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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 05/11/2015

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate oggi dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per ciascuna, si è indicato:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 5 - facciata 2
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Yagublu c. Azerbaijan 31709/133Il ricorrente, Tofig Rashid oglu Yagublu, è un cittadino azero residente a Baku. Egli è il Vice Presidente del partito Musavat ed editorialista del giornale Yeni Musavat. Il caso riguarda il suo arresto e la sua detenzione dopo essere stato inviato dal suo giornale nella città di Ismayilli a nord-ovest di Baku per documentare una rivolta da parte dei residenti locali. Il 23 gennaio 2013 i residenti Ismayilli sono scesi in strada sentendo che il figlio di un ministro era stato coinvolto in un incidente d'auto con alcuni residenti locali che lo avevano aggredito e insultato. I residenti avevano finito per distruggere un certo numero di negozi e altre proprietà ritenute di proprietà della famiglia del figlio del ministro. Il Signor Yagublu è stato inviato dal suo giornale il giorno dopo per documentare la rivolta. Egli sostiene che, arrestato circa 20 minuti dopo il suo arrivo in città, è stato portato alla stazione di polizia e poi rimandato a Baku con la sua macchina, scortato dalla polizia. Era stato successivamente accusato di reati di "disordini di massa" e "resistenza violenta alle forze dell'ordine". La custodia cautelare in attesa del processo è inizialmente disposta a partire da febbraio 2013 e poi estesa in varie occasioni sulla base della gravità delle accuse a suo carico e della probabilità che egli potesse tentare la fuga in caso di rilascio od ostacolare l'inchiesta penale. Il processo è iniziato nel mese di novembre 2013 ed è stato condannato, nel marzo 2014, a cinque anni di carcere. Il suo appello in cassazione riguardante la sua detenzione è ancora pendente davanti alla Corte Suprema. L'arresto del signor Yagublu e il procedimento penale avviato nei suoi confronti hanno suscitato un grande interesse da parte dei media nazionali e internazionali. Invocando l'articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza), il signor Yagublu lamenta il fatto che non vi era alcuna base per giustificare il suo arresto e la detenzione cautelare, sostenendo che tutte le misure adottate dalle autorità erano politicamente motivate.Articolo 5Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto
Articolo 5-1-c - ragionevole sospetto)
Henrioud c. Francia21444/113Il ricorrente, il signor Jean-Michel Henrioud, è un cittadino svizzero nato nel 1966 e residente a Auvernier (Svizzera). Il caso riguarda l’impossibilità di ottenere il ritorno dei suoi figli portati dalla madre in Francia. La moglie del signor Henrioud aveva lasciato la casa coniugale con i suoi figli per stabilirsi in Francia nonostante un’ingiunzione le vietasse di lasciare il territorio svizzero rilasciato dal Presidente della Corte Civile di Boudry. Successivamente, il presidente del tribunale civile ha ritirato l'ingiunzione ed il Signor Henrioud ha presentato appello contro tale decisione presso la Corte di Cassazione, vertente su una violazione della Convenzione dell'Aja. Ha anche presentato una richiesta all'Ufficio federale della giustizia per il ritorno dei suoi figli. Tale domanda è stata trasmessa alle autorità francesi e sia Procuratore di Stato, sia il Tribunale Regionale di Bordeaux hanno avviato un procedimento contro la madre con l'accusa di detenere illegalmente i figli in Francia e ordinato la loro immediato ritorno a casa dal padre. Il tribunale civile ha respinto la richiesta della Procura. La Corte d'appello ha confermato tale sentenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi in cassazione presentati dal pubblico ministero e dal sig Henrioud inammissibili per motivi formali. Invocando l'articolo 6 (diritto ad un equo processo), il sig Henrioud lamenta una violazione del suo diritto di accesso alla giustizia a causa dell'inammissibilità del ricorso per cassazione; inoltre invoca l'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare), sostenendo che le autorità francesi non hanno mostrato la necessaria diligenza nel corso del procedimento e non hanno assicurato il rispetto del suo diritto al ritorno dei figli.Articolo 6
Articolo 8
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedura civile
Articolo 6-1 - Accesso al tribunale)
Nessuna Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
A.Y. c. Grecia58399/113Il ricorrente, AY, è un cittadino iracheno nato nel 1984. Il caso riguarda le condizioni della sua detenzione e l'esame della sua domanda di asilo.
AY ha lasciato l'Iraq ed è stato arrestato il 10 ottobre 2010 da polizia in Tychero per l'ingresso illegale in territorio greco e ivi sottoposto a detenzione. Rilasciato in seguito all'esame della sua richiesta di asilo, AY invoca l'articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti), lamentando le condizioni di detenzione a Tychero. Basandosi sull’articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo) lamenta delle carenze delle autorità nel valutare la sua richiesta di asilo, che lo ha esposto al rischio di espulsione verso la Turchia e poi in Iraq, dove avrebbe potuto subito torture e trattamenti inumani. Invocando l'articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza) lamenta l’illegittimità della sua detenzione ed inoltre lamenta che in nessuna fase ha ricevuto informazioni in una lingua a lui comprensibile.
Articolo 3
Articolo 5
Articolo 13
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 + 13 - Proibizione della tortura (articolo 3 - Espulsione) (Articolo 13 - affermazione discutibile
rimedio efficace
Diritto a un ricorso effettivo) (Condizionale) (Iraq)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto
Articolo 5-1-f - Espulsione)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Rassegna di legalità della detenzione)
Qing v. Portogallo
69861/112Il ricorrente, Qing Xu, è un cittadino cinese nato nel 1964 e vive a Parede (Portogallo). Il caso riguarda la detenzione della sig.ra Qing in custodia cautelare per oltre un anno e mezzo durante un procedimento penale contro di lei. La custodia ha avuto inizio nel giugno 2011 a causa di gravi indizi di colpevolezza a suo carico per le accuse di riciclaggio e favoreggiamento dell'immigrazione. La richiesta di scarcerazione è stata rifiutata sostanzialmente per gli stessi motivi in ​​otto occasioni tra ottobre 2011 e novembre 2012. Sono stati infine concessi gli arresti domiciliari nel mese di gennaio del 2013, un mese prima di essere assolta dall'accusa di riciclaggio di denaro e falsificazione e condannata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. È stata condannata a cinque anni di reclusione. Il procedimento è apparentemente ancora pendente in appello. Invocando l'articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza), la sig.ra Qing lamenta l'illegittimità del suo arresto, della detenzione e l'eccessiva durata della sua detenzione preventiva tra giugno 2011 e gennaio 2013. Articolo 5
Articolo 14
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza della persona (art 5-1 - arresto o detenzione legale
Articolo 5-1-c - ragionevole sospetto)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza della persona (art 5-3 - Lunghezza di custodia
Ragionevolezza di custodia cautelare)
Violazione dell'articolo 14 + 5-1-c - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza
Articolo 5-1-c - ragionevole sospetto)
Danno patrimoniale - richiesta respinta (Articolo 41 - danno patrimoniale
Equa soddisfazione)
Danno patrimoniale - compensazione (Articolo 41 - danno non patrimoniale
Equa soddisfazione)
Buzurtanova e Zarkhmatova c. Russia
78633/123I ricorrenti, Liza Buzurtanova e Leila Zarkhmatova, sono cittadini russi. Il caso riguarda la scomparsa del loro fratello e marito, Akhmed Buzurtanov; l'inchiesta ha messo a punto varie teorie per la scomparsa del signor Buzurtanov. I ricorrenti, che hanno ottenuto lo status di vittima nel procedimento penale, hanno anche chiesto che gli investigatori provvedessero ad indagare alti funzionari che avevano partecipato a una riunione tenutasi subito dopo il rapimento. Gli investigatori pur accogliendo tale domanda non hanno preso tuttavia provvedimenti in tal senso. L'indagine, che è ancora in corso, finora non è riuscita a individuare i responsabili del rapimento e la scomparsa del signor Buzurtanov. Invocando l'articolo 2 (diritto alla vita), i ricorrenti sostengono che il loro fratello e marito è stato rapito dalle forze di sicurezza e che la conseguente indagine sulla sua scomparsa è inefficace. Si lamentano anche ai sensi dell'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti), dell'articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza) e dell'articolo 13 (diritto ad un efficace rimedio) della sofferenza mentale causata loro dalla scomparsa del loro parente stretto e l'illegittimità della sua detenzione.
Articolo 2Nessuna violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - La vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Chukayev c. Russia 36814/062Il ricorrente, Shaukhat Chukayev,è un cittadino russo imputato in un procedimento penale a seguito del suo arresto in un operazione antidroga. Nel corso del procedimento penale contro di lui, il signor Chukayev è stato detenuto per diversi periodi tra il giugno 2004 e marzo 2008 in carcere, in celle che egli asseriva essere sovraffollate e infestati da insetti, senza separazione tra la toilette e il resto della cella. Invocando l'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti), il sig Chukayev lamenta le condizioni della sua detenzione preventiva. Basandosi sull'articolo 6 (diritto ad un processo equo), egli sostiene che l'equità complessiva del procedimento penale contro di lui era stata minato perché non gli era stato fornito un avvocato subito dopo l’arresto e non era stato in grado di interrogare un testimone chiave contro di lui. Infine, egli sostiene che la sua corrispondenza con la Corte europea dei diritti dell'uomo è stata aperto e letta dall'amministrazione carceraria, in violazione dell'articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) e dell'articolo 34 (diritto di ricorso individuale).Articolo 3
Articolo 6
Articolo 8
resto irricevibile
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamenti inumani)
Violazione dell'articolo 6 + 6-3-c - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo
Articolo 6-3-c - Difesa mediante l'assistenza legale)
Violazione dell'articolo 6 + 6-3-c - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo
Articolo 6-3-c - assistenza legale gratuita
Mezzi insufficienti)
Violazione dell'articolo 6 + 6-3-d - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto a un equo processo
Articolo 6-3-d - Audizione di testimoni)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Rispetto per la corrispondenza)
Danno morale - risarcimento (articolo 41 - danno non patrimoniale
Equa soddisfazione)
Nagmetov c. Russia
35589/082Il ricorrente, Yarmet Nagmetov, è un cittadino russo il cui figlio, Murad Nagmetov, a seguito dello sparo di una granala di gas lacrimogeno durante una manifestazione, è deceduto. Invocando l'articolo 2 (diritto alla vita), il sig Nagmetov lamenta che suo figlio è morto a causa dell’eccessivo uso della forza da parte dello Stato e che le indagini sulla morte del figlio è stata inefficace. In particolare lamenta la qualità delle relazioni degli esperti che sono intervenuti durante le indagini.
Articolo 2resto irricevibile
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - La vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Danno morale - risarcimento (articolo 41 - danno non patrimoniale
Equa soddisfazione)
Basyuk v. Ucraina 51151/103Il ricorrente, Viktor Basyuk, è un cittadino ucraino. Il caso riguarda la morte di sua figlia in un incidente stradale e la successiva indagine. L' investigatore dell'Unità incidenti stradali ha rifiutato di avviare un procedimento penale contro il conducente; nell'inchiesta penale che ne seguì, al signor Basyuk è stato attribuito lo status di vittima. L'indagine è apparentemente, però, ancora in corso a causa di molteplici interruzioni del procedimento da parte degli investigatori. Invocando l'articolo 2 (diritto alla vita), il signor Basyuk lamenta il fatto che l'indagine sulla morte di sua figlia era durata troppo a lungo ed era stata inefficace. In particolare lamenta che non erano state assicurate prove essenziali, che vi erano stati notevoli ritardi e che vi erano state numerose sospensioni per ulteriori indagini.
Articolo 2Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)

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