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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 03/03/2016

Corte europea dei diritti dell'Uomo 6 - La Press roomQuest’oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha pronunciato due sentenze, una nei confronti della Germania e l’altra dell’Ucraina. Nel caso tedesco, la Corte europea è stata chiamata a valutare l’equità di un processo penale nel quale il ricorrente era stato condannato sulla base di una prova – un grosso quantitativo di hashish – acquisito durante una perquisizione che la Corte suprema tedesca aveva dichiarato illegittima: a parere della Corte europea, il processo è stato comunque equo considerando in concreto le garanzie giurisdizionali sulla ammissibilità ed affidabilità delle prove in questione, sul loro uso nel processo e sulla natura ed il grado dell’illegittimità contestata. Nel caso ucraino, invece, è stata accertata una violazione della Convenzione europea perché le autorità ucraine non hanno indagato in maniera effettiva sul pestaggio del ricorrente durante un interrogatorio nella stazione di polizia e perché questi è stato poi condannato in un processo in cui non erano stati sentiti alcuni testimoni a suo favore.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Prade c. Germania7215/102

Hans-Otto Prade e' un cittadino tedesco condannato a 10 anni di reclusione, poi ridotti a 6 mesi, per il possesso di hashish per circa 2.000 dosi. L'ingente quantita' di droga venne rinvenuta da alcuni agenti di polizia nel suo appartamento nel settembre 2004: la perquisizione si era svolta sulla base di un mandato per "pirateria", ossia per cercare dischi contraffatti e software piratati: gli agenti non trovarono qui materiali, ma piuttosto - e per pura coincidenza -la grande quantita' di droga. Le accuse di pirateria vennero presto archiviate ed il sig. Prade fu imputato, e poi condannato, per possesso illegale di sostanze stupefacenti: l'unica prova utilizzata contro di lui fu proprio l'esito della perquisizione domiciliare. Tuttavia nel novembre 2005 la Corte suprema tedesca aveva dichiarato illegittima quella perquisizione domiciliare perche' sproprozionata ed in violazione del diritto al rispetto del domicilio del ricorrente. Nei diversi giudizi interni, le Corte penali tedesche ammisero sempre - salvo un verdetto della Corte distrettuale di Amburgo - la prova ottenuta tramite la perquisizione illegittima: la gravita' del reato accertato avrebbe giustificato, nel bilanciamento di interessi in gioco, la violazione dei diritti del sig. Prade; inoltre, il reato in materia di stupefacenti avrebbe di per se' solo legittimato quella perquisizione, inizialmente illegittima.


Oggi il sig. Prade denuncia l'iniquita' del procedimento a cui e' stato sottoposto, lamentando di essere stato condannato sulla base di una prova - la droga rinvenuta nel suo appartamento - ottenuta in violazione del suo diritto al rispetto del domicilio, come sancito dall'articolo 8 della Convenzione europea.

Articolo 6


Articolo 8

Resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Kapustyak c. Ucraina26230/113

Petr Kapustyak e' un cittadino ucraino condannato all'ergastolo, poi ridotto alla pena della reclusione di 15 anni, per l'accoltellamento e l'uccisione di una persona ed il ferimento di un'altra durante una rapina, svolta insieme ad altri due complici. Durante le indagini preliminari, egli fu arrestato e sottoposto ad interrogatorio: egli denuncio' che, in tale occasione, venne ammanettato dagli agenti di polizia e pestato con calci e pugni al fine di estorcergli una confessione che, infine, rese e poi ritratto'. Le sue denunce contro gli agenti vennero tutte archiviate, mentre lui fu condannato per i reati contestatigli sulla base delle testimonianze rese da diversi testimoni.


Oggi il Sig. Kapustyak denuncia i maltrattamenti subiti dagli investigatori e che non sono state svolte indagini serie ed effettive su quegli episodi; inoltre, avrebbe subito un processo iniquo perche' nel corso del procedimento penale a cui e' stato sottoposto non sarebbero stati citati alcuni testimoni a suo favore.

Articolo 3


Articolo 6

Nessuna violazione dell' Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante; trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell' Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 6 + 6-3-d - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un processo equo; Articolo 6-3-d - Ottenere l'audizione di testimoni)

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 3 marzo 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

La Corte europea ha deciso oggi anche i seguenti casi. Essi sono meramente ripetitivi o relativi a casi di eccessiva durata, e perciò non sono stati approfonditi:

Randmaa c. Estonia (n. 447/12); Balogh c. Ungheria (n. 77723/11); Borosne Szuts e altri c. Ungheria (n. 44734/11); Feher c. Ungheria (n. 49155/11); Frankne Kovacs c. Ungheria (n. 77545/11); Gerencser c. Ungheria (n. 60660/11); GY Nemeth c. Ungheria (n. 76883/11); Harsanyi c. Ungheria (n. 65926/11); Javorne Vegh c. Ungheria (n. 67591/11); Szabo e altri c. Ungheria (n. 78514/11); Vaszi e altri c. Ungheria (n. 16472/12); Camaldo e altri c. Italia (nn. 53239/08, 64709/09, 4844/10, 42002/10, 44789/11, 5786/12, 7547/12); Vrinds c. Paesi Bassi (n. 10662/15); Duminski c. Polonia (n. 35653/15); Gorczynski c. Polonia (n. 8133/13); Ratajczak c. Polonia (n. 1389/15); Ziemnicki c. Polonia (n. 1828/15); Ardai c. Romania (n. 42612/11); Chiriac e altri c. Romania (nn. 57831/13, 68807/13, 69701/13, 69716/13, 80547/13, 142/14, 1730/14, 17108/14, 20213/14, 21880/14, 29617/14); Matei e altri c. Romania (nn. 38037/14, 38558/14, 43932/14, 47910/14, 48572/14, 51336/14, 56268/14, 62164/14, 70930/14); C. c. Romania e Austria (n. 59164/09); Demetrashvili c. Russia (n. 31466/06); Drobodko e altri c. Russia (nn. 22118/10, 13080/12, 47020/12, 57780/12, 61151/13, 25799/14); Klimentyev e Nadtochiyev c. Russia (nn. 23751/06 e 10978/11); Nasibova c. Russia (n. 38389/14); Torgovyy Dom OAO VGP e altri c. Russia (n. 36700/03); Yemelyanov e Bushmanov c. Russia (nn. 9230/09 e 40732/10); Anastasov c. Serbia (n. 30790/13); Bilic c. Serbia (n. 4281/14); Jahjaga c. La Serbia (n. 52210/09); Vjestica c. La Serbia (n. 46246/13); Allianz – Slovenska Poistovna, A.S. c. Slovacchia (n. 31587/14); Sarkocy c. Slovacchia (n. 10510/15); Akkaya e altri c. Turchia (nn. 41257/04, 19629/06 e 4689/07); Akyar c. Turchia (n. 28101/09); Alhan c. Turchia (n. 64655/12); Çakar e altri c. Turchia (nn. 45115/05, 8775/06, 685/08 e 20848/08); Cinbas c. Turchia (n. 70943/10); Dulger c. Turchia (n. 8599/07); Kapan e altri c. Turchia (n. 73106/11); Nayır c. Turchia (n. 63447/12); Tanis c. Turchia (n. 15442/08); Turgut c. Turchia (n. 51101/09).

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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