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L’Arabia Saudita a capo del Consiglio O.N.U. per i Diritti Umani

Il Regno dell’Arabia Saudita non ha mai firmato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; nel 2015 ha sentenziato più di 100 esecuzioni capitali; ha commesso e celato i suoi crimini di guerra commessi in Yemen; è una monarchia assoluta teocratica in cui vige la sharia seguendo il wahabismo – quell’indirizzo religioso che interpreta il Corano strettamente alla lettera; e sempre l’Arabia Saudita è stata nominata, grazie al supporto sotterraneo del Regno Unito, Capo del Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (CDU) per il 2016.

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Il sovrano Abdullah bin Abdulaziz Al Saud, deceduto nel gennaio 2015

Contro questa nomina“scandalosa” , già a metà settembre 2015 a Ginevra si sono schierate l’Ambasciatrice degli Stati Uniti Samantha Power e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Federica Mogherini, le quali denunciavano che se tale nomina andasse a buon fine il CDU sarebbe nelle mani di uno Stato dove quotidianamente si violano ogni tipo di diritti fondamentali. Il Presidente del CDU ha il potere di selezionare Alti Funzionari col compito di configurare norme internazionali e compilare relazioni sulle violazioni dei diritti umani nel mondo.

Un’altra voce contro questa nomina si è sollevata da Hillel Neuer, Direttore di UN Watch – ONG di Ginevra che monitora il lavoro in difesa dei diritti umani delle Nazioni Unite – il quale si è espresso in questi termini: “È scandaloso che l’Onu abbia scelto un paese che ha giustiziato più persone dello Stato Islamico quest’anno per presiedere il Consiglio dei diritti umani. Petrolio, dollari e politica nuocciono a questi diritti”; ha aggiunto inoltre: “L’Arabia Saudita ha senza dubbio il peggior record del mondo quando si tratta di libertà di religione e di diritti delle donne, e continua ad imprigionare il blogger innocente Raif Badawi”, e ha concluso sostenendo che: “Questa nomina ONU è come fare un piromane nel capo dei pompieri della città, e sottolinea il deficit di credibilità di un Consiglio dei diritti umani che conta già la Russia, Cuba, Cina, Qatar e Venezuela tra i membri” che di certo non rispettano i diritti fondamentali.

Neuer ha espresso la preoccupazione che la nomina dei sauditi per presiede il CDU è stata decisa previo accordo dietro le quinte per arrivare ai loro miliardi di dollari che fanno gola al mondo intero, in cambio di insabbiare tutte le nefandezze del governo. In riferimento a questo ha dichiarato: “Esorto Ambasciatore Potere e Alto Commissario Mogherini a confermare che questa non è adatta.“; inoltre: “Non possiamo dimenticare che gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno rifiutato di pronunciare una parola di protesta quando li abbiamo sollecitato, insieme con i dissidenti sauditi, per contrastare l’elezione della monarchia nel 2013 all’UNHCR. È ‘un triste commento sul nostro mondo che il petrolio continua a trionfare sui diritti umani fondamentali.”; ha concluso affermando: “È già abbastanza grave che l’Arabia Saudita è un membro del Consiglio, ma per le Nazioni Unite è incredibile nominare il regime Presidente che versa solo sale languendo le ferite dei dissidenti nelle prigioni saudite, come l’attivista per i diritti umani, Raif Badawi.”.

Il Primo Ministro Cameron incontra il re Abdullah

Il Primo Ministro Cameron incontra il re Abdullah

Un paese promotore di un “accordo segreto”, attraverso voti di scambio o meglio di negoziazione, per avere l’Arabia Saudita nel Consiglio dei Diritti Umani è stato il Regno Unito, questo si evince da documenti trapelati. Anche i legami diplomatici fra i due Stati comprovano tale fatto; David Cameron, il 22 marzo 2011 al numero 10 di Downing Street, ha ricevuto il Ministro degli Esteri Saudita il Principe Saud al-Faisal.

In più, Wikileaks ha diffuso 61.000 dossiers tra cui files del Ministero degli Esteri Saudita, i quali rilevano che ci sono stati con i diplomatici britannici in vista di un voto di novembre 2013 a New York e stati tradotti dall’UN Watch che ha sede a Ginevra.

Da un articolo uscito sul quotidiano The Australian risulterebbe che l’Arabia Saudita ha avviato trattative segrete con il Regno Unito per avere il sostegno per la nomina al CDU. In seguito entrambi i paesi stati eletti al CDU, che si compone di 47 Stati membri.

Da un comunicato saudita, riferito a tal argomento, si legge: “La delegazione è onorata di inviare al ministero il memorandum allegato, che la delegazione ha ricevuto dalla missione permanente del Regno Unito chiedendo il sostegno e l’appoggio della candidatura del loro paese per l’adesione del Consiglio dei Diritti Umani (HRC) per il periodo 2014-2016, in occasione delle elezioni che si svolgeranno nel 2013, nella città di New York. … Il ministero potrebbe trovare l’occasione per ricambiare il sostegno in quanto il Regno dell’Arabia Saudita avrebbe sostenuto la candidatura del Regno Unito per la composizione del Consiglio per il periodo 2014-2015 in cambio del sostegno del Regno Unito alla candidatura del Regno dell’Arabia Saudita.

Hillel Neuer al quotidiano australiano ha dichiarato: “Sulla base delle prove, restiamo profondamente preoccupati che il Regno Unito potrebbe aver contribuito a far eleggere il regime più misogino del mondo come giudice mondo dei diritti umani.” E poi: “UN Watch ritiene preoccupante che il Regno Unito neghi il voto di scambio Londra-Ryadh come enuncia il comunicato saudita, per rassicurare il pubblico che il loro voto è conforme alla riforma principale della risoluzione fondante del CDU, che prevede che i candidati sono scelti in base alla loro situazione dei diritti umani, e che i membri siano coloro che difendono i più alti standard di diritti umani”. Lo Stato del Golfo sta progettando imminentemente di decapitare e crocifiggere Ali Mohammed al-Nimr, un ragazzo che aveva appena 17 anni, che è stato arrestato nel 2012 per la sua partecipazione alle proteste della primavera araba.

Per giunta, un portavoce del Ministero degli Affari Esteri ha riferito al The Independent: “Il governo britannico promuove fortemente i diritti umani in tutto il mondo e solleviamo le nostre preoccupazioni relative ai diritti umani con le autorità saudite. … Noi facciamo regolarmente le nostre osservazioni, anche attraverso il processo di revisione periodica universale delle Nazioni Unite e la relazione annuale sui Diritti umani e sulla democrazia del Ministero degli Affari Esteri“. L’ambasciata dell’Arabia Saudita è stata contattata per replicare, prima dell’uscita dell’articolo su The Independent, ma al momento della pubblicazione non aveva ancora risposto.

Tenendo conto dei documenti dell’UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) ottenuti da UN Watch, l’Arabia Saudita è stata eletta per coordinare da un gruppo di cinque ambasciatori (noto come il Gruppo consultivo). Questo detiene le facoltà di selezionare i candidati provenienti da tutto il mondo per più di 77 posizioni chiave e studiare mandati per i diritti umani tematici.

Bandiera dell'Arabia SauditaIl gruppo dei cinque ambasciatori, dalle Nazioni Unite, è nominato i “gioielli della corona” del suo Consiglio dei diritti umani; ma la nomina dell’Arabia Saudita discredita la loro legittimità in quanto è una teocrazia fondamentalista che opprime sia le donne che le minoranze, e tra l’altro soffoca ogni tipo di libertà.

L’Arabia Saudita è lo Stato che ha condannato Raif Badawi, il blogger fondatore di “Free Saudi Liberals”, un forum ideato per discutere del ruolo della religione in Arabia Saudita e dove si parla di eventuali riforme politiche. Il primo settembre 2014, la Corte d’appello di Gedda ha confermato la condanna di Raif Badawi a 10 anni di prigione, 1000 frustate e una multa di 1.000.000 di rial sauditi (circa 196.000 euro), per aver creato e amministrato il sito Saudi Arabian Liberals e aver insultato l’Islam.

Il blogger e la moglie Ensaf Haidar, più un’altra personalità saudita, Waleed Abulkhair, avvocato e attivista per i diritti umani, hanno vinto il Premio Libero Pensiero 2015 per essere coraggiosi combattenti per i valori umani e la laicità. Ad Ensaf Haidar il “premio coraggio” lo ha consegnato Hillel Neuer, il 6 luglio 2015, in Quebec. Il Canada ha concesso asilo politico alla moglie e ai tre figli del blogger saudita. Da tale paese la Haidar combatte per tenere desta l’attenzione sul caso giudiziario del coniuge.

La Haidar sulla nomina indecente dell’Arabia Saudita si è espressa in questi termini: “L’olio (petrolio) trionfa sui diritti umani!”.

In questo quadro vergognoso per i diritti umani e le libertà, un rapporto delle Nazioni Unite del 17 settembre comunica che l’inviato saudita al Consiglio dei diritti umani, Faisal Trad, è stato selezionato per presiedere il panel per la presentazione delle nomine che avverrà durante la 30a sezione del Consiglio. Il clamore, sta nel fatto che Faisal Trad era stato eletto già a giugno, ma i diplomatici hanno ritenuto di manifestare che la nomina era avvenuta.

Sulla base di tutto ciò, non sarebbe il caso di ritirare la nomina del Regno dell’Arabia Saudita a capo del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, in quanto i diritti fondamentali valgono molto di più dell’oro nero…

Fonti

About Valeria Sirigu

Mi sono iscritta in giurisprudenza perché il diritto per me è uno stile di vita

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