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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 29/09/2016

Corte Europea dei diritti dell'uomo 3Quest’oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha esaminato due casi concernenti il Regno Unito. Il verdetto è stato il medesimo in entrambi: i ricorsi sono stati valutati irricevibili perché manifestamente infondati.

Fra questi, nel caso McKevitt e Campbell c. Regno Unito, a ricorrere a Strasburgo sono stati due cittadini irlandesi accusati del sanguinario attentato consumatosi il 15 agosto 1998 a Omagh, nell’Irlanda del Nord: la nuova IRA, fazione armata per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord dal Regno Unito, aveva prima denunciato la presenza di una bomba in un palazzo e poi, una volta evacuato e con la gente raccoltasi in strada, aveva fatto esplodere nel piazzale una bomba, causando moltissime vittime e feriti, anche donne a bambini. Essi tuttavia non furono mai imputati in un processo penale, ma citati in giudizio dalle vittime e dai parenti delle vittime in un processo civile: in quello furono ritenuti responsabili dei danni causati e condannati a risarcire ingenti somme.

Attentato a Omagh nell'Irlanda del Nord Oggi la Corte di Strasburgo ha ritenuto i loro ricorsi manifestamente infondati ed il processo celebratosi a loro carico pienamente equo secondo l’art. 6 della Convenzione europea. Da un lato, ha ritenuto che il loro processo, anche se aveva ad oggetto fatti di rilievo penale, era stato limitato ad accertare la loro responsabilità civile, non dichiarandoli affatto colpevoli di quel crimine: pertanto non potevano applicarsi le garanzie – molto più approfondite – dell’equo processo in materia penale, come il controesame dei testimoni a carico. Dall’altro, ha ritenuto pienamente legittima la loro condanna (civile) sulla base della testimonianza di un gente dell’FBI, non escusso in udienza: infatti essi potevano confutare tale testimonianza con qualsiasi altro mezzo di prova – cosa che non hanno fatto – e comunque il Giudice civile aveva adeguatamente soppesato, nel suo verdetto, l’attendibilità di quel teste e la credibilità della sue dichiarazioni, tenendo conto che non fosse stato ascoltato in udienza.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
McKevitt e Campbell c. Regno Unito61474/12, 62780/123

Michael McKevitt e Liam Campbell sono due cittadini irlandesi accusati, con altri, di essere tra i responsabili dell'attentato del 15 agosto 1998 a Omagh, nell'Irlanda del Nord, quando un'autobomba uccise 29 persone, tra cui una donna incinta di due gemelli, e feri' oltre 300 persone. Su quel tragico avvenimento, rivendicato dalla "Nuova IRA", la giustizia brittannica non ha mai fatto luce e nessuno e' stato condannato penalmente. Tuttavia i parenti delle vittime hanno promosso un'azione civile contro diverse persone, ritenute responsabili, fra i quali McKevitt e Campbell, ottenendo la loro condanna ad un cospicuo risarcimento.


I sig.ri McKevitt e Campbell lamentano l'iniquita' del processo a cui sono stati sottoposti: da un lato, essiritengono il loro processo di natura penale, nonostante fosse strumentale al solo risarcimento civile, e pertanto ritengono violate le garanzie proprie del processo penale; dall'altro, hanno affermato che, ammesso che avesse natura civile, il processo sarebbe stato iniquo per l'utilizzo di prove indirette, in assenza di testimoni diretti dei fatti.


La Corte europea tuttavia ha dichiarato irricevibile i loro ricorsi perche' manifestamente infondati.

Articolo 6Irricevibile
Ahmed c. Regno Unito57645/143

Shabir Ahmed e' un cittadino britannico di origini asiatiche accusato, con altri, di sfruttamento sessuale di donne e bambini. Egli fu condannato a 19 anni di reclusione nell'ambito di un processo che aveva avuto molto risalto tra i media: infatti, i partiti di destra British National
Party e English Defence League avevano iscenato proteste, additando quel crimine come un crimine razziale - molte vittime erano di origini britanniche; nella scelta dei giurati, vennero anche esclusi tutti coloro che facevano parte o erano simpatizzanti degli anzidetti partiti. Al momento della diffusione del verdetto della giuria, accadde che i siti dei partiti di destra pubblicarono la notizia della condanna del ricorrente ben prima che essa venisse comunicata in tribunale: tale fu motivo di appello contro l'imparzialita' della giuria - che aveva evidentamente passato le informazioni ai partiti, coi quali doveva esserci un qualche rapporto - ma venne comunque respinto dal Giudice di secondo grado, che confermo' la condanna.


Il sig. Ahmed denuncia il difetto di imparzialita' della giuria, per via della fuga di informazioni e delle pressioni dei media e partiti politici, e della polizia giudiziaria, animata da forti pregiudizi anti inslamici, nonche' la compromissione della sua vita privata e familiare in ragione della copertura mediatica del processo; comunque, accusa di essere stato discriminato per motivi di razza e di religione. Il suo ricorso, tuttavia, e' stato rigettato in rito dalla Corte europea, che lo ha valutato manifestamente infondato.

Articolo 6


Articolo 8


Articolo 14

Irricevibile

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 29 settembre 2016, si è inserito per le decisioni pubblicate:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

 

La Corte europea ha deciso oggi anche i seguenti casi. Essi sono meramente ripetitivi o relativi a casi di eccessiva durata, e perciò non sono stati approfonditi:

Gyaurova c. Bulgaria (n. 56888/10), Lazauskas c. Lituania (n. 4964/11), Makovchuk c. Russia (n. 39350/11), Rozov c. Russia (n. 51225/08), Sokolov c. Russia (n. 16209/10), Jocic c. Serbia (n. 36186/08), Lukic c. Serbia (n. 51514/10), Pulic c. Serbia (n. 34194/09), Serhatlic c. Serbia (n. 13738/13), Ergun c. Turchia (n. 12958/05), Ersümer c. Turchia (nn. 19501/05 e 7327/08), Skant c. Ucraina (n. 25922/09), C.P. c. Regno Unito (n. 300/11), Gaunt c. Regno Unito (n. 26448/12).

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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