di violenza sulla ragazza e quindi di difetto di consenso. 


Invocando l'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) e l'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione, la sig.ra M.G.C. sostiene che la legge rumena non ha fornito una protezione efficace dei bambini contro lo stupro e abusi sessuali. In particolare, in Romania il reato di stupro richiede una mancanza di consenso da parte della vittima, che in questo caso era impossibile provare perche' non c'erano segni di violenza sul suo corpo. Inoltre, le autorita', ignorando i risultati dell’esame psichiatrico, non hanno preso in considerazione che la sua giovane eta' e la vulnerabilita' sono i fattori che hanno contribuito al suo atteggiamento verso l'abuso.

Articolo 3


Articolo 8

Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - obblighi positivi)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - obblighi positivi)

Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale;
Equa soddisfazione)
Rebegea c. Romania 77444/133

Dumitru Rebegea e' un cittadino rumeno, ex funzionario della sezione criminale del tribunale distrettuale di Prahova, condannato a cinque anni e mezzo di reclusione per aver accettato tangenti e ospitato criminali. Dal 28 maggio 2013 al 18 marzo il 2014 il signor Rebegea e' stato detenuto nella prigione di Margineni ed in seguito e' stato trasferito nella prigione di Jilava, e poi nella prigione di Ploiesti.


Invocando l'articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti) della Convenzione, il ricorrente lamenta le inadeguate condizioni di detenzione nella prigione di Margineni e ai sensi dell'articolo 6 (diritto ad un equo processo) e che la Corte d'appello di Bucarest, al momento del suo collocamento in detenzione il 5 novembre 2009, nel comunicato stampa dello stesso giorno, lo ha dichiarato colpevole anche se la sua colpevolezza non era stata ancora dichiarata da un giudice.

Articolo 3


Articolo 6

Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Novruk e altri c. Russia31039/11, 48511/11, 76810/12, 14618/13, 13817/141

I ricorrenti sono: Mikhail Novruk e Romano Khalupa cittadini moldavi; Anna Kravchenko cittadina ucraina; Irina Ostrovskaya cittadina uzbeka e V.V. cittadina Kazaka. Tutti e cinque hanno richiesto, per vari motivi, il permesso di soggiorno per entrare in Russia e le loro richieste sono state respinte perche' durante la visita medica sono risultati HIV-positivi e quindi in base alla legge russa gli e' stato impedito l’ingresso nel paese. I ricorsi interni non hanno avuto esito positivo.


Invocando l'articolo 14 (divieto di discriminazione) in combinato disposto con l'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare e la casa) della Convenzione, tutti e cinque i ricorrenti sostengono di essere stati discriminati perche' HIV-positivi. Inoltre basandosi sull'articolo 34 (diritto di ricorso individuale), il signor V.V. lamenta il fatto che, a seguito della comunicazione del suo caso da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo al Governo russo, il suo partner e' stato convocato dalla procura per un colloquio al fine di intimidire la coppia.

Articolo 8


Articolo 14


Articolo 34

Violazione dell'articolo 14 + 8 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare;
Articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare;
Il rispetto della vita privata)
Nessuna violazione dell'Articolo 34 - Ricorsi individuali (articolo 34 - ostacolo all'esercizio del diritto di ricorso)

Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale;
Equa soddisfazione)
Vidish c. Russia53120/082

Mikhail Vidish e' un cittadino russo condannato per omicidio nel 2003 a dieci anni di carcere. Per via del suo stato di HIV-positivo, dell’essere malato di tubercolosi e affetto da epatite ha scontato 10 mesi in una struttura medica e il suo caso riguarda la denuncia delle pessime condizioni della struttura a causa del sovraffollamento.


Invocando l’articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) e l’articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione il signor Vidish lamenta le cattive condizioni di detenzione e l’introduzione di una tassa obbligatoria a carico dei detenuti necessaria per poter ricevere le visite ai detenuti.

Articolo 3


Articolo 8

Resto irricevibile
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante

trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Rispetto per la corrispondenza)

Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale;
Equa soddisfazione)

La Corte europea ha deciso oggi anche i seguenti casi. Essi sono meramente ripetitivi o relativi a casi di eccessiva durata, e perciò non sono stati approfonditi:

Multiprojekt Kft c. Ungheria (no. 24710/11); Shapkin e Altri c. Russia (nos. 34248/05, 46745/06 e 28424/07); Shurygina e Altri c. Russia (nos. 2982/05, 5991/05, 9546/05 e 24130/06); Yegorov e Altri c. Russia (nos. 51643/08, 54070/08, 20094/09, 35161/09, 4619/10, 62237/10, 67534/10, 73323/10, 29637/11, 32804/11, 41447/11, 46131/11 and 54726/12); Menéndez García e Álvarez González c. Spagna (nos. 73818/11 e 19420/12).

About Marco Petrachi

Studio Giurisprudenza a Firenze ma sono originario di Melendugno, una piccola città della provincia di Lecce. Sono un grande amante del mare e della mia terra.

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