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Intercettazioni delle conversazioni del detenuto: violazione per il Regno Unito

Nel caso R.E.c. Regno Unito, deciso ieri, la Corte europea dei diritti dell’uomo, giudice del caso concreto, si è trovata incidentalmente a dover valutare la legittimità delle norme inglesi che consentono l’intercettazione delle conversazioni tra il detenuto ed il suo avvocato, o il suo medico o chiunque altro.

bandiera Regno UnitoIl ricorrente, il Sig. R.E., era stato arrestato in tre occasioni perché sospettato di un omicidio di stampo politico – l’uccisione di un pubblico ufficiale ricondotta dagli investigatori agli indipendentisti irlandesi dell’I.R.A. – ed il suo avvocato, nella terza occasione, non era riuscito ad incontrarlo. Infatti, le autorità carcerarie in questa occasione non gli avevano assicurato la riservatezza del colloquio.

In questo caso la Corte europea ha accolto le doglianze del ricorrente, accertando la violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea: in tal senso, l’ingerenza nella vita privata del ricorrente sarebbe stata non necessaria in una società democratica. Il Giudice di Strasburgo ha infatti sempre riconosciuto tra avvocato e cliente la necessità di una “protezione rinforzata” anche, e soprattutto, nel settore delle intercettazione segrete le quali hanno “un elevatissimo grado di intrusione”; inoltre, i principi generali sviluppati per l’intercettazioni telefoniche ben possono applicarsi anche alla intercettazioni ambientali in carcere.

La Corte europea ha inoltre aderito ai dubbi espressi, nei giudizi interni, dai Lord Phillips e Neuberger della Camera dei Lord britannica: la II parte del “Regulation of Investigatory Powers Act 2000” (RIPA) e del nuovo “Covert Surveillance Code of Practice” mostrerebbe infatti notevoli debolezze nelle garanzie fornite al soggetto intercettato.

Non ha riscontrato, piuttosto, la violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea in relazione alle conversazioni tra detenuto e altri soggetti.

In ogni caso, il Regno Unito dovrà corrispondere al ricorrente a titolo di equa riparazione 1.500,00 € e, come rimborso delle spese sostenute nei giudizi nazionali ed in quello internazionale, ben 15.000,00 €.

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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