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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/07/2016

Note alla rassegna

Corte europea dei diritti dell'Uomo 4 - esterno notteNella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 21 luglio 2016, si è inserito per le decisioni pubblicate:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.
Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Dimitrovi c. Bulgaria12655/093

Angelina Dimitrova e Konstantin Dimitrov sono due cittadini bulgari, madre e figlio, a cui sono stati sequestrati nel 2010 due appartamenti, un ufficio, una casa a mare, alcuni terreni ed un'auto. Tali misure erano state disposte nell'ambito delle indagini sui redditi percepiti dalla sig.ra Dimitrova e da suo marito, frattanto deceduto, tra il 1990 ed il 2001 e che agli investigatori apparivano sospette. Le indagini erano iniziate nel 2001, furono archiviate nel 2002 e poi riaperte 2004.


Il 3 marzo 2015 la Corte europea ha accertato la violazione del diritto di proprieta' dei ricorrenti (art. 1 Prot. 1), ma non ha liquidato alcuna equa riparazione, fissando piuttosto un termine perche' le parti giungessero ad una quantificazione condivisa.


Oggi, la Corte europea ha condannato la Bulgaria a risarcire i sig.ri Dimitrova e Dimitrov per la somma di 429.310,00 euro.

Articolo 41Danno patrimoniale - riconoscimento (articolo 41 - danno patrimoniale; Equa soddisfazione)
Kulinski e Sabev c. Bulgaria63849/092

Krum Kulinski e Asen Sabev sono due cittadini bulgari, il primo detenuto poco piu' di un anno per vandalismo ed il secondo sottoposto all'ergastolo. Nel giugno e nel luglio 2009 si svolsero in Bulgaria le elezione dei membri del Parlamento europeo e di quello bulgaro, ma ne' il sig. Kulinski ne' il sig. Sabev poterono votare: secondo la legislazione bulgara, ai detenuti condannati in via definitiva e' precluso il diritto di voto.


Oggi i sig.ri Kulinski e Sabev lamentano la violazione del proprio diritto di partecipare a libere elezioni (art. 3, Prot. 1) e di non aver avuto alcun rimedio interno per denunciare tale violazione (art. 13 CEDU).

Articolo 13


Articolo 3 Prot. 1

Violazione dell'articolo 3 del Protocollo n. 1 - diritto a libere elezioni {generale} (articolo 3 del Protocollo n. 1 - Voto)
Nessuna violazione dell'Articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)

Danno non patrimoniale - accertamento della violazione sufficiente (Articolo 41 - danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Miryana Petrova c. Bulgaria57148/082

Miryana Petrova e' stata una dipendente, specializzata in informatica, del Servizio di sicurezza nazionale bulgaro. Ella fu licenziata nel 2004, dopo che il Direttore dell'intelligence un anno prima le aveva negato l'autorizzazione ad accedere alle informazioni riservate, tramite una decisione priva di qualsiasi motivazione e che faceva riferimento soltanto alla novella legislativa, entrata in vigore poco prima, con cui si rendeva necessaria tale autorizzazione. La sig.ra Petrova impugno' la decisione davanti alla Commissione del Servizio di sicurezza nazionale, ma con esito negativo; si rivolse anche al Tribunale di Sofia, ma questi declino' la propria giurisdizione ritenendo che la decisione che le aveva negato l'autorizzazione era un atto amministrativo definitivo ed esecutivo.


Oggi la sig.ra Petrova lamenta la violazione del proprio diritto di accesso ad un tribunale (art. 6 CEDU) perche' le e' stato impedito di contestare il provvedimento amministrativo che aveva determinato il suo successivo licenziamento.

Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - processo civile; Articolo 6-1 - accesso alla giustizia, diritti e gli obblighi civili)

Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - il danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Shahanov e Palfreeman c. Bulgaria35365/12, 69125/123

Nikolay Shahanov e Jock Palfreeman sono due detenuti delle prigioni bulgare, bulgaro il primo e austriaco il secondo. Entrambi hanno denunciato i soprusi degli agenti di polizia penitenziaria alle autorita' competenti: il sig. Shahanov scrisse al Ministero della Giustizia denunciando i favoritismi di alcuni agenti nei confronti di certi detenuti con cui erano imparentati; il sig. Palfreeman invio' una lettera al Diretto della prigione rappresentando che alcuni agenti - di cui non fece il nome - avevano trattato in maniera inappropriata due giornalisti venuti a visitarlo ed avevano rubato alcuni loro effetti personali, che questi avevano depositato durante la visita negli armadietti. Tali lettere valsero ai due detenuti sanzioni disciplinari per diffamazione e dichiarazioni false: il sig. Shahanov fu rinchiuso per 10 giorni in isolamento, mentre al sig. Palfreeman fu fatto divieto di ricevere pacchi con alimenti per tre mesi. Essi si opposero a tali sanzioni, ma queste vennero confermate in appello.


Oggi i sig.ri Shahanov e Palfreeman rivendicano la propria liberta' di espressione (art. 10 CEDU) contro le sanzioni disciplinari a cui sono stati sottoposti, ne denunciano l'ingerenza nella propria vita privata (art. 8 CEDU); il sig. Palfreeman, inoltre, denuncia l'indebita apertura della sua corrispondenza da parte delle autorita' carcerarie.

Articolo 8


Articolo 10

Violazione dell'Articolo 10 - Liberta' di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Liberta' di espressione)
Tomov e Nikolova c. Bulgaria50506/093

Alexander Tomov e Mariana Nikolova sono due cittadini bulgari che, nel 2008, vennero privati del loro terreno agricolo di 1.000 mq sul Mar Nero. Infatti, in tale data la Corte Suprema bulgara accolse il ricorso promosso dagli eredi dell'originario proprietario del terreno al quale, nel 1945, era stato espropriato il terreno per ragioni di interesse pubblico. Successivamente il terreno era ritornato nel mercato ed i sig.ri. Tomov e Nikolova lo avevano acquistato da un privato nel 1993, senza sapere della vertenza giudiziaria in atto.


Oggi i sig.ri Tomov e Nikolova lamentano la violazione del proprio diritto di proprieta' (art. 1 Prot. 1): essi affermano di aver acquistato il terreno in buona fede e senza aver alcun strumento per sapere che era pendente una procedura giudiziaria per trasferire la proprieta' del terreno agli eredi del proprietario originario.

Art. 1 Prot. 1Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n. 1 - Protezione della proprieta' (Articolo 1, comma 1 del Protocollo n. 1 - privazione della proprieta')
Foulon e Bouvet c. Francia9063/14, 10410/142I ricorrenti sono due famiglie francesi: Didier Foulon e sua figlia Emilie Sanja Lauriane Foulon, nata in India nel 2009; Philippe Bouvet ed i figli Adrien e Romain Bouvet, nati entrambi a Bombay nel 2010. I genitori contestano, quale violazione del rispetto della loro vita privata e familiare, il rifiuto delle autorita' francesi di trascrivere in Francia il loro rapporto di filiazione: il Pubblico Ministero francese, infatti, sospettando che essi avessero ricorso in India alla maternita' surrogata, si oppose alla trascrizione ed i Giudici francesi, in due separati procedimenti, negarono la trascrizione ritenendola contraria all'ordine pubblico.Articolo 8Eccezione preliminare respinta
Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Il rispetto della vita privata)

Danno non patrimoniale - riconoscimento (articolo 41 - il danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Mamatas e altri c. Grecia63066/14, 64297/14, 66106/141

Il caso Mamatas e altri c. Grecia e' stato promosso da 6.320 investitori greci, i quali avevano acquisitato dallo Stato greco bond per valori tra i diecimila ed il milione e mezzo di euro. Al momento della crisi economica del 2009-2011, la Grecia negozio' una ristrutturazione del debito pubblico e i ricorrenti si opposero alla riduzione del valore nominale dei propri titoli. Tuttavia, poiche' l'accordo fu accettato dalla maggioranza dei creditori, il Parlamento greco lo convalido': la maggior parte delle azioni vennero garantite nel loro valore integrale, mentre quelle dei ricorrenti vennero sostituite con nuove azioni di valore inferiore del 53,5 per cento rispetto alle azioni originarie.


Oggi i ricorrenti lamentano di aver subito una privazione di beni per l'effetto dell'accordo finanziario e rivendicano il proprio diritto al rispetto della proprieta' privata (art. 1 Prot. 1); denunciano inoltre di essere stati discriminati rispetto agli altri creditori che hanno ricevuto invece il pieno valore delle proprie azioni (art. 14 CEDU). Le loro doglianze, tuttavia, sono state disattese e la Corte europea ha escluso vi sia stata alcuna violazione della Convenzione europea.

Articolo 14


Articolo 1 Prot. 1

Resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 1 del Protocollo n. 1 - Protezione della proprieta' (articolo 1, comma 1 del Protocollo n. 1 -. Rispetto dei beni)
Nessuna violazione dell'articolo 14 + P1-1-1 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (articolo 1 del Protocollo n. 1 - Protezione della proprieta'; l'articolo 1 comma 1 del Protocollo n. 1 - rispetto dei beni.)
Petreska c. "Ex Repubblica iugoslava di Macedonia"16912/083

Desanka Petreska e' una dipendente macedone del Servizio di Sicurezza nazionale. Ella fu licenziata il 28 febbraio 2001 sulla base di una disciplina interna all'amministrazione adottata il giorno prima, il 27 febbraio, e che prevedava tagli al personale con le sue mansioni. Nell'aprile 2001 ella si rivolse alla giustizia macedone, facendo presente che alla data del suo licenziamento le previsioni invocate per licenziarla non erano ancora entrate in vigore. Il procedimento si concluse nel gennaio 2008 con la conferma del suo licenziamento.


Oggi la sig.ra Petreska contesta l'eccessiva durata del procedimento nel quale ha contestato il suo licenziamento e l'iniquita' della decisione, perche' cotraddittoria (art. 6 CEDU).

Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - processo civile; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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