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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo dell’8/03/2016

Martello giustiziaQuest’oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha esaminato tre diversi casi, giungendo a due sentenze di violazione della Convenzione europea, a carico di Moldavia e Turchia, ed una di non violazione, a favore della Romania. In particolare nel caso Rusu c. Romania la Corte europea ha ritenuto legittima la condanna di un giornalista rumeno per non aver pubblicato la rettifica di una notizia che, in origine attendibile, poi si era dimostrata falsa: essa riguardava il furto di due televisori presso la locale sede del partito di governo. La maggioranza dei giudici europei hanno ritenuto che il giornalista, oltre a pubblicare la lettera del padre del diffamato, avrebbe dovuto smentire espressamente la notizia.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Morari c. Repubblica di Moldavia65311/093

Oleg Morari e' un cittadino moldavo arrestato per falsificazione di passaporti rumeni, durante un'operazione di polizia sotto copertura. Egli lamenta la lesione del suo diritto ad un equo processo (art. 6 CEDU) perche' gli agenti infiltrati avrebbero agito come agenti provocatori inducendolo, pertanto, alla condotta illecita. Inoltre, i Giudici nazionali non avrebbero esaminato adeguatamente le sue doglianze sul punto.


Nel gennaio 2008 venne pubblicato dagli investigatori un annuncio per dei passaporti; presto il numero venne contattato dal sig. Morari, il quale si informo' sul tipo di passaporto e si accordo' con l'interlocutore - un agente sotto copertura - di sentirsi nel caso di novita'. Dopodiche' fu sempre l'agente ad attivarsi: fu quello a contattare, settimane dopo, il sig. Morari reiterando la sua richiesta e, quando questi gli indico' una persona e lo invito' a contattarlo diretattamente, l'agente rifiuto': era necessario vedersi tutti insieme e con un suo amico - un secondo agente in incognito. Ovviamente, all'incontro il sig. Morari ed il falsificatore vennero arrestati. Le Corti moldave, evocate nei vari gradi di giudizio, ritennero legittima l'attivita' degli agenti sotto copertura - che non vennero nemmeno sentiti, perche' non accosentirono a rivelare la propria identita' - perche' la prima chiamata fu eseguita dallo stesso sig. Morari.

Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Rusu c. Romania25721/042

Sergiu-Cristian Rusu e' un giornalista rumeno del giornale locale "Monitorul de Suceava" condannato per diffamazione. Egli scrisse nell'agosto 2003 che tale sig. R.A. fosse latitante e ricercato dalla polizia per un furto. Non appena diffusa la notizia, il padre di R.A. invio' una lettera al giornale, spiegando che la notizia era infondata e che il figlio si trovava da tempo in Italia. L'articolo diffamatorio non venne rettificato, ma il giornale pubblico' la lettera del padre. Successivamente lo stesso R.A. fece causa al giornalista il quale, esente da ogni responsabilita' in primo grado, venne poi condannato a risarcire il sig. R.A. per la somma di 240,00 euro: tutti i Giudici erano unanimi nel ritenere che il giornalista avrebbe dovuto, almeno, pubblicare la rettifica del suo articolo, sebbene quelli del primo grado valutarono decisivo il fatto che l'informazione su R.A., ancorche' falsa, era stata diramata dai canali ufficiali della polizia


Oggi il sig. Rusu lamenta davanti alla Corte europea che tale condanna ha compromesso il suo diritto alla liberta' d'espressione (art. 10 CEDU) e che il suo obbligo di rettificare notizie false sia stato adempiuto con la pubblicazione della lettera del padre del diffamato.

Articolo 10Nessuna violazione dell'Articolo 10 - Liberta' di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Liberta' di espressione)
Bilen e Coruk c. Turchia14895/053

Abdullah Bilen e Cihan Coruk sono due cittadini turchi, simpatizzanti del partito laburista turco (Emek Partisi), condannati ad una multa di 50,00 euro per aver distribuito, mentre raccoglievano donazioni in favore delle vittime di un terremoto a Bingol, degli opuscoli del proprio partito senza la necessaria e preventiva autorizzazione amministrativa; tali opuscoli attaccavano la politica del Governo turco circa la questione curda.


Essi lamentano davanti alla Corte europea l'ingiustizia di quella condanna: essa avrebbe compromesso la loro liberta' d'espressione (art. 10 CEDU) e sarebbe l'esito di un processo iniquo, nel quale non si e' svolta alcuna udienza pubblica ed il loro diritto alla difesa sarebbe stato compromesso (art. 6 CEDU).


 

Articolo 6


Articolo 10

Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo; Pubblica udienza)

Violazione dell'Articolo 10 - Liberta' di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Liberta' di espressione)

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 8 marzo 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

La Corte europea ha deciso oggi anche i seguenti casi. Essi sono meramente ripetitivi o relativi a casi di eccessiva durata, e perciò non sono stati approfonditi:

Konovalova c. Russia (n. 23304/05), Stoković e altri c. Serbia (nn. 75.879 / 14i, 75880/14, 75884/14, 75886/14, 75890/14, 75907/14, 75935/14, 75943/14, 75962/14, 76020/14, 76023/14, 76029/14, 76071/14, 76360/14, 76392/14, 76395/14, 76454/14 e 76455/14) e Porcel Terribas e altri c. Spagna (n. 47530/13).

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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