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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo dell’08/12/2015

Corte Europea dei diritti dell'uomo 3Quest’oggi i Giudici di Strasburgo hanno ammonito il Cremlino in due casi di sparizioni forzate, un omicidio ed indagini inadeguate avvenute in Cecenia da parte di militari russi; non è stata dichiarata invece la violazione dell’art.8 CEDU (ricongiungimento familiare) rispetto al ricorso presentato da una coppia di giovani afgani arrivati in Svizzera dopo aver attraversato il territorio italiano: la donna era stata poi espulsa in Italia in forza del Regolamento di Dublino II e, per quanto ritenuto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, in maniera legittima.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Mironovas e Altri c. Lituania
40828/12, 29292/12, 69598/12,
40163/13, 66281/13, 70048/13, 70065/13
2Sette cittadini lituani si rivolgono in Corte edu per denunciare, ex art. 3 della Convenzione, le degradanti condizioni di detenzione subite nel carcere di Altyus. Sovraffollamento, pratiche igieniche inadeguate, presenza di ratti ed insetti, portano il giudice civile a concedere sì il risarcimento, ma solo a cinque dei sette ricorrenti. Il sig Ivanenkov e il signor Gaska chiedono tutela alla Corte Suprema Amministrativa, la quale, pur riconoscendo la violazione dei loro diritti secondo la legislazione nazionale, non ammette come indispensabile il risarcimento.Articolo 3
Articolo 13
Articolo 34

Irricevibile (Articolo 34 - Victim)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante) (aspetto sostanziale)
Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Danno morale - premio (articolo 41 - danno non patrimoniale
Equa soddisfazione)
Kalicki c. Polonia46797/082Il signor JK Kalicki, fratello del ricorrente, prestava servizio come guardia notturna nella stazione dove gli autobus di Cracovia fanno capolinea. Il 12 novembre del 2003 intorno alle 04.00 del mattino la sua divisa prende fuoco; perderà la vita quattordici giorni dopo in ospedale. Suo fratello, Tedeusz Kalicki, propone una serie di ricorsi contro le varie decisioni del pubblico ministero di archiviare le indagini; quest’ultimo attribuiva la causa dell’incendio al contatto della divisa con una stufa elettrica. Nel 2008 il tribunale respinge il ricorso avallando la decisione del PM. Oggi Kalicki denuncia in Corte edu la violazione del diritto alla vita (art. 2 CEDU) per quanto riguarda le indagini inadeguate svolte dagli inquirenti e dirette dal pubblico ministero Articolo 2
Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - effettivo accertamento) (aspetto procedurale)

Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Revisione della legalità della detenzione
Caragea c. Romania51/062Il signor Caregea, amministratore delegato e azionista di maggioranza di una società rumena che fino al 1995 apparteneva allo stato, cura la privatizzazione della stessa nel periodo che va dal 1997 al 2004. Gli altri azionisti, intravedendo una conduzione torbida degli affari societari diretti dall’AD, lo denunciano, ma il procedimento a suo carico non passa il vaglio del rinvio a giudizio. Tuttavia la stampa nazionale ha opinioni divergenti: a seguito di tale vicenda giudiziaria un giornalista prende le difese del signor Caregea mentre un secondo giornalista scrive, in risposta, un articolo dal taglio critico. Il ricorrente, denuncia per diffamazione quest’ultimo sia per il danno che, per mezzo stampa, avrebbe arrecato alla sua reputazione, sia per il rischio cui avrebbe sposto le relazioni commerciali con i partner nazionali ed internazionali. Le corti nazionali nel 2005 assolvono il giornalista sia in primo che in secondo grado, oggi il ricorrente invoca il diritto al rispetto della vita privata (art.8 CEDU) a causa di una mancata tutela della sua reputazione. Articolo 8Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita privata)
Dudayeva c. Russia67437/093 La ricorrente Zara Dudayeva nel 2002 durante un’incursione nella propria di 15 militari russi a Grozny in Cecenia, perde il figlio ed il marito: il primo, dopo aver messo in guardia i militari della presenza di donne e bambini nell’edificio, muore a causa di un colpo alla testa, mentre il marito viene rapito e da allora non si hanno più sue notizie. Le autorità Russe hanno recentemente dichiarato che non vi sono le prove della responsabilità in capo a militari russi, tuttavia le indagini sono ancora in corso. La signora Dudayeva denuncia in Corte edu la violazione del diritto alla vita (art.2 CEDU), il divieto di trattamenti numani e degradanti (art.3 CEDU) e la violazione del diritto alla libertà e alla sicurezza (art.5 CEDU).Articolo 2
Articolo 3
Articolo 5
Articolo 13
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - La vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - indagini effettive) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto)
Violazione dell'articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Sagayeva e Altri c. Russia22698/09, 31189/113----- I ricorrenti sono la sorella il padre e la madre di Khasan Sagayev: la prima afferma che suo fratello è stato rapito l’8 agosto del 2000 ad alkhan –Yurt da militari russi armati e con il volto coperto; mentre i coniugi Mukayev ne denunciano la scomparsa, sempre ad opera di militari russi, il 3 dicembre 2004 a Duba-Yurt. Le indagini hanno subito numerose interruzioni, e le responsabilità non sono ancora state accertate. Per tali motivi i ricorrenti denunciano la violazione del diritto alla vita così come tutelato all’art.2 CEDU, poi ancora denunciano i trattamenti inumani e degradanti ex art.3 CEDU, infine sostengono la violazione dell’art.5 CEDU (diritto alla libertà e alla sicurezza) e dell’art. 13 CEDU (diritto ad un ricorso effettivo).Articolo 2
Articolo 3
Articolo 5
Articolo 13
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - La vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - indagini effettive) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale) Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto)
Violazione dell'articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Mader c. Svizzera. 6232/09, 21261/103 ----- Il ricorrente a causa dei suoi problemi di salute mentale il 2 aprile del 2008 inizia a scontare la detenzione in una clinica psichiatrica. Successivamente chiede alle autorità preposte di tornare in libertà ma ciò gli viene concesso a quattro condizioni ma questi rifiuta, per ciò rimane nella clinica. Il signor Mäder propone ricorso alla Corte federale, al Dipartimento di giustizia e sicurezza del cantone, poi ancora al Tribunale federale ma senza alcun successo. Oggi in Corte edu denuncia ex art.5 §4 CEDU (diritto al riesame della legittimità della detenzione) ed il diritto ad un processo equo ex art.6 §1 in quanto non ha ricevuto una decisione motivata relativa alla sua richiesta di rilascio.
Articolo 5Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza della persona (art 5-4 - Revisione della legalità della detenzione Controllo tempestivo
Z.H. R.H. c. Svizzera60119/122I ricorrenti, due giovani sposi di origine afgana che avevano contratto matrimonio in Iran nel 2010, l’anno successivo, attraversando l’Italia, arrivano in Svizzera e lì chiedono asilo. Le autorità elvetiche oppongono a tale richiesta ed ai successivi ricorsi presentati, varie motivazioni: innanzitutto, dichiarano, l’esame della richiesta di asilo spetterebbe alle autorità italiane secondo il Regolamento di Dublino II; considerano poi il loro matrimonio non solo illegale rispetto alla legislazione afgana ( la ricorrente, allora, non aveva ancora compiuto 15 anni) e dunque impossibile da riconoscere validamente, ma anche incompatibile con la legislazione nazionale per ragioni d ordine pubblico (i rapporti sessuali con bambini minori di 16 anni in Svizzera costituisce reato). Per i motivi di cui sopra le autorità procedono con l’espulsione in Italia della signora Z.H. che però ritorna illegalmente in Svizzera qualche giorno più tardi. Oggi i coniugi denunciano tale espulsione come violativa del diritto alla vita familiare così come tutelato dall’art.8 CEDU.Articolo 8Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - Espulsione
obblighi positivi
Articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare)

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 08 dicembre 2015 per ciascuna  si è indicato:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • ricorso : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte L. : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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