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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 23/03/2016

Corte europea dei diritti dell'Uomo - La Grand ChamberQuest’oggi la Grande Camara, formazione più autorevole della Corte europea dei diritti dell’uomo, ha emesso due verdetti di condanna a carico di Russia e Svezia. Nel caso Blokhin c. Russia, la Corte europea ha accertato l’illegittimità della detenzione di un dodicenne russo disabile e con disturbi mentali, recluso per trenta giorni e senza cure mediche adeguate per l’estorsione ai danni di un vicino di nove anni e, tra l’altro, sulla base di una confessione da lui resa in un interrogatorio senza avvocato. Nel caso F.G. c. Svezia, il Giudice europeo ha ribaltato  la sua precedente sentenza ed ha ritenuto che il ricorrente, cittadino iraniano convertitosi in Europa al Cristianesimo, rischierebbe la morte o comunque maltrattamenti se fosse espulso alla volta dell’Iran, espulsione che sarebbe stata eseguita dalla Svezia se non fosse intervenuta cautelarmente la stessa Corte europea nel 2011.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Blokhin c. Russia47152/061

Ivan Blokhin e' un minore russo, affidato alla tutela del nonno dopo che la potesta' genitoriale dei suoi genitori è stata revocata. Egli soffre del disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattivita', una patologia psichiaca e neurocomprotamentale, nonche' enuresi, ossia urinazione involontaria. Nel 2005, quando aveva dodicianni, Blokhin e' stato indagato per alcune rapine ed estorsioni. In particolare, durante un interrogatorio, confesso' una estorsione a danno di un suo vicino di nove anni. La confessione fu presto ritrattata, non appena suo nonno lo raggiunse in caserma, ma tale dichiarazione, unita alle testimonianze della vittima e della madre della stessa, gli valse l'applicazione di una misura detentiva di 30 giorni, che sconto' in un centro giovanile di detenzione. Egli invece non fu penalmente condannato, perché minore e pertanto non imputabile. La detenzione di 30 giorni fu giustificata col pericolo di reiterazione di reati simili e come correzione comportamentale. Al termine della detenzione, fu ricoverato per tre settimane in ospedale.


La Corte europea, nella sua formazione in Grande Camera, ha accertato l'illegittimita' della detenzione a cui e' stato sottoposto Blokhin per assenza di una (valida) giustificazione a legittimarla. Inoltre, ha verificato che il procedimento che ha portato alla sua detenzione aveva natura penale e si e' svolto in spregio delle garanzie dell'equo processo: Blokhin e' stato interrogato dagli inquirenti senza l'assistenza di un avvocato e non sono stati escussi due testi che egli aveva indicato in suo favore. Infine, durante la sua detenzione non ha ricevuto cure mediche adeguate, imprescindibili per un soggetto disabile e con disordini mentali.

Articolo 3


Articolo 5


Articolo 6

Eccezioni preliminari respinte (articolo 35-1 - esaurimento delle vie di ricorso interne, sei mesi)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante;
trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - Privazione della liberta';
Articolo 5-1-d - Minori)
Violazione dell'articolo 6 + 6-3-c - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale;
Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un processo equo;
Articolo 6-3-c - Difesa mediante l'assistenza legale)
Violazione dell'articolo 6 + 6-3-d - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale;
Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un processo equo;
Articolo 6-3-d - Ottenere l'escussione di testimoni)

Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - danno non patrimoniale;
Equa soddisfazione)
F.G. c. Svezia43611/111

F.G. e' un cittadino iraniano che nel 2009 richiese protezione internazionale alle autorita' svedesi. Nella sua istanza racconto' di essere un oppositore politico al regime iraniano, di aver militato in un movimento studentesco creando pagine web di protesta, di essere stato arrestato piu' volte e infine di essere fuggito dal Paese non appena citato a comparire in giudizio. Nella sua istanza dichiaro' anche di essersi convertito, una volta giunto in Svezia, al Cristianesimo, ma non lo allego' come motivo per ottenere la protezione internazionale - riteneva la questione del tutto personale. Le autortia' svedesi rigettarono allora la sua domanda di protezione internazionale osservando che la sua attivita' politica era stata di basso livello, che i suoi familiari vivono in Iran senza aver ricevuto alcuna ritorsione e che non c'era notizia di altre citazioni a comparire in giudizio contro di lui. Egli si oppose, in ultima istanza, richiamando la sua conversione come fonte di pericoli al suo ritorno in Iran, ma le autorita' svedesi respinsero l'opposizione ritenendo che la circostanza non fosse nuova e gia' esaminata. Nell'ottobre 2011 la sua espulsione verso l'Iran fu impedita dall'intervento della Corte europea, che dispose come misura provvisoria ex articolo 39 del suo regolamento che egli non potesse essere espulso per tutta la durata del procedimento a Strasburgo.


Oggi la Grande Camera della Corte europea - ribaltando la precedente sentenza della Camera semplice del 2014 - ha accertato l'illegittimita' di una eventuale espulsione del sig. F.G. alla volta dell'Iran, perche' li' rischierebbe di essere ucciso o comunque maltrattato in ragione del fatto che frattanto in Svezia si e' convertito al Cristianesimo; ha ritenuto invece infondato tale rischio in relazione alla sua pregressa attivita' politica. In particolare la Grande Camera ha ratificato - reputandole corrette - le valutazioni offerte dalle autorita' esaminanti svedesi circa i motivi "politici" sollevati dal ricorrente. Tuttavia ha ritenuto che esistesse un obbligo internazionale per la Svezia di svolgere una nuova valutazione circa la conversione religiosa allegata dal sig. F.G., che tuttavia non e' avvenuta.

Articolo 2


Articolo 3

Resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - Espulsione) (condizionale) (Iran)
Nessuna violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (articolo 3 - Espulsione) (condizionale) (Iran)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - Espulsione) (condizionale) (Iran)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (articolo 3 - Espulsione) (condizionale) (Iran)

Danno patrimoniale - domanda respinta (Articolo 41 - pecuniarie danni;
Equa soddisfazione)

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data mercoledì 23 marzo 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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