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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 16/02/2016

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 7 - Court room 2Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 16 Febbraio 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.
Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Arztekammer fur Wien e Dorner c. Austria 8895/102

I ricorrenti sono la Camera dei medici di Vienna e Walter Dorner, ex presidente della stessa; il ricorso riguarda delle affermazioni contenute in una lettera pubblicata sul sito ufficiale della Camera, scritta dal signor Dorner, riguardanti la sua contrarieta' alla fornitura dei “disastrosi” servizi di radiologia della societa' F., definita “locusta” dal ricorrente. A seguito della denuncia da parte della societa' e' stato emesso un provvedimento inibitorio che vietava ai ricorrenti di ripetere tali affermazioni, decisione poi annullata dalla Corte d’Appello e confermata dalla Corte Suprema.

Nella causa principale davanti la Corte Commerciale di Vienna, nel 2008, e' stato invece confermato il divieto, perche' violava la legge sulla concorrenza sleale.


I ricorrenti lamentano che le decisioni dei tribunali nazionali hanno violato i loro diritti ai sensi dell'articolo 10 (liberta' di espressione) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Articolo 10Resto irricevibile
Nessuna violazione di Articolo 10 - Liberta' di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Liberta' di espressione)
Govedarski c. Bulgaria 34957/123

Ricorrente e' la famiglia Govedarski residente a Rakovski. Il loro caso riguarda l’irruzione della polizia in casa durante lo svolgimento di un’operazione, nel 2011, che vedeva il padre famiglia accusato di prestare denaro dietro pagamento. Il successivo procedimento penale avviato nei confronti del signor Govedarski e' stato sospeso per mancanza di prove.


Sia la moglie che i figli hanno lamentato varie forme di trauma psicologico dovuto alla violenta irruzione della polizia durante lo svolgimento dell’operazione; inoltre il signor Govedarski lamenta di aver subito un danno alla sua reputazione e alla sua attivita' a causa della perdita di fiducia dei suoi partner finanziari. Per questi motivi invocano gli articoli 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti), 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) e 13 (diritto ad un ricorso effettivo) lamentando altresi' la mancanza di vie di ricorso interne in relazione alle presunte violazioni dei loro diritti.

Articolo 3


Articolo 8


Articolo 13

Violazione dell'articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Rispetto del domicilio)
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - trattamento degradante; Proibizione della tortura)
Violazione dell'articolo 13 + 8-1 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo) (Articolo 8-1 - Rispetto del domicilio; Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare)
Vijatovic c. Croazia 50200/133

Vera Vijatovic e' una cittadina croata che vive a Zagabria; il suo caso riguarda il rifiuto delle autorita' di far acquistare la proprieta' dell’appartamento in cui risiedeva in virtu' di una legge del 1995 che permetteva la vendita di appartamenti da parte dello Stato ai cittadini occupanti. In particolare questa legge prevedeva un termine di 60 giorni entro cui presentare la domanda, ma questo termine e' stato eliminato a seguito di un intervento abrogativo della Corte Costituzionale. La richiesta di acquisto, fatta della ricorrente nel 2006, e' stata respinta perche' presentata fuori termine. Il successivo ricorso alle Corti nazionali ha confermato il diniego della richiesta. Invocando l'articolo 1 del Protocollo n° 1 (protezione della proprieta'), e dell'articolo 6 (diritto ad un equo processo) della Convenzione, la sig.ra Vijatovic lamenta una violazione del suo diritto di proprieta'.

Articolo 1 Protocollo n. 1


Articolo 6

Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n°1 - Protezione della proprieta' (articolo 1, comma 1 del Protocollo n° 1 -. Rispetto dei beni)
Caracet c. Repubblica di Moldova16031/103

Ion Caracet e' un cittadino moldavo attualmente in stato di dentenzione a Cahul. Il suo caso riguarda la denuncia di maltrattamenti da parte della polizia durante il suo arresto per rapina a mano armata e l’eccessiva durata della detenzione cautelare a cui e' stato sottoposto. Condannato a 10 anni di reclusione nel 2013 il signor Caracet lamenta che le sue denunce di maltrattamenti non hanno dato luogo a pronunce di merito da parte dei tribunali investiti della questione; per questo motivo invoca gli articoli 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) e 13 (diritto ad un ricorso effettivo) della Convenzione Edu.

Articolo 3


Articolo 13

Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante

trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-3 - Lunghezza di custodia cautelare; Ragionevolezza della custodia cautelare)
Paluch c. Polonia 57292/123

Jakub Paluch e' un cittadino polacco attualmente detenuto a Lublino in seguito alla condanna per estorsione e incendio doloso. Ricorre alla Corte invocando l'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) della Convenzione, lamentando il regime speciale di sicurezza a cui e' stato sottoposto a seguito della classificazione come detenuto pericoloso, ovvero il regime di isolamento e sorveglianza che prevedeva perquisizione giornaliere e costante monitoraggio. Inoltre invocando l’articolo 6 (diritto ad un processo equo) e l’articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo) lamenta l’applicazione e l’estensione del regime di “detenuto pericoloso”, sostenendo che il ricorso presso la commissione del penitenziario e' stata inefficace.

Articolo 3


Articolo 6


Articolo 13

Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante; trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Swiderski c. Polonia 5532/103

Jakub Swiderski e' un cittadino polacco, detenuto in carcere a seguito di una condanna a 13 anni per omicidio; come nel caso precedente (Paluch c. Polonia) anche il signor Swiderski ricorre alla Corte lamentando il regime di sicurezza a cui e' stato sottoposto. Invoca gli articoli 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti) 6 (diritto ad un processo equo) e 13 (diritto ad un ricorso effettivo) della Convenzione.

Articolo 3


Articolo 6


Articolo 13

Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamento degradante; trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Soares de Melo c. Portogallo72850/142

Liliana Salette Soares de Melo e' una cittadina di Capo Verde che ricorre alla Corte contro il provvedimento delle corti nazionali che hanno disposto l’adozione di sei (su sette) dei suoi figli. Il ricorrente e il marito sono stati ritenuti incapaci di esercitare la potesta' genitoriale nei confronti della prole; le cattive condizioni di vita e l’inefficacia degli aiuti disposti dalla Commissione per la protezione infantile e giovanile hanno portato i giudici a disporre l’adozione dei bambini, inizialmente senza diritto di visita. Invocando l'articolo 6 (diritto ad un equo processo), l'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) e l'articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo) della Convenzione, la signora Soares de Melo lamenta che i giudici hanno basato la loro decisione sul fatto che non aveva onerato gli impegni presi con la Commissione per la protezione infantile e giovanile.  

Articolo 6


Articolo 8


Articolo 13

Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art 8-1 - Il rispetto della vita familiare)

Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - il danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Dalakov c. Russia 35152/092

Magomed Dalakov e' un cittadino russo il quale sostiene che i servizi di sicurezza hanno ucciso suo nipote, Apti Dalakov, nel 2007 durante un’operazione speciale in Inguscezia. Secondo i militari, Apti era un membro di una banda di criminali e il 2 settembre hanno dovuto aprire il fuoco contro di lui perche' cercava di fuggire ed inoltre era in possesso di un ordigno esplosivo (successivamente ritrovato innescato sotto il suo cadavere). I successivi procedimenti penali non hanno dato alcun esito perche' non vi erano prove che gli ufficiali avevano commesso un crimine. Nel 2008 le corti nazionali hanno respinto la denuncia penale del ricorrente sulla morte del nipote rispondendo che la causa era stata risolta ritenendo legittima l’azione delle forze speciali. Il ricorrente sostiene che ne' lui, ne' il suo avvocato sono stati mai avvisati di questa decisione. Invocando l'articolo 2 (diritto alla vita) e l'articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo) della Convenzione, il ricorrente lamenta l'uccisione di suo nipote da parte degli agenti di sicurezza e il fallimento delle autorita' nazionali di indagare.

Articolo 2


Articolo 13

Eccezione preliminare unitia per merito e respinta (articolo 35-1 - esaurimento dei ricorsi interni, sei mesi)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Vita) (aspetto sostanziale)

Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - il danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Yevdokimov e Altri c. Russia27236/05, 44223/05, 53304/07, 40232/11, 60052/11, 76438/11, 14919/12, 19929/12, 42389/12, 57043/12, 67481/122

Tutti i ricorrenti, nel periodo in questione, erano detenuti presso carceri russe. Il caso riguarda l’impossibilita' dei ricorrenti di esser presenti alle udienze riguardanti i ricorsi da loro promossi. I tribunali nazionali hanno rifiutato di concedere questa possibilita' per il fatto che non vi fosse nessuna disposizione di legge che rendesse obbligatoria la loro presenza in tribunale. Invocando l'articolo 6 (diritto ad un equo processo), i ricorrenti lamentano che il loro diritto ad un equo processo e' stato violato a causa del rifiuto delle loro richieste a comparire in tribunale.

Articolo 6Resto irricevibile
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimenti civili

Articolo 6-1 - Processo equo)

Danno patrimoniale - domanda respinta (Articolo 41 - danno patrimoniale; Equa soddisfazione)

Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - Danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Borovská e Forrai c. Slovacchia48554/103

I ricorrenti, Mária Borovska (unico ancora in vita), Mária Buzova, e Stefan Forrai sono cittadini slovacchi; il caso riguarda la revisione di una sentenza della Corte Edu pronunciata il 25 novembre 2014 in merito ad un caso di esproprio di alcuni terreni da parte dello stato nel 1980. La Corte aveva riscontrato una violazione dell’articolo 6 (diritto ad un processo equo) della Convenzione.

Articolo 6Resto irricevibile

Cancella dal ruolo (articolo 37-1-A - Assenza dell'interesse a proseguire il ricorso)
Vlieeland Boddy e Marcelo Lanni c. Spagna53465/11, 9634/123

I ricorrenti Clive Marshall Vlieland Boddy e Claudio Marcelo Lanni sono due cittadini rispettivamente del Regno Unito e Argentina. Il signor Vlieland Boddy e' stato arrestato nel 2005 con l’accusa di traffico di droga e riciclaggio di denaro ed ha passato 139 giorni in custodia cautelare, fino a che non e' stato prosciolto da tutte le accuse; il signor Marcelo Lanni e' stato arrestato a Barcellona con l’accusa di furto aggravato ed ha trascorso 14 giorni in regime di detenzione cautelare, fino al suo rilascio per mancanza di prove incriminatrici. Entrambe le loro richieste di risarcimento danni per il periodo passato in stato di detenzione sono state rigettate dalle autorita' nazionali e le decisioni sono state confermate anche dalla Corte Suprema. Invocando l'articolo 6 comma 2 (presunzione di innocenza), i ricorrenti lamentano che le loro richieste di risarcimento per il tempo trascorso in custodia cautelare sono state respinte, mettendo in tal modo in dubbio la loro innocenza, nonostante l’assoluzione. Inoltre basandosi sull'articolo 14 (divieto di discriminazione), in combinato disposto con l'articolo 5 (diritto alla liberta' e alla sicurezza) e l'articolo 6 comma 2 (presunzione di innocenza) della Convenzione, il signor Marcelo Lanni lamenta di essere stato discriminato in relazione alle altre vittime di procedimenti eccessivamente lunghi, sostenendo che questi ultimi ricevono una compensazione anche se sono stati giudicati colpevoli nel procedimento principale.

Articolo 6


Articolo 5


Articolo 14


 

Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-2 - Presunzione di innocenza)

About Marco Petrachi

Studio Giurisprudenza a Firenze ma sono originario di Melendugno, una piccola città della provincia di Lecce. Sono un grande amante del mare e della mia terra.

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