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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 17/12/2015

Note alla rassegna

Corte Europea dei diritti dell'uomo 10Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì 17 dicembre 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.
Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Bono c. Francia

29024/112Sébastien Bono è un avvocato francese a cui è stata applicata una sanzione disciplinare per aver accusato i giudici francesi di aver torturato durante un interrogatorio svolto insieme alle autorità siriane il suo assistito, condannato in seguito per atti terroristici. Il Sig. Bono, che ha reiterato le accuse intentate contro i giudici francesi in corte d’appello, nonostante sia stato assolto dall’accusa di aver violato i principi forensi da parte del consiglio disciplinare dell’Ordine degli Avvocati francesi, è stato in seguito condannato dalla Corte d’Appello, la quale ha ritenuto sproporzionate e gravi le accuse dell’avvocato nei confronti dei giudici. La corte ha motivato la sua decisione affermando inoltre che le dichiarazioni rese durante l’interrogatorio da parte dell’assistito del Sig. Bono non sono state utilizzate nel corso del processo.

Oggi il Sig. Bono accusa la Francia di aver violato la sua libertà di espressione a causa delle sanzioni disciplinari che gli sono state applicate.
Articolo 10Violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - Danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Kristiansen c. Norvegia 1176/102Il Signor Kristiansen è un cittadino norvegese che è stato condannato per tentata violenza sessuale nei confronti di una diciassettenne che si era allontanata con lui durante una festa. Il ricorrente ritiene che il processo che lo ha visto protagonista non sia stato equo. Infatti, anche se una dei giurati ha informato la corte di aver avuto modo di conoscere il Sig. Kristensen anni addietro, i giudici hanno però deciso di proseguire nella causa dichiarando che il rapporto intercorso tra i due non potesse essere considerato tale da compromettere l’esito imparziale del processo.

Oggi il Signor Kristiansen lamenta che non sia stato rispettato il suo diritto ad un equo processo.
Articolo 6Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - giudice imparziale)
Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 - danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Sobko c. Ucraina 15102/103Il Signor Sobko è un cittadino ucraino che è stato condannato per la morte del figlio. Il ricorrente afferma di aver subito delle coercizioni fisiche e psichiche da parte della polizia, in assenza del suo avvocato, e successivamente, in presenza del legale d’ufficio, dinanzi ai quali avrebbe reso una confessione in seguito ritrattata. Inoltre, sia lui che il suo avvocato di fiducia non avrebbero preso parte ad un’udienza di secondo grado.

Oggi il Signor Sobko accusa l’Ucraina di non avergli garantito un giusto processo.
Articolo 6Violazione dell'articolo 6 + 6-3-c - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo, articolo 6-3-c - Difesa attraverso assistenza legale)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)

Sono state pubblicate quest’oggi anche le decisioni dei seguenti ricorsi:

Bagirov e altri c. Azerbaigian (nn. 17356/11, 30504/11, 31959/11, 31996/11, 32060/11); Gasimli e altri c. Azerbaigian (nn. 25330/11, 25340/11, 25345/11, 25361/11, 25645/11); Imanov c. Azerbaigian (n. 186/11); Jahangirov v. Azerbaigian (n. 28371/11); Rafig Huseynov v. Azerbaigian (n. 51435/10); Vugar Aliyev e altri c. Azerbaigian (nn. 24853/11, 28465/11, 28502/11, 31970/11); Trieu e Lam c. Belgio (n. 30191/11); Babic c. Croazia (n. 74338/12); Musulin c. Francia (n. 80039/12); W.A. c. Francia (n. 20230/14); Egiazaryan c. Georgia (n. 40085/09); Kokashvili c. Georgia (n. 21110/03); Tedliashvili e altri c. Georgia (n. 64987/14); Bauer c. Germania (n. 64931/14); Nador c. Ungheria (n. 443/12); Coroi c. Repubblica di Moldavia (n. 26931/09); Karalar c. Repubblica di Moldavia (n. 55809/08); Toma e Codreanu c. Repubblica di Moldavia (nn. 74514/13 e 74522/13); Brahmi c. Polonia (n. 4972/14); Chustecki c. Polonia (n. 33558/14); Jarkiewicz c. Polonia (n. 78069/11); Krasowski c. Polonia (n. 64094/11); Kucharczyk c. Polonia (n. 72966/13); Musial c. Polonia (n. 27426/13); Wozniak c. Polonia (n. 23759/13); Wyzynski c. Polonia (n. 32536/13); Barza e altri c. Romania (n. 45234/08); Munteanu c. Romania (n. 39435/08); Mikulović e Vujisic c. Serbia (nn. 49318/07 e 58216/13); Krzevski c. “Ex Repubblica iugoslava di Macedonia” (n. 49387/11); Akyuz c. Turchia (n. 39813/04); Ayhan c. Turchia (n. 38068/10); Er c. Turchia (n. 36032/05); Polat c. Turchia (n. 28678/05); Sarikaya e altri c. Turchia (nn. 20363/07, 42789/07, 53408/07, 35306/08, 37790/08, 18337/09, 31514/09); Sur c. Turchia (n. 75441/10); Yurdakavusan c. Turchia (n. 34754/03).

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