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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 03/03/2015

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 3 Marzo 2015, di cui, per ciascuna,Corte Edu si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDUhttp://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e  http://hudoc.echr.coe.int .

Case of-
N.RIcorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Casi di eccessiva durata di procedimenti
Toșcuță and Others v. Romania36900/033I ricorrenti sono sette cittadini rumeni, i quali subiscono un procedimento di esproprio senza però beneficiare di alcun indennizzo. Ciò porta il Giudice di Strasburgo ad acclarare la violazione ex art.1 protocollo 1 della Convenzione. Ai ricorrenti, inoltre, è stato accordato un risarcimento di 4.000 euro per i costi e le spese, riservandosi di esaminare e quantificare, in un tempo successivo, l’equa soddisfazione ex art. 41 CEDU. Articolo 41Danno morale - (articolo 41 - Danno economico
equa soddisfazione)
Trofim v. Romania1193/083Articolo 41Danno patrimoniale e non patrimoniale - (articolo 41 - il danno non patrimoniale danno patrimoniale
equa soddisfazione)
S.Z. v. Bulgaria 29263/122La ricorrente S.Z. una cittadina bulgara, viene rapita e stuprata all’età di 22 anni, nel 1999, a Sofia. Dopo 48 ore di torture, riesce a fuggire e denunciare i suoi aguzzini tra i quali anche due agenti di polizia. Le indagini vengono chiuse e riaperte per ben quattro volte a causa di irregolarità procedurali. Tuttavia, nel 2007, il Giudice bulgaro rinvia a giudizio sette imputati con l’accusa di sequestro, stupro, incitamento alla prostituzione. Nel 2012 cinque degli imputati vengono condannati. La ricorrente denuncia in Corte edu l’eccessiva durata del processo penale e l’inefficacia dello stesso, perché inadeguato ad accertare i casi di traffico di esseri umani.Articolo 3
Articolo 35
Articolo 41
Articolo 46
Eccezione preliminare respinta (articolo 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Obiezione preliminare unita al merito e respinta (articolo 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Danno non patrimoniale - (articolo 41 - il danno non patrimoniale equa soddisfazione)
Gareth Taylor v. The United Kingdom2963/123Articolo 5Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione
S.C. Asul de Aur – Aranyaszok S.R.L. and Fodor Barabas v. Romania35720/063La società bulgara Alimentaţie Publică “Asul de Aur – Aranyaszok” ed il suo amministratore unico sono i due ricorrenti che denunciano in Corte edu la violazione del loro diritto ad un processo equo.
La società in questione nel 2004 diviene insolvente e le viene assegnato il curatore fallimentare. Nel giugno dell’anno successivo il giudice fallimentare accoglie la richiesta della maggioranza dei soci circa l’istanza di liquidazione ordinaria. I ricorrenti si oppongono, ma a giudicare è il medesimo giudice fallimentare. La corte tuttavia non ravvisa alcuna violazione ex art.6 della Convenzione.
Articolo 6Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura Civile
Articolo 6-1 - accesso alla giustizia)
Dimitrovi v. Bulgaria 12655/093Il caso riguarda la confisca, da parte del Giudice bulgaro, di due appartamenti, un ufficio, un appezzamento terriero, una casa vacanza ed un’automobile. L’indagine prende in esame il reddito dei ricorrenti, Angelina Dimitrova e Konstantin Dimitrov, rispettivamente madre e figlio, dal 1990 al 2001. Il Pubblico ministero di Sofia convinto dei proventi illeciti, dapprima archivia il caso nel 2001 per poi confiscare i beni nel 2004, a conclusione di una seconda indagine.
I due cittadini bulgari si trovano quindi, nel 2010, non solo, privati degli appartamenti e della terra, ma si trovano anche a versare l’equivalente, in denaro, per la restante parte dei beni precedentemente alienati. I ricorrenti sostengono oggi in Corte Edu l’ingiustizia subita a seguito della confisca ed invocano l’art,1 Protocollo n°1 della Convenzione.
Articolo 1 Prot. n.1Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Tutela della proprietà (articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
M.C. v. Poland 23692/093Il signor M.C. è cittadino polacco che denuncia in Corte edu, lo Stato Polacco, per non avergli garantito sicurezza durante la detenzione in carcere. Egli sostiene di aver subito violenze sessuali da parte dei suoi compagni di cella. Nonostante le denunce, né l’autorità interna del penitenziario, né il giudice, per tutto il corso del procedimento penale, riesce a provare la piena colpevolezza dei presunti responsabili in quanto il processo si estingue per prescrizione. Nel 2009 il ricorrente intenta una causa civile chiamando in giudizio, non solo, i presunti responsabili, ma anche lo Stato. Il Tribunale di Varsavia condanna al risarcimento lo Stato e uno dei presunti aggressori.
Il ricorrente denuncia ed ottiene oggi in Corte Edu la condanna della Polonia per trattamenti inumani e degradanti sia nei suoi aspetti procedurali sia sostanziali.
Articolo 3Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
trattamento disumano
Obblighi positivi) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Sandu Voicu v. Romania 45720/113Il ricorrente Voicu nel 2010, al quarto anno di detenzione, inizia a soffrire di epilessia. Dopo aver subito un ictus e numerose complicazioni del suo stato di salute, la corte d’Appello di Bucarest respinge il ricorso nonostante le richieste di poter scontare la sua pena detentiva sotto un regime più consono alla sua situazione clinica.
La Corte edu accorda oggi 10.000 euro a titolo di equa soddisfazione per l’accertata violazione, da parte della Romania, dell’art.3 CEDU
Articolo 3 Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Radovancovici v. Romania45358/133La Corte Edu condanna oggi la Romania ex art. 3 della Convenzione a causa dei trattamenti degradanti subiti dal ricorrente Radovancovici.
La sua denuncia riguardava le condizioni di detenzione, egli infatti divideva la cella di 20 m2 con altre 17 persone.
Articolo 3Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Pisaroglu v. the Republic of Moldova21061/113Natalia Pisaroglu ha scontato una pena di quattro anni e mezzo nella prigione n°13 di Chişinău in Moldavia a causa di una condanna per traffico di esseri umani. La ricorrente denuncia in Corte Edu, ed ottiene oggi ragione circa le condizioni degradanti della sua detenzione.Articolo 3Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)

About Aurora Licci

Studio Giurisprudenza a Piacenza, da quattro anni. Le mie origini sono qualche passo più in là, a S. Maria di Leuca, ultimo scoglio in una terra bagnata da due mari. Un giorno spero di ritornarvi con una barca a vela piena di libri, ma ancora non ho deciso per quale Mare andrò.

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