Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 17/03/2016

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 17/03/2016

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 17 marzo 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;Corte europea dei diritti dell'Uomo - Nella Grand Chamber
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

 

 

 

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Zalyan e Altri c. Armenia(n. 36894/04 e 3521/07) 2

Arayik Zalyan, Razmik Sargsyan, e Musa Serobyansono tre cittadini armeni che lamentano di essere stati sottoposti a tortura durante il servizio militare e di essere stati privati ingiustamente della propria liberta'. Il giorno 19 Aprile 2004, mentre erano in servizio, i ricorrenti affermano di essere stati torturati al fine di confessare l’omicidio di due agenti. A seguito delle torture e delle minacce subite da parte degli agenti di polizia il sig. Sargsyan ha confessato di aver commesso tale crimine insieme agli altri due ricorrenti. In seguito, pur avendo ritrattato la confessione, sono stati tutti condannati a 15 anni di detenzione per omicidio fino a quando, in ultima istanza, e' stato disposto che si procedesse ad indagini piu' approfondite e che i tre ricorrenti fossero scarcerati. Oggi i ricorrenti lamentano di aver subito trattamenti inumani e degradanti, di essere stati illegittimamente privati della liberta', di non essere stati informati sulle ragioni dell’arresto, di non essere stati portati dinanzi al giudice in tempi brevi e di non avere avuto la possibilita' di difendersi.

Articolo 3


Articolo 5
Eccezioni preliminari unite al meriti respinte (articolo 35-1 - esaurimento dei ricorsi interni

Articolo 35-3 - ratione materiae)

resto irricevibile 
Nessuna violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante

trattamento inumano) (aspetto sostanziale)

Violazione del Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione del Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - Privazione della liberta'

stato arrestato o detenuto)
Violazione del Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-2 - informazione immediata)
Violazione del Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-3 - Portato immediatamente prima di giudice o altro funzionario)

danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale

Equa soddisfazione)
Rasul Jafarov c. Azerbaijan(n. 69981/14)1

Il ricorrente e' un cittadino azero e il caso riguarda il suo arresto e la conseguente detenzione cautelare ingiustificati. Il sig. Jafarov e' molto conosciuto ed attivo in Azerbaijan per le sue attivita' nel campo dei diritti umani. Nell’agosto 2014 il ricorrente si era presentato in tribunale in qualita' di testimone per poi essere arrestato per abuso di potere ed evasione fiscale nell’ambito delle attivita' condotte all’interno della ONG per la quale lavorava. Dopo varie vicende giudiziarie, il sig. Jafrov si e' rivolto alla Corte europea dimostrando di aver ricevuto numerose donazioni che sono state utilizzate per diversi progetti umanitari per i quali e' stato piu' volte premiato.


Oggi, il ricorrente lamenta la violazione del diritto alla liberta' e sicurezza in relazione alla durata del processo, le restrizioni nell’uso dei diritti, la violazione del diritto di associazione e la violazione del diritto a poter proporre un ricorso individuale

Articolo 5

Articolo 18


Articolo 11  Articolo 34

Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-4 - di legittimita' della detenzione)
Violazione dell'articolo 18 + 5-1-c - Limite all'applicazione delle restrizioni ai diritti (articolo 18 - limitazioni per scopi non autorizzati) (Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza

Articolo 5-1-c -
ragionevole sospetto) Violazione dell'Articolo 34 - Ricorsi individuali (articolo 34 - ostacolare l'esercizio del diritto al ricorso)
Danno patrimoniale e non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - Danno patrimoniale

Equa soddisfazione)

Didov c. Bulgaria (no. 27791/093

Il ricorrente e' un cittadino bulgaro che e' stato detenuto dalla polizia senza che ci fossero dei validi indizi sul fatto che avesse commesso un furto.


Oggi, il ricorrente lamenta di essere stato detenuto illegalmente e di non aver avuto possibilita' di richiedere un risarcimento per l’ingiusta detenzione subita.

Articolo 5Violazione del Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto)
Violazione del Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-5 - Compensazione)
Vasileva c. Bulgaria(no. 23796/102La ricorrente e' una cittadina bulgara vittima di decisioni non imparziali prese da parte di alcuni esperti in campo medico chiamati ad esprimersi in merito ad un caso di medical malpractice. La sig.ra Vasileva era stata operata a seno dopo che le era stato diagnosticato un tumore. In seguito

all’operazione, la sig.ra si rese conto che il chirurgo aveva operato la parte sbagliata del corpo. Dopo essersi rivolta al Ministero della Salute, una commissione medica esamino' il suo caso senza rinvenire alcun profilo di responsabilita' a carido del chirurgo. La ricorrente dopo aver adito le vie giudiziarie interne senza successo, ha presentato ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.


Oggi la sig.ra Vasileva lamenta la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare del diritto ad un processo equo, anche sotto il profilo dell’accesso alla giustizia.

Articolo 8


Articolo 6
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - obblighi positivi

Articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimento civili

Articolo 6-1 - accesso alla giustizia

Processo equo)
Kahn c. Germania(n. 16313/10)2

La sig.ra e il sig. Kahn sono due cittadini tedeschi figli del famoso calciatore della nazionale Oliver Khan.  Il caso riguarda la pubblicazione da parte di due riviste di alcune foto dei ricorrenti con i genitori nonostante il divieto emesso in un’ordinanza del tribunale. La controversia e' giunta fino a giungere dinanzi alla Corte Federale di Giustizia. Oggi i ricorrenti lamentano la violazione del loro diritto al rispetto della vita privata e familiare.

Articolo 8Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - obblighi positivi

Articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Zakshevskiy c. Ucraina (n. 7193/04)2

 


Vladimir Zakshevsky e' un cittadino ucraino che attualmente sconta una pena detentiva con le accuse di rapina e omicidio. Arrestato nel novembre 2001 e posto in custodia preventiva in quanto sospettato di essere complice di una rapina avvenuta l'anno prima, il ricorrente ha visto estendersi la sua custodia cautelare per oltre 4 anni, nonostante ripetute richieste di ottenere quanto meno la liberta' vigilata in attesa del processo. Infine, nel 2005 il sig. Zakshevsky e' stato condannato all'ergastolo con le accuse di rapina e omicidio sulla base delle sue testimonianze e di quelle fornite dagli altri imputati nella fasi preliminari al processo. La sentenza e' stata successivamente confermata dalla Corte suprema nel 2006. Il ricorrente, esperiti senza successo i ricorsi a sua disposizione, si appella alla Corte Europea lamentando le condizioni inumane e degradanti della sua reclusione cautelare, durata oltre quattro anni. In tale periodo era stato costretto in celle strettissime, privato del sonno e detenuto insieme a soggetti affetti da tubercolosi dunque anche con un pregiudizio grave alla propria salute. Chiede pertantoalla Corte di accertare la violazione dell'art.3 CEDU (divieto di trattamenti inumani degradanti) congiuntamente con l'art. 5.4 CEDU (diritto a che sulla propria detenzione si pronunci un giudice in tempi brevi),ricordiamo infatti che la detenzione cautelare si era protratta ben oltre i limiti previsti. Infine, sulla base dell'articolo 6.3 CEDU(diritto all'assistenza legale di propria scelta), lamenta della violazione del suo diritto di difesa, dato che non aveva potuto godere di assistenza legale sia durante la fase iniziale delle indagini sia nel procedimento di fronte alla Corte suprema. Merita rilevare che proprio nella prima fase delle indagini il soggetto aveva reso le dichiarazioni che avevano poi costituito le prove della sua condanna.

Articolo 3

Articolo 5


Articolo 6
Resto irricevibile 
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione del Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-4 - di legittimita' della detenzione

Prendere procedimento)

Violazione dell'articolo 6 + 6-3-c - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale

Articolo 6-1 - Processo equo

Articolo 6-3-c - difesa attraverso l'assistenza legale) (articolo 6-3-c - Difesa mediante l'assistenza legale

Articolo 6 - Diritto ad un processo equo)
Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale

Equa soddisfazione)

Hammerton c. Regno Unito

(n. 6287/10) 2

Il sig. Hammerton e' un cittadino inglese a cui era stato imposto di non avere contatti con la moglie se non attraverso un avvocato per evitare episodi di violenza nei confronti della donna. Dopo aver violato quanto richiesto, il ricorrente e' stato condannato a tre mesi di detenzione. Rilasciato sei settimane e mezzo dopo, lamento' l’ingiustizia della detenzione subita: la Corte d’Appello accerto' che la detenzione era stata comminata dal Tribunale della Contea, in un processo iniquo, perche' il ricorrente non era assistito da un difensore, e la dichiaro' illegittima; pur tuttavia, non assegno' alcun indennizzo per ingiusta detenzione al ricorrente.  Il ricorrente, propone nel 2009 una domanda di risarcimento che  non trova pero' accoglimento neanche innanzi al massimo organo giurisdizionale del Regno Unito, cosi' come la relativa impugnazione. Hammerton si rivolge oggi a Strasburgo  invocando l'articolo 5§1 (diritto alla liberta' e alla sicurezza) per l'illegalita' della sua detenzione. Solleva inoltre la violazione dell'art 6 § 1 e 3(diritto ad un equo processo e il diritto all'assistenza legale di propria scelta) e dell'articolo 13 CEDU (diritto ad un rimedio efficace), i tribunali del Regno Unito infatti pur avendo rilevato la violazione dei suoi diritti non erano riusciti infatti a quantificare il risarcimento dovuto a fronte del danno da lui subito.

Articolo 5

Articolo  6e 3


Articolo 13
Resto irricevibile  (Articolo 34 - Victim)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto

Articolo 5-1-a - Foro competente)
Violazione dell'articolo 6 + 6-3-c - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale

Articolo 6-1 - Processo equo

Articolo 6-3-c - difesa attraverso l'assistenza legale) (Articolo 6 - Diritto ad un processo equo

Articolo 6-3-c - Difesa mediante l'assistenza legale)
Violazione del Articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale

Equa soddisfazione)

La Corte europea ha deciso oggi anche i seguenti casi. Essi sono meramente ripetitivi o relativi a casi di eccessiva durata, e perciò non sono stati approfonditi:

Rista e Altri c. Albania (nn. 5207/10, 24468/10, 36228/10, 39492/10, 39495/10, 40751/10, 48522/10); Hejlova c. Repubblica Ceca (n. 78226/14); Hrazdira c.  Repubblica Ceca (n. 62565/14); Ledvina c. Repubblica Ceca  (n. 64523/12); SLOT Group, a.s. c.Repubblica Ceca (n. 65008/13); Hoffmann c. Germania (nn. 66861/11, 33478/12); Adib e Altri c. Grecia (n. 16451/14); Arvanitou e Altri c. Grecia (nn. 63584/10, 72018/10, 72793/10, 39868/11); Georgiou c. Grecia (n. 76879/11); Giannikos c. Grecia (n. 13202/11); Gouzoulis c. Grecia  (n. 66098/14); Makridis e Altri c. Grecia (n. 11089/15); Panagioteas c. Grecia (n. 38607/11); Papakonstantinou c. Grecia (n. 19651/13); Papastavrou e Altri c. Grecia (nn. 63653/10, 7062/12, 12442/12); Sambanis c. Grecia (n. 61434/11); Tsiggos e Nikola c. Grecia(n. 48052/13); Czigler c. Uungheria (n. 44732/11); Czigler e Cziglerné Takács c. Ungheria (n. 36230/15); Capriotti c. Italia (n. 28819/12); Cento e Altri c. Italia (n. 30851/06); Czyzewska c. Italia (n. 5260/04); Kordiak c. Italia (n. 10525/04); Ostrowska c. Italia (n. 22677/07); Piegdon c. Italia (n. 17714/07); Mayer c. Liechtenstein (n. 52288/13); Wahl c. Lituania (n. 43062/08); Ogrodniczuk c. Polonia (n. 1286/09); Marques Ganco Martins De Carvalho c. Portogallo (n. 19752/11); Bogdan c. Romania (n. 78951/11); Colța c. Romania (n. 33636/12); Fieraru c. Romania (n. 76773/13); Ionascu c. Romania (n. 26841/14); Lup c. Romania (n. 25159/11); Mitu-Papai c. Romania (n. 55461/09); Mureșan c. Romania (n. 35275/14); Necula c. Romania (n. 29642/09); S.C. Daromex Import Export S.R.L. c. Romania (n. 32856/07); Trif c. Romania (n. 54950/10); Bublikov c. Russia (n. 7416/09); Kiselenko e Altri c. Russia (nn. 55062/10, 20132/11, 58755/13); Salnikov c. Russia (n. 51006/08); Smolnikova e Altri c. Russia (nn. 8496/05, 20595/05, 42458/05, 507/06, 14562/07, 21607/07, 38190/07, 44374/07, 51194/07, 54242/07); Sokolovy c. Russia (n. 48326/08); Fetaovski c. Macedonia (n. 71962/10); Shchichka e Altri c. Ucraina (n. 64511/12 e 572 altri ricorsi) – Rettifica; Terletskiy and Others c. Ucraina (nn. 22611/12 e 359 altri ricorsi) – Rettifica.

About dipietrofederica

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top