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Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 28/01/2016

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 9 - fiume IIIQuest’oggi la Corte europea de diritti dell’uomo ammonisce la Bulgaria nel caso del signor Dimitrov Andreev per una restrizione della libertà non autorizzata dal giudice (art.5 CEDU), protrattasi per 43 ore. Indenne invece la Germania, in un caso relativo alle elezioni in Bassa Sassonia: lo sbarramento al 0,5% per l’ingresso in Parlamento non è ritenuto da Strasburgo una percentuale che osta al diritto a libere elezioni della minoranza frisona (art.3 Protocollo n°1) letto in combinato disposto con l’art.13 della convenzione (divieto di discriminazione).

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Kiril Andreev c. Bulgaria79828/123

Kiril Dimitrov Andreev e' un cittadino bulgaro che lamenta di essere stato detenuto illegittimamente per 43 ore.


Nell'aprile del 2012 egli fu sottoposto a custodia cautelare in carcere perche' sospettato di detenzione illegale di armi da fuoco e munizioni: questo processo si concluse il 7 giugno 2012 con la sua condanna a pena detentiva, sospesa. Alle 17.12 del 7 giugno, il Giudice penale revoco' al termine dell'udienza la misura di custodia in carcere a cui era stato sottoposto il Sig. Andreev, rendendolo di fatto un uomo libero. Tuttavia, egli rimase comunque in stato di detenzione, in assenza di qualunque provvedimento che giustificasse la limitazione alla sua liberta' personale. Soltanto il 9 giugno, alle 12.10, fu emanato un nuovo provvedimento che disponeva (e legittimava) la sua detenzione cautelare per un nuovo reato di cui era sospettato.

Articolo 5Violazione dell' Articolo 5 - Diritto alla liberta' e alla sicurezza (articolo 5-1 - arresto o detenzione; Procedura prevista per legge)
Partei Die Friesen c. Germania65480/102

Il ricorrente e' il partito tedesco "Die Friesen", il quale rappresenta gli interessi della minoranza frisona nel Land della Bassa Sassonia, in Germania. Alle elezioni del 2007, per la nomina dei membri del Parlamento regionale della Bassa Sassonia, il partito frisone raggiunse lo 0,3 %, non aggiudicandosi alcun seggio del nuovo parlamento: infatti e' previsto uno sbarramento al 5% per avere rappresentanti nell'istituzione elettiva. Il partito "Die Friesen" da tempo denunciva l'ingiustizia di questo sbarramento: secondo le sue stime, su quasi otto milioni di abitanti della Bassa Sassonia soltanto 100 mila appartengono alla minoranza frisone; con queste cifre, non potrebbero mai esprimere una rappresentanta politica. Alle istanze del partito frisone, perche' gli fosse consentita un'eccezione alla rigida regola di sbarramento, le Istituzione risposero sempre negativamente: cosi' prima delle elezioni il Primo Ministro ed il Parlamento del Land di Bassa Sassonia, e successivamente anche la Corte costituzionale della Bassa Sassonia.


Oggi il partito "Die Friesen" si rivolge alla Corte europea contro la soglia di sbarramento del 5% alle elezioni parlamentari: per il partito, essa rappresenta una discriminazione ai danni della minoranza frisona nell'esercizio del diritto a libere elezioni; contro tale discriminazione, inoltre, non esisterebbero strumenti di ricorso interni.

Articolo 13


Articolo 14


Articolo 3 Prot. 1

Resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 14 + P1-3 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (articolo 3 del Protocollo n ° 1 - diritto a libere elezioni {generale}; Candidarsi alle elezioni)
Konstantinopoulos e altri c. Grecia69781/133

I ricorrenti sono 31 detenuti, di cittadinanza greca, bulgara e albanese, della prigione greca di Grevena, inaugurata nel 2008. Essi denunciano davanti alla Corte europea le pessime condizioni di detenzione a cui sono stati sottoposti e l'assenza di rimedi interni con cui denunciare tale situazione davanti alle Autorita' greche.


I ricorrenti, ancora detenuti nella prigione di Grevena, raccontano di essere stati stipati, ora in tre ora in quattro, all'interno di celle di 12 mq: quando erano in quattro, uno di loro era costretto a dormire per terra. Inoltre, il cibo fornito dalla prigione era di pessima qualita' e scarsa quantita'; i telefoni della struttura non funzionavano e le visite dall'esterno erano limitate a 15 minuti. Nella prigione detenuti in attesa di giudizio e detenuti definitivamente condannati erano tenuti insieme. Infine, molti dei ricorrenti hanno denunciato violenze e maltrattamenti dagli agenti penitenziari all'atto di perquisire le loro celle.

Articolo 3


Articolo 13

Nessuna violazione di Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - trattamento degradante; Proibizione della tortura)
Patrikis e altri c. Grecia50622/133

A ricorrere sono 12 detenuti di nazionalita' greca, bulgara, albanese e nigeriana. Essi sono attualmente reclusi nella prigione di Diavata, nella citta' greca di Salonicco e lamentano a Strasburgo le pessime condizioni di detenzione a cui sono stati sottoposti e l'impossibilita' di denunciare tale situazione davanti alla Autorita' greche, per assenza di rimedi interni.


I ricorrenti lamentano di essere stati detenuti, insieme ad altri dieci detenuti, in celle di 24 mq, con un solo bagno e docce senza paratie. Il sovraffollamento nella prigione diveniva ancora piu' insostenibile d'inverno, quando per il freddo non potevano nemmeno aprirsi le finestre. Inoltre, ricevevano cibo scarso per qualita' e quantita', le celle ricevevano poca luce dall'esterno, le condizioni igieniche in cui vivevano erano pessime e infine le attrezzature della struttura erano in gran parte difettose.

Articolo 3


Articolo 13

Violazione dell' Articolo 3 - Proibizione della tortura (Articolo 3 - trattamenti degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - trattamento degradante; Proibizione della tortura)

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 28 gennaio 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul
    sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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