Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 22/12/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 22/12/2015

Corte europea dei diritti dell'Uomo 11 - Grand ChamberQuest’oggi la Russia ha ricevuto un verdetto di condanna dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per aver torturato, detenuto illegalmente e infine ucciso un ragazzo in una stazione di polizia al termine di un interrogatorio conclusosi con la defenestrazione del ragazzo; sull’episodio gli investigatori non hanno fatto mai luce, cercando, tramite indagini ineffettive e inefficaci, di far passare l’episodio come un suicidio; lo Stato russo dovrà ora risarcire la madre della vittima pagandole 45.000 € per il danno non patrimoniale e 8500 € per quello patrimoniale, relativo alla perdita dell’assegno di mantenimento che lei, invalida, avrebbe ricevuto negli anni dal figlio, giovane e lavoratore. Sono invece usciti indenni dal controllo europeo Svizzera e Serbia: per entrambi sono stati emessi verdetti di non violazione.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Lykova c. Russia 68736/112La Signora Irina Nikolayevna Lykova è una cittadina russa, madre di un ragazzo accusato di furto, che si sarebbe tolto la vita gettandosi dal quinto piano di un palazzo dopo aver subito dei maltrattamenti durante un interrogatorio presso la stazione di polizia di Voronej. La Signora Lykova, nonostante abbia più volte richiesto che venissero svolte delle indagini per accertare lo svolgimento dei fatti, ha sempre ricevuto risposta negativa da parte delle autorità inquirenti russe che hanno archiviato il caso argomentando che le lesioni sul corpo del ragazzo fossero dovute alle modalità in cui era avvenuto il suicidio. Nonostante ciò, durante un’udienza, l’amico del figlio della Signora Lykova presente ai fatti e a sua volta accusato di aver commesso il furto, ha denunciato i maltrattamenti subiti dal figlio della Signora Lykova durante l’interrogatorio da parte di un agente di polizia. Infine, durante un’indagine interna svolta dal servizio di sicurezza della polizia del dipartimento di Voronej è stato confermato che il ragazzo si è tolto la vita, mentre il comportamento dell’agente di polizia che avrebbe dovuto vigilare su di lui è stato qualificato come non professionale.

Oggi la Signora Lykova lamenta il fatto che il figlio sia stato privato della libertà e che si sia tolto la vita a causa dei maltrattamenti subiti durante l’interrogatorio. Inoltre, la Signora Lykova lamenta che non si sia proceduto a svolgere dell’indagini sulla vicenda.
Articolo 5
Articolo 2
Articolo 3
Articolo 13
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - Privazione della libertà, arrestato o detenuto)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Torture) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - La vita) (aspetto sostanziale)
Danno patrimoniale e non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale, danno patrimoniale, Equa soddisfazione)
Stanković e Trajković c. Serbia37194/08, 37260/082Le sign.re Stanković e Trajković sono due cittadine serbe, le quali in seguito al rapimento e all’uccisione dei mariti ad opera dell’esercito di liberazione del Kosovo nel periodo successivo all’intervento della NATO nell’area nel 1999, hanno richiesto alle autorità serbe un risarcimento per i danni subiti.
La Serbia ha risposto rigettando le richieste delle ricorrenti e affermando di non essere responsabile per la sicurezza dei cittadini kosovari dal 9 Giugno 1999 in avanti, data in cui il controllo dell’area fu trasferito alla Kosovo Force, una forza internazionale militare guidata dalla NATO per ristabilire la sicurezza della regione.

Oggi le ricorrenti lamentano che la Serbia non abbia accolto la loro domanda di risarcimento, a differenza di quanto avvenuto in altri casi simili.
Articolo 6Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura civile; Articolo 6-1 - Processo equo)
G.S.B. c. Svizzera 28601/112Il Signor G.S.B. è un cittadino saudita di nazionalità americana che vive a Miami (USA). Nel 2008 l’autorità fiscale americana ha scoperto che la Banca svizzera UBS aveva permesso e suggerito ai propri clienti di non dichiarare i beni e i guadagni alle autorità statunitensi. In seguito ad un accordo intitolato “Convention 10”, le autorità fiscali svizzere hanno ordinato alla USB di trasferire i dati dei propri clienti alle autorità fiscali d’oltreoceano. Nonostante il ricorrente abbia lamentato nei diversi gradi di giudizio la violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e degli altri trattati da parte della Svizzera, le autorità statali hanno risposto affermando che gli interessi della Nazione e gli impegni presi a livello internazionale rivestono maggiore importanza rispetto a quelli dei singoli individui. In seguito a tali pronunce, i dati del Signor G.B.S. sono stati trasferiti alle autorità americane il 14 dicembre 2012.

Oggi il Signor G.B.S. lamenta la violazione del rispetto della propria vita privata e una discriminazione rispetto ai clienti di altre banche diverse dalla USB, dovuta all’accordo intercorso tra Svizzera e USA.
Articolo 8
Articolo 14
Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Nessuna violazione dell'articolo 14 + 8-1 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare; Articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 22 dicembre 2015, per ciascuna si è indicato:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top