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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 12/05/2016

Note alla rassegna

Corte Europea dei diritti dell'uomo 10Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 12 maggio 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.
Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Gaysanova c. Russia62235/092

Lida Gaysanova e' una cittadina russa di origini cecene che denuncia la sparizione della figli Zarema
Gaysanova a seguito di una operazione speciale di polizia: il 13 ottobre 2009 le teste di cuoio russe circordarono la sua abitazione e fecero fuoco; nell'abitazione venne ritrovato il cadavere di un uomo, presunto affiliato ad un'organizzazione terroristica; l'evento ebbe molto risalto, venne seguito dalle principali emittenti televisive e tanto il Presidente ceceno quanto il Ministero dell'Interno commentarono l'operazione. Tuttavia in quella abitazione viveva anche Zarema
Gaysanova, membro di una ONG tedesca: l'avevano vista diversi testimoni all'interno del cordone di sicurezza intorno alla casa e poi trascinata dagli agenti su un furgone.


Nonostante le varie denunce ad oggi non si conosce la sorte di Zarema
Gaysanova. Le indagini sulla sua sparizione sono state archiviate e riaperte diverse volte; e' stato ascoltato un testimone e un agente delle forse di polizia, esaminato il video dell'operazione e verificata la sua presenza in quale istituto detentivo.


Oggi la sig.ra Gaysanova denuncia davanti alla Corte europea la sparizione della figlia a opera delle autorita' russe, in danno di molteplici diritti fondamentali (diritto alla vita, probizione di maltrattamenti e tortura; diritto alla liberta' ed a un rimedio effettivo). Denuncia inoltre che il Governo russo si e' rifiutato di desecretare gli atti del fascicolo di indagine.


 

Articolo 2


Articolo 3


Articolo 5


Articolo 13


Articolo 38

Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - obblighi positivi) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto)
Nessuna violazione dell'Articolo 38 - Esame del caso e procedura di regolamento amichevole


Danno non patrimoniale - riconoscimento (articolo 41 - danno non patrimoniale;
Equa soddisfazione)

Poletan e Azirovik c. "Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia"26711/07, 32786/10, 34278/102

Stanislava Poletan e Alija Azirovik sono due cittadini macedoni arrestati e condannati a 14 anni e 6 mesi per il traffico internazionale di una partita di 400 kg di cocaina. Il sig. Poletan e' stato arrestato alla frontiera macedone, mentre conduceva un veicolo carico di lattine di vernice nelle quali era nascosta la droga; la sig.ra Azirovik e' stata invece arrestata in Serbia, avendo lei richiesto al sig. Azirovik il trasporto del carico dal Montenegro alla Grecia. Entrambi hanno dichiarato che non erano a conoscenza del contenuto del carico, importato dal Venezuela. Tuttavia il tribunale macedone non ha creduto loro, e li ha condannati per una serie di elementi fra cui le loro stesse dichiarazioni, diverse testimonianze, tre perizie sul carico che venne confermato essere cocaina, altre prove materiali ed i tabulati telefonici.


Oggi i sig.ri Stanislava Poletan e Alija Azirovik lamentano di essere stati sottoposti ad un processo iniquo perche' non e' stata rinnovata la perizia sul carico di droga, nonostante avessero allegato che il perito non era stato imparziale, e perche' non e' stato provato che essi conoscessero il contenuto del carico trasportato; inoltre la sig.ra Poletan lamenta di non aver avuto accesso al fascicolo delle indagini durante le indagini preliminari, cio' compromettendo le facilitazioni previste dall'articolo 6 della Convenzione al diritto alla difesa, e di non aver potuto controesaminare due testimoni.

Articolo 6


Articolo 7

Resto irricevibile


Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-2 - Presunzione di innocenza)

La Corte europea ha deciso oggi anche i seguenti casi. Essi sono meramente ripetitivi o relativi a casi di eccessiva durata, e perciò non sono stati approfonditi:

A.N. c. Francia (n. 12956/15); D.S. c. Francia (n. 18805/13);  Kalwat c. Germania (n. 6099/15); Thumm c. Germania (n. 54307/13); . Clements c. Grecia (n. 76629/14); Kotsochilis c. Grecia (n. 45847/15); Jambor c. Ungheria (n. 75775/11); Galla c. Polonia (n. 57405/13); Stefaniak c. Polonia (n. 56941/11); CDP Calçado de Portugal – Importação e Exportação, Lda c. Portogallo (n. 15278/13); Da Conceição Junqueira c. Portogallo (n. 13487/13); Luwisch e Marini Luwisch c. Portogallo (n. 8322/13); Pereira dos Reis Nabais Martins c. Portogallo (n. 63601/13); Rodrigues Fonseca c. Portogallo (n. 3357/14); Dubrovskiy c. Russia (n. 50724/09); Kashlan c. Russia (n. 60189/15); Soyupova c. Russia (n. 37957/15); X c. San Marino (n. 76795/13); Perelygina e Yatsenko c. Ucraina (n. 17036/06).

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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