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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 30/06/2015

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 7 - Court room 2La Corte europea dei diritti dell’uomo ha oggi esaminato per ben due volte la situazione dei diritti umani in Italia: in entrambi i casi, il Bel Paese ha superato l’esame, uscendo indenne dal controllo europeo. Nel caso Peruzzi c. Italia la condanna (a pena pecuniaria) di un avvocato che aveva mosso pesanti accuse ad un Pubblico Ministero è stata valutata una misura necessaria in una società democratica, e ciò, tra l’altro, perché tale attacco si era svolto fuori dall’aula di udienza, ossia per il tramite di lettere indirizzate dall’avvocato ai colleghi magistrati del P.M. Nel caso A.S. c. Svizzera il Giudice europeo ha nuovamente confermato (come fatto nel novembre scorso con Tarakhel c. Svizzera) che il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo in Italia, pur mostrando elementi di criticità, non è (ancora) ancora al di sotto degli standard minimi di tutela dei diritti umani disposti dalla Convenzione europea.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Khoroshenko c. Russia [G.C.]41418/041Andrey Khoroshenko è un cittadino russo condannato all’ergastolo per omicidio. Ha scontato i primi 10 anni di reclusione in un regime detentivo particolarmente restrittivo: gli erano precluse infatti visite prolungate dei parenti, non potendo superare le quattro ore.
Il Sig. Khoroshenko denuncia in Corte europea che tale limitazione al diritto di visita sia una compromissione illegittima e discriminatoria del suo diritto al rispetto della vita privata e familiare.
La Grande Camera, la formazione più importante della Corte europea, ha accolto il suo ricorso, accertando una violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea.
Articolo 8Resto irricevibile
Violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare; Rispetto della vita privata)
Danno non patrimoniale - aggiudicazione (articolo 41 – Equa soddisfazione)
Peruzzi c. Italia39294/093Piero Antonio Peruzzi è un avvocato nel Foro di Lucca condannato per aver diffamato ed offeso un P.M. Nel 2001 egli scrisse sia al C.S.M. che ai magistrati del Tribunale di Lucca accusando l’operato del P.M. che, a suo dire, “commetteva intenzionalmente errori per dolo o colpa grave o mancanza di impegno”. Nel 2005 è stato condannato a 4 mesi di reclusione per diffamazione ed oltraggio, mentre nel 2007 tale pena è stata sostituita da una multa di 400 € ed un risarcimento a favore del P.M. per 15.000,00 €.
Oggi l’Avv. Peruzzi contesta davanti alla Corte europea di essere stato compromesso nella propria libertà d’espressione in ragione della sua condanna per diffamazione, ma il Giudice europeo ha escluso qualunque violazione dei suoi diritti.
Articolo 10Nessuna violazione dell'Articolo 10 - Libertà di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Grabowski c. Polonia57722/122Maksymilian Grabowski è un cittadino polacco che è stato arrestato all’età di 17 anni per alcune rapine a mano armata. Nell’attesa del processo, che si concluderà con la sua condanna, egli è mantenuto in custodia cautelare all’interno di un istituto di detenzione per minori. Tuttavia, trascorsi i tre mesi previsti dalla legge, egli non è stato rilasciato ma piuttosto detenuto per altri 7 mesi senza alcun provvedimento del Giudice che autorizzasse tale proroga.
Oggi il Sig. Grabowski accusa la Polonia di averlo privato illegittimamente della sua libertà personale dall’agosto 2012 fino al gennaio 2013, senza alcuna possibilità di far valere i suoi diritti.
Articolo 5Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - Arrestato o detenzione legali; articolo 5-1-d - Minori)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 – Controllo della legalità della detenzione)
Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - il danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Serce c. Romania35049/083Ali Serce è un cittadino turco condannato per omicidio aggravato a 18 anni di reclusione che sta scontando nelle carcere rumene.
Egli ha denunciato le pessime condizioni di detenzione a cui è stato sottoposto per sei anni nelle carceri di Rahova e Giurgiu: cattive condizioni igieniche e della qualità del cibo – di cui ha sofferto molto essendo diabetico – e mancanza di programmi di lavoro in carcere; è arrivato al punto di proporre di scontare la propria pena nelle prigioni turche, anziché in quelle condizioni in Romania; tra l’altro, così avrebbe potuto ricevere la visita della propria famiglia, che vive in Turchia e non ha i mezzi economici per raggiungerlo in Romania.
Oggi il Sig. Serce lamenta le inumane condizioni di detenzione a cui è stato sottoposto in Romania e la compromissione della sua vita familiare poiché non è in grado di mantenere i contatti coi suoi parenti.
Articolo 3
Articolo 8
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Stan c. Romania24362/11, 52339/123Rozalia Stan è una cittadina rumena espropriata del proprio terreno senza ricevere adeguato indennizzo e all’infuori di una regolare procedura espropriativa. Ella ha ricevuto circa 1.840,00 € per l’occupazione di 767 mq di terreno. Al termine di un contenzioso durato oltre 10 anni, la Corte di Cassazione rumena ha condannato il Comune di Cluj-Napoca a regolamentarizzare l’occupazione del suolo, ma ad oggi tale decisione è rimasta ineseguita.
Davanti alla Corte europea la Sig.ra Stan accusa la Romania di non assicurare l’esecuzione della decisione della Corte di Cassazione rumena e di aver violato il suo diritto di proprietà.
Articolo 6
Articolo 1 Prot. 1
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento di esecuzione; Articolo 6-1 - accesso alla giustizia)
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
A.S. c. Svizzera39350/132A.S. è un richiedente asilo siriano la cui domanda non può essere esaminata in Svizzera: in ragione del Regolamento Dublino egli deve essere trasferito in Italia e, una volta lì, saranno le Autorità italiane a vagliare la sua domanda d’asilo.
Il Sig. A.S. tuttavia si oppone a tale trasferimento, prima davanti ai Giudici svizzeri ed oggi davanti alla Corte europea: da un lato sostiene che il sistema di accoglienza e gestione dei richiedenti asilo in Italia soffre di deficienze sistemiche tali da far emergere un rischio per lui di essere a trattamenti inumani e degradanti, dall’altro sottolinea che in Svizzera risiedono due sue sorelle, molto importanti per la sua stabilità emotiva gravemente compromessa dalle torture subite in Siria, e che il trasferimento verso l’Italia comprometterebbe la loro relazione familiare; infine, lamenta di non aver avuto vie di ricorso interne in Svizzera per far valere le proprie ragioni.
La Corte europea, esaminate nel merito entrambe le sue doglianze, ha deciso oggi di rigettarle, escludendo che il suo trasferimento in Italia sia contrario ai diritti umani.
Articolo 3
Articolo 8
Articolo 13
Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Espulsione) (Condizionale) (Italia)
Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - Espulsione; obblighi positivi; Articolo 8-1 - Rispetto della vita familiare) (condizionale) (Italia)

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Martedì 30 giugno 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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