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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 17/11/2015

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate oggi dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per ciascuna, si è indicato:Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 9 - fiume III

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Bondavalli c. Italia35532/123Claudio Bondavalli è un cittadino italiano separato dalla moglie, psichiatra all’ASL di Scandiano (RE), e con un figlio. Nel 2008 il Tribunale per i minorenni di Bologna dispose l’affidamento esclusivo di loro figlio alla madre, nonché i diritti di visita del padre: il Sig. Bondavalli avrebbe dovuto vedere suo figlio due pomeriggi alla settimana, un fine settimana ogni due e nelle festività per un periodo più lungo. Tuttavia tali incontri furono fortemente limitati da una relazione negativa dei servizi sociali di Scandiano, i quali hanno ritenuto che lo stato di stress e agitazione del padre potesse essere un pericolo per il figlio e chiesero ed ottennero una perizia psichiatrica sui genitori; il padre, in particolare, aveva denunciato più volte presunti maltrattamenti subiti dal figlio a opera della madre ma essi, mai provati, vennero ricondotto ad un suo disturbo mentale. Successivamente, sulla base della relazione negativa dei servizi sociali, il Tribunale per i minorenni di Bologna, prima, e la Corte d’Appello, poi, avevano vietato contatti telefonici e sospeso, per un certo periodo, gli incontri tra il padre ed il figlio.
Il padre contestò davanti ai Giudici italiani, da un lato, che lo psichiatra che lo aveva visitato era stato collega della madre durante il tirocinio, dall’altro, che i servizi sociali avevano molti rapporti professionali con la madre, psichiatra nella stessa struttura amministrativa. Le sue istanze, tuttavia, vennero tutte disattese e non venne mai disposta una nuova perizia psichiatrica.
Oggi la Corte europea ha accertato la responsabilità dell’Italia perché non sono stati profusi gli sforzi necessari e sufficienti per garantire il rispetto del diritto alla visita del padre: infatti, era necessario disporre una seconda perizia psichiatrica sul padre, laddove era evidente che l’esperto che aveva realizzato la prima perizia, estremamente negativa, non era imparziale e che non erano nemmeno imparziali i servizi sociali di Scandiano.
Articolo 8Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - obblighi positivi; Articolo 8-1 - Rispetto della vita familiare
Preite c. Italia28976/053Quest’oggi la Corte edu accorda un risarcimento del valore di 420.000 euro agli eredi del signor Preite per la violazione da parte dello Stato italiano dell’art.1 Prtocollo n°1. Preite nel 1992 riceve, a seguito di un esproprio, una compensazione calcolata sul valore agricolo dei suoi terreni. Tale procedura ha trovato base legale grazie ad una legge, la n.359, entrata in vigore sempre nel 1992 che si applicava anche ai procedimenti in corso. Nel 2000 l’art.5 bis di tale legge, secondo cui il calcolo delle compensazioni doveva essere informato all’assetto del piano regolatore generale, diviene oggetto di giudicato costituzionale: la Corte ne dichiara l’incompatibilità con la Costituzione propendendo per una valutazione in concreto dei beni espropriati. Nel 2005 l’appello del signor Preite viene respinto in Italia per questioni di diritto.Articolo 1 Protocollo 1Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Privazione della proprietà)
Dimitrov e Ribov c. Bulgaria34846/083Stoyan Dimitrov, Ivan Ribov cittadini bulgari di quarantuno e quarantaquattro anni, entrambi ergastolani, denunciano in Corte edu condizioni di detenzione inumane. La struttura penitenziaria di Burgas, stando al ricorso, non ha offerto loro cibo, cure mediche e spazi dignitosi. Questi lamentano, ottenendo giustizia, la violazione dell’art.3 CEDU (trattamenti inumani e degradanti); il signor Dimitrov invoca la violazione dell’art.13 CEDU (diritto ad un ricorso effettivo) per l’inesistenza di uno strumento di ricorso adeguato attraverso il quale far valere le proprie denunce.Articolo 3
Articolo 13
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Radev c. Bulgaria 37994/093Il ricorrente Radev detenuto sotto il regime di massima sicurezza nelle carceri bulgare, prima a Pleven, attualmente a Varna, propone ricorso in Corte edu contro le degradanti condizioni di detenzione. In particolare egli lamenta che i servizi igienici nella propria cella erano sostituiti da un semplice secchio che fungeva dunque da toilette; lamenta inoltre di non aver avuto la possibilità di uscire dalla cella. Oggi ottiene giustizia ex art.3 CEDU (trattamenti inumani e degradanti)Articolo 3
Articolo 13
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Nekvedavičius c. Lituania1471/053Christian Nekvedavičius a causa dell’occupazione sovietica, perde un appezzamento di terreno e ben due case di sua proprietà. Dopo l’assegnazione al padre della sua ex moglie, tali beni passano sotto la sfera patrimoniale, nel 1960, di altri proprietari. Subito dopo la conquista dell’indipendenza da parte dello Stato lituano, il ricorrente tenta di ottenere giustizia innanzi sia al giudice civile sia amministrativo. Tuttavia Nekvedavičius non solo non ottiene il titolo originario della proprietà ma neanche un risarcimento per equivalente. Oggi La Corte assegna la somma di 11.600 euro a titolo di equa soddisfazione per la violazione dell’art.6 (giusto processo) e dell’art.1 Protocollo n° 1 già rilevate nella sentenza principale del 10 dicembre del 2013.Articolo 41
Danno patrimoniale - assegnato (articolo 41 - danno patrimoniale
Equa soddisfazione)
Sefer Yılmaz e Meryem Yılmaz c. Turchia611/122Sefer Yılmaz e Meryem Yılmaz intentano un processo in Turchia per ottenere un risarcimento a causa della morte del loro figlio. Quest’ultimo, infatti, perde la vita per l’esplosione di una granata; secondo le indagini questi avrebbe, così, provocato la propria morte. I ricorrenti denunciano senza successo la violazione del diritto alla vita ex art 2 CEDU -la Corte infatti respinge tale doglianza- ma ottengono ragione circa il denegato accesso alla giustizia, così come protetto dall’art.6 CEDU. Pertanto il rigetto della doglianza al giudice amministrativo per una mera scadenza dei termini, integra per Strasburgo una violazione.Articolo 2
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento amministrativo
Articolo 6-1 - Accesso al tribunale)
Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - obblighi positivi
Articolo 2-1 - Vita) (aspetto materiale)
Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - effettivo accertamento) (componente procedurale)
Danno patrimoniale - richiesta respinta (Articolo 41 - danno patrimoniale
Equa soddisfazione)
Danno non patrimoniale - compensazione (Articolo 41 - danno non patrimoniale
Equa soddisfazione)
Seyfettin Güneş c. Turchia22182/103Il sig Güneş viene arrestato nell’aprile del 2000 perché sospettato di appartenere all’organizzazione illegale Hezbollah. Durante l’interrogatorio, avvenuto in assenza del suo avvocato, egli viene torturato (ne sono prova gli esami medici) al fine di confessare il legame con l’organizzazione terroristica. Condannato definitivamente a 10 anni nel 2009, egli chiede oggi giustizia al giudice di Strasburgo ex art.6§§ 1 e 3 (c) CEDU (diritto ad un processo equo e il diritto all'assistenza legale di propria scelta). La Corte Edu condanna lo stato turco al risarcimento di 1.500 euro a titolo di equa soddisfazione.Articolo 6
Violazione dell'articolo 6 + 6-1 - Diritto a un equo processo (articolo 6-3-c - Difesa attraverso l'assistenza legale) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo
procedimento penale
Articolo 6-1 - Processo equo)
Tanışma c. Turchia32219/052 I ricorrenti sono i parenti di un giovane militare suicidatosi nell’accademia di Istanbul durante il servizio di leva obbligatorio. Pochi giorni prima, quest’ultimo era stato offeso e ferito da un suo superiore: ciò, secondo i ricorrenti, avrebbe indotto il giovane al suicidio. Oggi la Corte edu respinge la denuncia ex art. 2 CEDU per la violazione del diritto alla vita ma accoglie la denuncia per la celebrazione di un processo iniquo (art.6§1 CEDU)Articolo 2
Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - obblighi positivi
Articolo 2-1 - Vita) (aspetto materiale)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento amministrativo
Articolo 6-1 - giudice imparziale
Tribunale indipendente)
Danno patrimoniale - richiesta respinta (Articolo 41 - danno patrimoniale
Equa soddisfazione)
Danno non patrimoniale - compensazione (Articolo 41 - Danno non patrimoniale
Equa soddisfazione)
Bamouhammad c. Belgio47687/132Farid WBamouhammad viene perseguito dalle autorità belghe per il rato di omicidio premeditato, di rapina e presa di ostaggi. Nonostante una perizia psichiatrica ritenesse Bamouhammad essere affetto dalla sindrome di Ganser (anche conosciuta come sindrome della prigione) e dunque una situazione psicologica davvero fragile, questi subisce circa 40 trasferimenti in un anno nei vari istituti penitenziari del Belgio; a ciò si deve aggiungere il regime di carcere duro. Con il passare degli anni passati in tali condizioni la salute mentale del ricorrente si aggrava terribilmente, ma il giudice interno rifiuta, per ragioni di sicurezza, la concessione di altre misure come ad esempio la semilibertà o il braccialetto elettronico. Soltanto nel 2014 l’intervento della Corte Edu ex art.39 del suo regolamento, riesce a sbloccare una situazione divenuta insostenibile per il ricorrente. Bamouhammad infatti viene trasferito nell’ospedale di Liegi e, poco tempo dopo, viene rilasciato su orine del Tribunale di primo grado. Quest’oggi il ricorrente ottiene giustizia per i trattamenti inumani e degradanti subiti per ben sei anni nelle prigioni del Belgio. Il giudice di Strasbsurgo ammette anche la violazione dell’art.13 CEDU circa ai rimedi di ricorso risultati del tutto inefficaci a causa dei continui trasferimenti. Infine ex art.46 CEDU (esecuzione delle sentenze vincolanti) la Corte edu invita il Belgio a ad adottare con urgenza alcune misure generali per consentire ai detenuti sottoposti a regimi speciali, concrete vie di ricorso.Articolo 13
Articolo 46
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante) (aspeto materiale)
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Il diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio effettivo) (Articolo 3 - trattamento degradante Proibizione della tortura) Stato convenuto è tenuto ad adottare misure generali (articolo 46-2 - Misure generali)
Danno patrimoniale - richiesta respinta (Articolo 41 - Danno patrimoniale Equa soddisfazione)
Danno non patrimoniale - assegnato (Articolo 41 - Danno non patrimoniale Equa soddisfazione)
Özel E Altri c. Turchia14350/05, 15245/05, 16051/052Il 17 agosto del 1999 la Turchia viene colpita da un violentissimo terremoto: nella città di Cinarcik -collocata in un territorio altamente sismico- crollano alcuni palazzi e per tale causa perdono la vita alcuni uomini; oggi a chiedere giustizia in Corte edu giungono i loro parenti. Dall’inchiesta aperta conseguentemente al crollo, risulta che i condomini erano stati costruiti con materiali scadenti. Al termine del processo penale il giudice turco condanna solo due dei cinque imputati per la prescrizione intercorsa. La Corte edu accoglie i motivi di ricorso, ed ammette la violazione dell’art.2 CEDU (diritto alla vita) nel suo aspetto procedurale: il processo interno ha avuto una durata eccessiva, ben dodici anni, ciò ha consentito ai termini prescrittivi di maturare gli effetti per gli altri tre imputati. Secondo il giudice di Strasburgo nonostante le autorità nazionali fossero a conoscenza della delicatissima situazione sismologica rilasciarono comunque i permessi di costruire senza effettuare però un adeguato controllo: ciò avrebbe potuto integrare la violazione sostanziale dell’art.2 CEDU se solo i ricorrenti avessero rispettato criteri di ammissibilità: in questo caso la doglianza è stata presentata in ritardo.Articolo
Articolo 2
Eccezione preliminare unita al merito respinta (articolo 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni) resto irricevibile Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2 - obblighi positivi Articolo 2-1 - effettivo accertamento) (aspetto procedurale) Danno patrimoniale - richiesta respinta (Articolo 41 - danno patrimoniale - Equa soddisfazione) Danno morale - assegnato (articolo 41 - danno non patrimoniale Equa soddisfazione)

About Aurora Licci

Studio Giurisprudenza a Piacenza, da quattro anni. Le mie origini sono qualche passo più in là, a S. Maria di Leuca, ultimo scoglio in una terra bagnata da due mari. Un giorno spero di ritornarvi con una barca a vela piena di libri, ma ancora non ho deciso per quale Mare andrò.

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