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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 22/10/2015

Corte Europea dei diritti dell'uomo

Fra le sentenze decise oggi dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, condanne per Ucraina, Russia ed Azerbaijan. La Svezia, invece, è uscita indenne dall’esame europeo: l’accusa, dimostratasi infondata, era quella di aver separato illegittimamente un figlio, gravemente abusato dai genitori, dalla madre e di averle concesso di vederlo una volta al mese. Contro la Russia è stata emessa una sentenza che riguarda una ragazza che all’età di 17 anni è stata stuprata da un dirigente comunale: dopo anni di indagini, simili ad una farsa, la Corte europea ha accertato la violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea (trattamenti inumani e degradanti) perché gli investigatori russi non hanno svolto indagini serie ed effettive sull’accaduto.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Annagi Hajibeyli c. Azerbaijan2204/112Annagi Bahadur oglu Hajibeyli è stato scelto da due partiti politici azeri come leader di coalizione alle elezione del 2010 ma gli è stata negata la candidatura dalla Commissione elettorale perché non supportata da abbastanza firme. Delle 675 firme raccolte in favore della sua candidatura, ne sono infatti sopravvissute al vaglio della Commissione meno di 450 – richieste dalla legge per la sua candidatura. Egli ha accusato la Commissione di aver invalidato le firme sulla base di un esame oculare superficiale e operato da persone inesperte; inoltre non avrebbe potuto partecipare al procedimento di esame delle firme. Tuttavia le sue doglianze sono state rigettate dalla Corte suprema azera.
Nell’agosto del 2014 il legale che lo seguiva nel ricorso davanti alla Corte europea, amministratore anche di una NGO, è stato accusato di abuso di potere ed evasione fiscale e, nel corso delle indagini, la sua sede legale è stata perquisita ed il fascicolo relativo al ricorso elettorale sequestrato.
La Corte europea ha accertato oggi l’illegittimità dell’esclusione del Sig. Hajibeyli dalle elezione del 2010, accertando la violazione del suo diritto a libere elezioni, e del sequestro operato dalle autorità azere, che hanno realizzato una indebita interferenza dello Stato nel diritto ad un ricorso individuale davanti alla Corte stessa.
Articolo 34
Articolo 3 Prot. 1
Eccezione preliminare respinta (articolo 37-1 – Cancellazione dei ricorsi)
Violazione dell'articolo 3 del Protocollo n ° 1 - diritto alla libera Elezioni { generale } (articolo 3 del Protocollo n ° 1 – Candidarsi alle elezioni)
Violazione dell'articolo 34 - Ricorsi individuali (articolo 34 – ostacolo all'esercizio del diritto di ricorso)
Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Khalikova c. Azerbaijan42883/113Nuriya Khalikova è una cittadina azera che viveva in un appartamento che l’amministrazione della città di Baku voleva demolire per realizzare un complesso piano edilizio. Già dal 2010 erano iniziati i primi lavori e molti suoi vicini vendevano i propri appartamenti. In una mattina del novembre 2010, la Sig.ra Khalikova racconta che la polizia ha bussato alla sua porta: lei si è rifiutata di aprire la porta, perché gli agenti erano sprovvisti di un ordine del tribunale. In poco tempo sfondarono la porta e la arrestarono. Il pomeriggio era stata già rilasciata, ma ritornata al suo appartamento lo aveva trovato distrutto (la palazzina è stata demolita il giorno dopo); i beni erano stati trasferiti in un magazzino: molti erano danneggiati, molti scomparsi del tutto. Secondo il governo azero, piuttosto, in quella mattina di novembre lei ed altre persone sarebbero state arrestate per una manifestazione non autorizzata. Tutti i processi promossi dalla Sig.ra Khalikova in Azerbaijan non hanno sortito effetto alcuno.
Oggi si rivolge alla Corte europea, denunciando la detenzione arbitraria a cui è stata sottoposta, l’irruzione illegale della polizia in casa sua e la distruzione della propria casa: la Corte europea ha accertato tutte le violazioni da lei denunciate.
Articolo 5
Articolo 8
Articolo 1 Prot. 1
Resto irricevibile
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - Privazione della libertà; Arrestato o detenuto)
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Rispetto del domicilio)
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Art. 1 comma 1 del Protocollo n ° 1 - Privazione della proprietà)
Lyubushkin c. Russia6277/063Konstantin Lyubushkin è un ex poliziotto russo che, all’epoca dei fatti ancora in divisa, è stato arrestato per sospetta estorsione. Rimase in custodia cautelare in carcere dal 6 ottobre 2004 al 27 ottobre 2006, quando venne dichiarato innocente e rilasciato. In questi due anni di detenzione cautelare, vani sono stati tutti i tentativi di sollecitare il suo rilascio: ad ogni istanza, il Giudice russo affermava i rischi connessi al suo rilascio – fuga ed inquinamento prove - e perciò rinnovava la sua detenzione per un nuovo termine.
Oggi il Sig. Lyubushkin denuncia l’illegittimità ed eccessiva durata della sua custodia in carcere, durata oltre due anni.
Articolo 5Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-3 - Durata della custodia cautelare; Ragionevolezza della custodia cautelare)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 – Velocità nella revisione)
S.M. c. Russia75863/113La Sig.ra S.M. è una cittadina russa che, all’età di 17 anni, è stata stuprata in più occasioni dal 10 al 17 luglio 2010 da un’ufficiale del Comune di Derbent, il quale prima le aveva promesso di assumerla e poi l’aveva minacciata di uccidere la sua famiglia se avesse rivelato l’accaduto. Una volta denunciato l’aggressore, avevano inizio delle indagini infinite: gli investigatori, convinti dall’ufficiale comunale che non c’era stato alcun rapporto sessuale e che la denuncia di stupro dovesse coprire il furto che lei avrebbe commesso ai suoi danni, chiesero più volte l’archiviazione del caso. Ogni volta, l’archiviazione era però rigettata e erano ordinate nuove indagini ma, ad oggi, non è mai stato avviato alcun processo penale.
La Corte europea ha accertato la responsabilità della Russia per non aver svolto indagini effettive sulle violenze denunciate dalla Sig.ra S.M. e, conseguentemente, una violazione procedurale dell’articolo 3 della Convenzione europea, che intende vietare e prevenire trattamenti inumani e degradanti.
Articolo 3Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Turgunov c. Russia15590/142Botir Turgunov è un cittadino chirghiso di origine azere, fuggito in Russia nel 2010 a seguito di violenti scontri interetnici nella sua città, Osh. Nel 2013 è stato accusato di aver partecipato a quei disordini e per questo il Kirghizistan ne ha chiesto l’estradizione. La Russia, una volta arrestato, aveva disposto la sua estradizione ma questa è stata evitata dall’intervento cautelare della Corte europea dei diritti dell’uomo.
Oggi il Sig. Turgunov accusa la Russia di aver disposto una estradizione verso un paese, il Kirghizistan, dove rischierebbe di subire trattamenti inumani e degradanti e tortura, nonché di non avergli consentito di opporsi, con un rimedio interno effettivo, a tale estradizione.
Articolo 3
Articolo 13
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Estradizione) (Condizionale) (Kirghizistan)
Danno non patrimoniale - accertamento di infrazione sufficiente (Articolo 41 - danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Jovanovic c. Svezia10592/122Jovanovic c. Svezia
10592/12 2 Ljiljana Jovanovic è una cittadina serba che è stata privata di suo figlio in ragione delle indagini di abusi su minori contro di lei ed il suo compagno. Secondo il rapporto dell’ospedale, infatti, il figlio avrebbe subito gravi traumi cerebrali e violenze ai genitali mentre era sotto la custodia dei genitori. L’inchiesta, tuttavia, si concluse con l’assoluzione dei genitori per insufficienza di prove. Successivamente la Sig.ra Jovanovic ha divorziato dal marito e chiesto l’affidamento del figlio, intanto sottoposto ad assistenza pubblica obbligatoria, ma i locali servizi sociali hanno respinto la richiesta per proteggere la salute, anche mentale, del figlio rispetto ad un genitore che non l’aveva protetto dalle violenze dell’altro genitore (se non era stato lei stessa a compiere quelle violenze). Dopodiché sono state anche ridotte le visite della madre ad una al mese in ragione dell’effetto negativo che avevano sulla psiche del figlio.
Oggi la Sig.ra Jovanovic si rivolge alla Corte europea denunciando di essere stata privata di suo figlio, senza possibilità di riottenerne l’affido, e di non poterlo vedere con la giusta frequenza. La Corte europea, tuttavia, ha negato che vi sia stata una violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea, ritenendo proporzionate le misure adottate dalla Svezia. Articolo 8 Resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Articolo 8Resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare)
Lunev c. Ucraina4725/133I ricorrenti di questo e di altri tre ricorsi [vedi sotto] sono quattro detenuti ucraini i quali denunciano le inadeguate cure mediche che hanno ricevuto in carcere: essi infatti hanno sono tutti affetti da HIV e ciò fin dal momento della detenzione.
Andrey Lunev è stato arrestato nel 2012 per droga e soltanto nel gennaio del 2013 è stato sottoposto a terapia antiretrovirale. Oggi è agli arresti domiciliari nella città di Bryanka, dove riceve le cure adeguate. Una volta rivoltosi alla Corte europea, ha denunciato due agenti carcerari per averlo pestato al fine di fargli ritirare il ricorso.
Articolo 3
Articolo 34
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto procedurale)
Nessuna violazione dell’articolo 34 - Ricorsi individuali (articolo 34 – ostacolo all'esercizio del diritto di ricorso)
Savinov c. Ucraina5212/133[vedi sopra]
Eduard Savinov, HIV positivo da 20 anni, è stato arrestato nel 2008 per droga, furto e lesioni personali ma ha ricevuto cure antiretrovirali solo nel dicembre del 2012, su sollecitazione di una NGO. Nel 2013 è stato liberato in ragione della gravità delle sue condizioni di salute.
Articolo 3
Articolo 13
Resto irricevibile
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo
Sergey Antonov c. Ucraina40512/132[vedi sopra]
Sergey Antonov è stato arrestato per tentato furto nel settembre 2012 e, nonostante le autorità carcerarie sapessero della sua malattia, non ha ricevuto alcun trattamento medico prima del gennaio 2013. Dopo aver promosso ricorso alla Corte europea, ha firmato una dichiarazione di rinuncia al ricorso che, tuttavia, sostiene gli sia stata estorta con indebite pressioni da parte degli agenti penitenziari.
Articolo 3
Articolo 13
Articolo 34
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; trattamento inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo)
Violazione dell'articolo 34 - Ricorsi individuali (articolo 34 – ostacolo all'esercizio del diritto di ricorso)
Sokil c. Ucraina9414/133[vedi sopra]
Maksim Sokil, arrestato nel luglio 2012 per droga e furto, non ha ricevuto alcuna cura adeguata contro l’HIV per un anno e mezzo. Oggi ha scontato la sua pena ed è perciò libero.
Articolo 3Violazione_dell'articolo_3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamenti inumani) (aspetto sostanziale)

Note alla rassegna

Nella rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data giovedì  22 ottobre 2015, per ciascuna si è indicato:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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