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Uno sguardo al rapporto “I Diritti Fondamentali in Europa: sfide e risultati nel 2014”

L’Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali (F.R.A.) ha pubblicato lo scorso 10 dicembre il suo ultimo rapporto sulla tutela dei diritti fondamentali in Europa; tale elaborato,  dal titolo “I Diritti Fondamentali in Europa: sfide e risultati nel 2014”, è una ricerca giudico-sociale sulla situazione dei diritti umani all’interno dell’Unione europea, per la redazione della quale l’Agenzia Europa si rivolge a diversi interlocutori, pubblici e privati (leggi “Diritti d’Europa intervistata dalla Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali“).

Purtroppo il resoconto steso dall’Agenzia europea è tutt’altro che positivo ed evidenzia molte e importanti criticità nello standard di tutela dei diritti fondamentali.

immigrazione clandestini italiaIn tema di migrazione (trattato al § 4 del rapporto), le condizioni dei migranti si sono involute progressivamente, peggiorando. Il 2014 è stato un anno record per il numero di migranti vittime della traversata mediterranea: si calcolano circa 3.279 persone morte nel Mediterraneo tra gennaio e dicembre 2014; ma anche quelli salvati e poi privati della libertà tramite arresto si sono quadruplicati: nel 2004 era meno di 20.000, nel 2014 sono stati circa 170.000 nei quattro Paesi UE di prima linea: Italia, Grecia, Malta e Spagna; la gestione dei migranti alle frontiere si è fatta sempre più difficile, soprattutto in alcuni Paesi, mentre il dibattito pubblico sull’integrazione è degradato notevolmente. Per far fronte ai flussi migratori, l’Agenzia ha indicato di favorire l’ingresso dei migranti ampliando la forbice di legalità per le condizioni di ingresso: “Gli Stati membri devono pertanto valutare la possibilità di offrire alle persone che hanno bisogno di protezione internazionale più opportunità legali di entrare nell’UE, sotto forma di alternative possibili ai rischi che comporta l’ingresso irregolare.”

lavoro minorile maniIn tema di minori non accompagnati (trattato al § 6 del rapporto), permangono forti criticità: i fondi stanziati per la tutela dei minori europei non accompagnati sono insufficienti e il tasso di povertà infantile ed esclusione sociale resta elevato. La parola d’ordine per gli Stati dell’Ue, in questo settore,  è “perfezionare i meccanismi di coordinamento ed elaborare standard di qualità, nonché meccanismi efficaci di ispezione e monitoraggio per garantire che i servizi adempiano l’obbligo di rispettare i diritti dei minori“.

Con grande soddisfazione, abbiamo osservato che l’Agenzia europea è attenta al sistema C.E.D.U. : il rapporto si è soffermato sulle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo Sharifi e e Tarakhel, nonché, più in generale, sui diritti fondamentali della persona così come sanciti e protetti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

In particolare, nel caso Sharifi e altri c. Italia e Grecia , la Corte europea dei diritti dell’uomo ha indagato su un episodio di respingimento alla frontiera compiuto dall’Italia ai danni di trentadue afgani, due sudanesi e un etiope, in deroga del principio di “non refoulement”. Nella sentenza emessa il 21 ottobre 2014 in favore di soli quattro afgani (gli altri ricorrenti non avevano proseguito il ricorso) è stato acclarato che essi sarebbero stati respinti al porto di Ancora verso la Grecia tra il 2008 ed il 2009: si legge che “nel porto di Ancona i ricorrenti sono stati consegnati immediatamente dalle autorità di frontiera ai capitani dei “ferry-boat” e non hanno avuto accesso a un interprete o ad agenti che potessero fornire loro le informazioni minime necessarie a proposito del diritto di asilo e alla relativa procedura.”

Nel caso Tarakhel c. Svizzera, la Corte di Strasburgo ha accertato la responsabilità della Repubblica elvetica nell’aver predisposto il rientro di una famiglia afgana in Italia dove era probabile sarebbero stati violati i loro diritti. Il sistema di accoglienza italiano, infatti, non poteva assicurare alla famiglia di restare unita , proprio perché particolarmente numerosa – i genitori e sei figli. La pronuncia, pur formalmente emessa contro la Svizzera, chiama in causa proprio l’Italia, di cui il Giudice europeo ha esaminato e giudicato il sistema di accoglienza, salvandone alcuni aspetti e condannandone altri.

Per approfondire

Rapporto “Diritti Fondamentali in Europa: sfide e risultati nel 2014

Presentato il rapporto annuale della FRA redatto in collaborazione con FGB da http://www.fondazionebrodolini.it/

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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