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Vince Catania il Concorso Giuseppe Sperduti 2015! Intervista ai vincitori

Giuliana Cristauro, Marco Fisicaro e Sergio Vittorio Scuderi: ecco gli studenti dell’Università degli Studi di Catania che si sono aggiudicati il Primo Premio nell’edizione 2015 del Concorso Giuseppe Sperduti! Hanno da poco concluso la finale e Diritti d’Europa li ha raggiunti per intervistarli.

Il Concorso Giuseppe Sperduti è una simulazione processuale che Società italiana per l’organizzazione internazionale (SIOI) organizza ogni anno. La sfida coinvolge gli studenti universitari di tutta Italia e li chiama a confrontarsi nella preparazione di un processo davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. La gara vede le squadre partecipanti, composte da tre membri e sotto la supervisione di un docente universitario, redigere in una prima fase delle memorie scritte; successivamente, le due squadre migliori – una a difesa del ricorrente ed una a difesa del Governo convenuto – si confrontano a Roma in una discussione orale. Il Concorso offre un premio ambitissimo: la prima classificata vince 1.000 € ed un esclusivo tirocinio a Strasburgo presso la Corte europea dei diritti dell’uomo.

Quest’anno si sono confrontate in finale le squadre delle Università di Catania e di Bologna, attestandosi entrambe come le squadre migliori fra quelle partecipanti. La finale orale si è svolta a Roma due settimane fa, il 10 Dicembre.

Anche noi di Diritti d’Europa siamo stati al Concorso Sperduti, e poi a Strasburgo, e sappiamo quanto sia importante, unica e splendida questa esperienza! Da qui l’idea di contattare i vincitori, chiedergli qualunque indiscrezione ed infine pubblicare un’intervista.
Una cosa è certa. L’anno scorso Verona, quest’anno Catania: la passione per i diritti umani, l’eccellenza e l’impegno sono senza confini!
Di seguito l’intervista.

Buongiorno ragazzi, è un piacere conoscervi e potervi fare i complimenti per la vostra vittoria!
Come vi sentite ora che vi siete aggiudicati il Premio Giuseppe Sperduti 2015?

Sperduti 2015

I vincitori. Da sx: Sergio Vittorio Scuderi, Giuliana Cristauro e Marco Fisicaro.

In generale siamo molto soddisfatti dell’importante risultato conseguito. Da un punto di vista puramente emotivo questa esperienza potrebbe scandirsi in vari momenti: una volta appreso l’esito della competizione ci siamo “liberati” delle preoccupazioni e delle ansie che ci hanno accompagnato fino all’ultimo istante e abbiamo provato un’immensa gioia; adesso, invece, siamo davvero entusiasti per la nuova esperienza che ci attende a Strasburgo.

Da chi era composta la vostra squadra?

Giuliana Cristauro, Marco Fisicaro e Sergio Vittorio Scuderi: siamo tutti studenti di giurisprudenza dell’UNICT, iscritti al 4° anno. Siamo stati coordinati dalla prof.ssa Adriana Di Stefano e accompagnati in questo percorso dalla dott.ssa Maria Pappalardo, dottoranda presso il nostro dipartimento.

Come avete saputo del concorso?

In passato avevamo partecipato al Corso di simulazione processuale in materia internazionalistica, tenuto presso il nostro Dipartimento dal prof. Rosario Sapienza di concerto con la prof.ssa Adriana Di Stefano. Proprio quest’ultima, ricordandosi dei risultati da noi maturati durante il corso e della nostra passione per l’ambito dei Diritti Umani, ci ha contattato personalmente per formare la squadra.

Il tema di quest’anno è stato estremamente attuale: terrorismo e diritti umani, due concetti che alcuni pensano (o vorrebbero) antitetici ma che rappresentano un esempio della complessità, bellezza e difficoltà della parola Giustizia. Qual era il tema e quale la vicenda nello specifico che vi è stata proposta nella gara?

Il tema di quest’anno è stato “revoca della cittadinanza in danno ai foreign fighters”, un tema molto attuale che abbiamo deciso di trattare con estrema delicatezza. La vicenda riguardava il caso di un cittadino di origine afghana, al quale viene revocata la cittadinanza, acquisita per naturalizzazione, a causa di un presunto coinvolgimento in attività legate all’estremismo islamico. Nell’approccio alle questioni poste dal caso, proprio in considerazione di una tendenziale visione dicotomica degli interessi in gioco, abbiamo lavorato molto sulle sfumature cercando di individuare il giusto punto di equilibrio tra l’esigenza di tutela degli interessi vitali dello Stato e quelli di tutela dei diritti individuali, con non poche difficoltà e con la consapevolezza che l’ago della bilancia finisce per propendere da una parte piuttosto che dall’altra a seconda dei casi e del contesto storico.

Una vicenda molto complessa! E voi quale parte avete difeso nel processo simulato?

Noi abbiamo difeso lo Stato convenuto. Certamente non è stato agevole dato il frangente storico e la necessità di bilanciare gli interessi in gioco – sicurezza nazionale e diritto alla cittadinanza in particolare. È stata un’esperienza molto stimolante che ci ha permesso di aprire i nostri orizzonti e ragionare in maniera complessa sul tema delicatissimo e attuale della lotta al terrorismo e, nello specifico, del fenomeno dei foreign terrorist fighters.

Sperduti 2015

Vittoria! Gli studenti catanesi con la dott.ssa Maria Pappalardo

La simulazione ha avuto due momenti: uno scritto ed uno orale. Come vi siete organizzati per affrontare al meglio le due sfide?

La prima fase, quella della redazione della memoria scritta, è stata senza dubbio la più complessa. Abbiamo trascorso mesi a stretto contatto, prendendo le mosse da un accurato studio della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e districandoci via via tra impervie ricerche di testi in tutte le lingue presso l’emeroteca della nostra Università, approfondite analisi della giurisprudenza rilevante e notti passate in bianco a scrivere e a sistemare la forma dell’atto. Considerando che nel frattempo avevamo tutti i nostri esami da preparare è stata una bella impresa riuscire ad “incastrare” tutto. Ma, com’è ovvio, ne è valsa la pena!
Per la seconda fase, quella della discussione orale, ci siamo preparati attraverso un intenso lavoro di perfezionamento oratorio – coordinati dalla nostra tutor, la dott.ssa Maria Pappalardo – puntando molto ciascuno di noi sui propri punti forti, quasi come fossimo tre ingranaggi che devono coordinarsi alla perfezione per far funzionare una macchina. Un’attenzione particolare, naturalmente, è stata dedicata alla previsione di pronte ed efficaci repliche alle questioni che immaginavamo la squadra avversaria avrebbe sollevato.

Come si è svolta la finale orale?

La prova orale finale si è articolata in tre momenti. Nella prima parte ciascuna squadra ha avuto modo di esporre le proprie argomentazioni a difesa delle rispettive parti. In seguito i giudici hanno formulato delle domande e chiesto dei chiarimenti in merito ad alcune questioni. Infine ciascuna squadra ha potuto replicare sulla base dei ragionamenti esposti nel corso della disputa. Dopodiché i giudici si sono riuniti per prendere una decisione.

Cosa consigliereste ai futuri concorrenti della Premio Giuseppe Sperduti?

Quest’esperienza ci ha fatto comprendere soprattutto l’importanza dell’equilibrio e della divisione dei ruoli della preparazione. La realtà è poliedrica e bisogna diffidare delle risposte semplici, preferendo la ben più faticosa sfida di affrontare la complessità con equilibrio, tenendo in debita considerazione tutti gli interessi in gioco. Quindi il consiglio che ci sentiamo di dare è proprio quello di approcciarsi in maniera equilibrata ai problemi e di ragionare in maniera complessa senza avere fretta di trovare le risposte alle singole questioni aperte dal caso.

Quali progetti avete per il futuro? Coltiverete la vostra passione per i diritti umani?

Marco Fisicaro Sperduti 2015

Un momento della finale: la replica di Marco Fisicaro

[MARCO] Difficile dare risposte certe. Sono entrato in giurisprudenza con l’obiettivo di proseguire il mio percorso in magistratura. Poi lo studio del Diritto Internazionale, in particolare del sistema della Convenzione europea e della Corte Europea, oltre alla fondamentale esperienza rappresentata dalla partecipazione al Premio Sperduti, mi hanno fatto propendere sempre di più verso l’ambito dei diritti umani e sto valutando la possibilità di una carriera internazionalistica. Ho sempre ritenuto la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo una delle più importanti conquiste di civiltà della nostra epoca e non vedo l’ora di iniziare questo tirocinio, che sono certo rappresenterà un tassello fondamentale nel mio percorso di crescita, sia sul piano formativo che su quello umano.

Giuliana Cristauro Sperduti 2015

[GIULIANA] Non ho ancora dei progetti ben definiti e in generale cerco di non pianificare nulla, ma provo a seguire il percorso che le mie singole scelte mi inducono di volta in volta a intraprendere. Coltivo da sempre una grandissima passione per i diritti umani perché credo costituiscano il baricentro di un sistema di valori da salvaguardare, quindi ho sempre cercato di accostarmi ad attività, corsi o laboratori che avessero ad oggetto tematiche ad essi inerenti. La fase di preparazione al Premio Sperduti è stata una grande occasione di approfondimento di temi complessi ed è stato affascinante condurre le nostre ricerche e i nostri studi alla luce del sistema della Convenzione europea. Questa esperienza mi ha avvicinata moltissimo all’ambito dei diritti umani e mi piacerebbe proseguire in tal senso. Il tirocinio alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sarà una grande occasione di formazione dalla quale cercherò di trarre il massimo.

Sergio Vittorio Scuderi Sperduti 2015[SERGIO] Per quanto mi riguarda, ho pochissime certezze nella vita, come credo accada un po’ a tutti gli studenti universitari che ancora non hanno raggiunto l’obiettivo della laurea. La vittoria del Premio Sperduti apre senza dubbio nuove strade e cambia le carte in tavola, nel senso che se prima avevo una vaga idea di specializzarmi in futuro nell’ambito dei Diritti Umani, adesso ne sono sempre più convinto. Per il momento, comunque, spero solo di trarre il meglio dall’esperienza del tirocinio presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e mi auguro che possa aiutarmi a capire se davvero sia questa la strada giusta per me.

Grazie per le vostre risposte. Ancora complimenti per lo splendido risultato e godetevi l’esperienza strasburghese! Ad maiora!

Docenti Sperduti 2015

Giuliana, Sergio e Marco coi docenti dell’Ateneo catanese: da sx, prof. Rosario Sapienza (titolare della cattedra di Diritto Internazionale), dott.ssa Maria Pappalardo (assistente della cattedra di diritto dell’UE), prof.ssa Adriana Di Stefano (titolare della cattedra di diritto dell’UE).

Commissione Sperduti 2015

I vincitori con i membri della Commissione giudicatrice: da sx, Prof.ssa Federica Mucci, Amb. Marcello Salimei, Prof. Giuseppe Tesauro, Prof. Umberto Leanza, Prof.ssa Laura Pineschi e Prof. Giuseppe Palmisano.

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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