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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 14/01/2016

 Corte europea dei diritti dell'Uomo - Nella Grand ChamberNote alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 14 gennaio 2016, si è inserito, per ciascuna decisione:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.
Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Duong c. Repubblica Ceca21381/113

Van Nam Duong e' un cittadino vietnamita residente a Primda, in Repubblica Ceca. Egli ha subito la perquisizione locale della propria abitazione, intestata ad una societa', perche' sospettato di occultarvi sostanze stupefacenti; al termine della perquisizione e' stato arrestato. La perquisizione fu autorizzata dal Giudice ceco nell'ambito di un'attivita' di indagine, iniziata pochi mesi prima, sulla fabbricazione illegale di sostanze psicotrope e, secondo il ricorrente, il provvedimento giurisdizionale non indicava sufficienti ragioni per la perquisizione: tale doglianza fu portata dal ricorrente davanti alla Corte costituzionale ceca, ma senza successo.


Oggi il Sig, Duong contesta la legittimita' di quella perquisizione, invocando il suo diritto al rispetto del proprio domicilio, perche' il mandato di perquisizione non era adeguatamente motivato.

Articolo 8Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Rispetto del domicilio)
Maslak e Michalkova c. Repubblica Ceca52028/132

Miroslav Maslak e Katarina Michalkova sono due cittadini slovacchi indagati dagli inquirenti cechi per diversi reati. A partire dal luglio 2012, prima furono sottoposti a sorveglianza tre veicoli usati dalla Sig.ra Michalkova e da altri due soggetti, poi l'appartamento, il garage ed i due veicoli intestati al Sig. Maslak vennero perquisiti. Entrambi i ricorrenti ricorsero davanti alla Corte costituzionale ceca per lamentare che il Giudice ceco che aveva autorizzato quegli atti di ricerca della prova non avesse fornito nei propri provvedimenti sufficienti ragioni a giustificare le proprie autorizzazioni, ma i loro ricorsi furono rigettati.


Oggi i Sig.ri Maslak e Michalkova denunciano davanti alla Corte europea che gli atti di indagine compiuti dagli inquirenti cechi - sorveglianza e perquisizione dei veicoli, perquisizione del garage e dell'appartamento - erano illegittimi perche' la relativa autorizzazione dell'Autorita' giurisdizionale non era adeguatamente motivata; inoltre, lamentano che, a parte il ricorso alla Corte costitizionale, non avevano rimedi interni con cui far valere le proprie ragioni.

Articolo 8


Articolo 13

Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Rispetto del domicilio)
Mandet c. Francia30955/122

I ricorrenti sono Florence Mandet nee Guillerm, Jacques Mandet e loro figlio Alois Mandet, tutti cittadini francesi oggi residenti a Dubai. I genitori, sposati dal 1986 e con gia' tre figli, divorziarono nell'agosto del 1996: lei ebbe un figlio Alois nel settembre 1997 che, quando i genitori si risposarono nel 2003, divenne a tutti gli effetti figlio legittimo. Successivamente, tuttavia, il Sig. Glouzmann, ex convivente della madre nel periodo successivo al divorzio, dichiaro' di essere lui il padre naturale di Alos, avviando un procedimento giudiziario che si concluse nel 2008 col riconoscimento della sua paternita', l'attribuzione del cognome della sola madre ad Alois, l'annullamento del suo stato di figlio legittimo del Sig. Jaques e la perdita di tutti di diritti genitoriali di lui nonche' l'attribuzione di diritti di visita al Sig. Glouzmann. Nel corso del processo, il Giudice francese valuto', da un lato, che Alois non poteva presumersi de iure figlio di Jacques Mandet perche' nato oltre 300 giorni dopo il divorzio dei genitori, e, dall'altro, che il rifiuto dei genitori di sottoporsi al test del DNA suffragava la tesi del Sig. Glouzmann. I genitori esperirono tutti i gradi di giudizio interno, giungendo fino alla Corte di Cassazione.


Oggi i ricorrenti denunciano davanti alla Corte europea la sproporzionalita' dell'intervento del Giudice francese, che ha compromesso la stabilita' emotiva di Alois, allora undicenne, ed il rapporto familiare creatosi da anni tra lui ed il marito della madre, Jacques Mandet. Inoltre, Alois sarebbe stato sottoposto al test del DNA contro la sua volonta' e dal suo rifiuto di sottoporvisi il Giudice, secondo i ricorrenti, avrebbe tratto un elemento in favore della paternita' del Sig. Glouzmann.

Articolo 8

Resto irricevibile
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare, il rispetto della vita privata)
Ventouris e Ventouri c. Grecia45290/113

Ioannis Ventouris e Athina Ventouri sono due cittadini greci che hanno ereditato un terreno ed un immobile nel comune di Drapetsona. Nel 1926 questa proprieta' fu espropriata una prima volta, ma il provvedimento di esprorpio fu revocato nel 1938. Nel 1968 il Ministero dell'Economia greco vincolo' la prorpieta' in vista della sua espropriazione, ma tale provvedimento venne poi annullato dal Corte suprema amministrativa. Nel 1986 un decreto presidenziali destino' la proprieta' a divenire un'area pubblica verde ma il decreto non fu mai eseguito. Nel 2001 i ricorrenti, dopo aver chiesto senza risposta di ritornare in possesso della proprieta', ereditata in quegli anni, si rivolsero alla Corte d'Appello amministrativa di Atene, la quale ordino' alla Pubblica amministrazione di rilasciare il terreno. Nel 2004 la Prefettura del Piero revoco' il precedente provvedimento espropriativo e ne emano' un'ulteriore, che venne poi annullato dalla Corte suprema amministrativa. Ad ultimo nel 2015, pendente da quattro anni il ricorso davanti alla Corte europea, il Consiglio comunale di Drapetsona ha nuovamente destinato la proprieta' ad un'area pubblica verde.


Oggi i Sig.ri Ioannis e Athina Ventouri rivendicano il proprio diritto di proprieta' sul terreno e l'immobile ereditati e lamentano che diverse decisioni giurisdizionali in loro favore non sono state eseguite dalle Autorita' greche.

Articolo 6


Articolo 1 Prot. 1

Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimento di esecuzione; Articolo 6-1 - Accesso al tribunale)
D.A. e altri c. Italia68060/12, 16178/13, 23130/13, 23149/13, 64572/13,

13662/13, 13837/13, 22933/13, 13668/13, 13657/13, 22918/13, 22978/13, 22985/13,

22899/13, 9673/13, 158/12, 3892/12, 8154/12, 41143/12
 2

I ricorrenti sono 889 cittadini italiani vittime o parenti delle vittime di trasfusioni di sangue infetto da HIV o Epatite B o C. Essi hanno o avevano diritto ad un indennizzo in sede amministrativa; hanno citato il Ministero della Salute per sentirlo condannare al risarcimento dei danni conseguenti alla trasfuzioni.


Oggi lamentano davanti alla Corte europea l'eccessiva durata del procedimento di risarcimento o composizione amichevole e l'assenza di un rimedio interno effettivo con cui far valere i propri diritti.

Articolo 2


Articolo 6


Articolo 13


Articolo 1 Prot. 1

Resto irricevibile

Cancellato dal ruolo (articolo 37-1-a - Assenza di intenzione di proseguire il ricorso

Articolo 37-1-c - Continuazione dell'esame non giustificato)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura civile

Articolo 6-1 - Processo equo)
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprieta' (articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
Violazione dell'articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Effettivo accertamento) (aspetto procedurale)

Danno patrimoniale e non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale, danno patrimoniale, Equa soddisfazione)
Rodzevillo c. Ucraina38771/053

Oleg Rodzevillo e' un ergastolano ucraino condannato per associazione a delinquere e diversi omicidi e rapine. Dal momento delle indagini egli e' stato detenuto prima nel centro di Dnipropetrovsk, poi presso la Colonia Correzionale di Ladyzhynska. Nella colonia correzionale - secondo la versione del ricorrente - egli e' stato costretto per un certo periodo a dividere i 10 letti della sua cella con 19 detenuti; la cella in cui e' stato poi trasferito era infestata da topi, collocata in un scantinato e percio' senza luce solare e ricambio d'aria, il bagno si trovava accanto al tavolo da pranzo ed il mobilio era ai minimi termini. Inoltre, in questa struttura il cibo era di scarsa qualita' e consisteva perloppiu' in pane e cereali e non gli sono state garantite cure mediche adeguate. Inoltre, il Sig. Rodzevillo sostiene di essere stato pestato da cinque guardie nel 2005, durante la sua custodia cautelare. Infine, egli aveva richiesto piu' volte di essere trasferito in un'altra struttura detentiva a Simferopol, piu' vicina ai propri parenti, ma le Autorita' ucraine, nell'attesamche si liberasse lo spazio per lui nel carcere Simferopol, non ne hanno mai disposto il trasferimento.


Oggi il Sig. Rodzevillo lamenta davanti alla Corte europea le degradanti ed inumane condizioni di detenziona a cui e' stato sottoposto e l'impossibilita' di opporvisi davanti ad un Giudice ucraino, nonche' i maltrattamenti subiti dagli agenti ucraini e l'ingiustizia del suo mancato trasferimento nel carcere piu' vicino alla sua famiglia. La Corte europea ha accolto diversi profili delle sue doglianze, accertando le responsabilita' dell'Ucraina.

Articolo 3


Articolo 8


Articolo 13

Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante;
Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura, trattamento degradante; trattamento inumano)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare)

La Corte europea ha deciso oggi anche i seguenti casi. Essi sono meramente ripetitivi o relativi a casi di eccessiva durata, e perciò non sono stati approfonditi:

Tsonev c. Bulgaria (n. 44885/10); Tikva c. Repubblica ceca (n. 54737/13); Eklund c. Finlandia (n. 56936/13); J.B. c. Francia (n. 78000/12); Z.z. c. Francia (n. 32029/12); Lederer e altri c. Ungheria (n. 66537/12); Monaco c. Italia (n. 34376/13); Podoleanu c. Italia (n. 63426/13); Loyko c. Lettonia (n. 27388/05); Chechlacz c. Polonia (n. 43898/14); Mach c. Polonia (n. 68750/11); Wozny c. Polonia (n. 70720/11); Bleher e altri c. Romania (nn. 45975/06, 76268/12, 20984/13); Craciunescu c. Romania (n. 16066/14); Ienciu c. Romania (n. 60255/08); Nenciu c. Romania (n. 72102/14); Nicula e altri c. Romania (nn. 29656/13, 26615/14, 29163/14); Tanase c. Romania (n. 52968/09); Vasile e altri c. Romania (nn. 61446/11, 21900/12, 69855/12); Kolodyazhnyy c. Russia (n. 10033/10); Lazarev e Bektashyants c. Russia (nn. 59813/09 e 17645/11); Potapova e altri c. Russia (nn. 60687/08, 17609/10, 55179/10); Radetić e altri c. Serbia (nn. 47174/08, 47423/08, 34210/12, 50681/12, 71826/12, 78089/12, 49864/13, 50135/13); Petit Press, a.s. c. Slovacchia (n. 29389/12); Altay e altri c. Turchia (n. 9100/06 e altri 155 ricorsi); Budan c. Ucraina (n. 38800/12); Shepelenko c. Ucraina (n. 8347/12); Stabrovska c. Ucraina (n. 65055/12).

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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