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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo dell’11/06/2015

Corte Europea dei diritti dell'uomo 12 (Corte EDU)

Quest’oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso 7 casi, comminando condanne per Austria, Russia ed Azerbajan. Tra i ricorrenti, anche l’ex Ministro dell’Interno ucraino Yuriy Lutsenko, detenuto per tre anni per appropriazione indebita e critico nei confronti del sistema penitenziario nazionale per le cattive condizioni detentive, il sovraffollamento carcerario e l’assistenza medica inadeguata. Ma accanto al grande politico ucraino, la Corte di Strasburgo ha esaminato anche il caso di un politico locale azero, al quale è stato negato diritto di candidarsi: la Commissione elettorale aveva ritenuto invalide molte delle 450 firme da lui raccolte ma egli non aveva potuto partecipare al procedimento di esame, calcolo e contestazione delle firme. Si conclude invece con un lieto fine il contenzioso tra due società immobiliari e la Repubblica Ceca: la Corte di Strasburgo aveva già emesso sanzionato il meccanismo dei canoni bloccati nel Paese, in violazione del diritto di proprietà delle società ricorrenti, ed oggi la Repubblica Ceca ha offerto un congruo risarcimento alle vittime e queste lo hanno accettato.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Becker c. Austria19844/082Michael Becker è una cittadina austriaca che nel 2008 è stata fermata per un controllo di polizia, mentre guidava la propria auto, e sottoposta a controllo alcolemico: su 8 tentativi di misurazione del tasso alcolemico, soltanto uno è andato a buon fine. Nel procedimento di ritiro della patente lei ha denunciato che il tester fosse difettoso ma non ha avuto occasione di esporre le proprie ragioni in un’udienza pubblica davanti alla Corte amministrativa distrettuale.
Per tale ragione la Corte europea ha accertato oggi la violazione dell’articolo 6 della Convezione europea, il quale prescrive – a certe condizioni - l’obbligo di pubblicità delle udienze.
Articolo 6Resto irricevibile
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - Audizione pubblica)
Danno patrimoniale - domanda respinta (Articolo 41 - Equa soddisfazione)
Danno non patrimoniale - assegnazione (articolo 41 - Danno morale)
Tahirov c. Azerbaijan31953/112Ogtay Agja oglu Tahirov è un politico azero che non è riuscito a candidarsi nelle elezioni parlamentari tenutesi in Azerbaijan nel 2010. Infatti, la Commissione per le elezioni ha rifiutato la sua richiesta di registrazione alle liste elettorali, supportata da ben 450 firme, perché ha ritenuto che molte di quelle firme fossero state sottoscritte dalla stessa persona e che altre si riferissero a persone per le quali non erano state indicate tutte le informazioni richieste dalla legge. A tale procedimento di esame della validità delle firme non ha potuto prender parte il Sig. Tahirov, in quanto non è stato invitato a parteciparvi in violazione della disciplina elettorale. Vane sono state le impugnazioni da lui promosse.
Oggi il Sig. Tahirov denuncia la violazione del proprio diritto a candidarsi a libere elezioni e di essere stato discriminato in ragione delle proprie idee politiche.
Articolo 14
Articolo 3 Prot. 1
Obiezione preliminare respinta (articolo 37-1 - Cancellazione dal ruolo dei ricorsi) Violazione dell'articolo 3 del Protocollo n ° 1 - diritto a libere elezioni {generale} (articolo 3 del Protocollo n ° 1 - Partecipare alle elezione)
Danno non patrimoniale - assegnazione (articolo 41 - il danno non patrimoniale; equa soddisfazione)
Banović c. Croazia44284/102Maja Banović è una cittadina croata, il cui padre nel 1997 fa domanda per essere riconosciuto invalido di guerra. Lui morirà poco dopo ed il relativo procedimento, portato avanti dalla figlia, si concluderà soltanto nel 2007 col riconoscimento dello status di invalido di guerra. Tuttavia, al momento di richiedere i benefici previsti per le famiglie di invalidi di guerra, la figlia scopre che avrebbe dovuto far domanda entro i dodici mesi successivi all’entrata in vigore di una legge del 2005, ossia quando suo padre non era ancora stato riconosciuto invalido di guerra. I Giudici croati, investiti del caso, hanno sostenuto che la ricorrente avrebbe comunque dovuto far domanda dei benefici entro il 2006, nonostante il padre non fosse stato ancora riconosciuto invalido di guerra.
La Sig.ra Banović denuncia che tale meccanismo legislativo le ha di fatto impedito di ottenere i benefici dovutigli, poiché ella ha dovuto attendere, per farne richiesta, che il padre fosse riconosciuto invalido di guerra. Tuttavia la Corte europea ha escluso la violazione dei suo diritto ad un equo processo.
Articolo 6Resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento amministrativo; Articolo 6-1 - accesso alla giustizia)
R & L, s.r.o. c. Repubblica Ceca37926/053La Società R & L, s.r.o. ed il Sig. František Šumbera sono due locatari che, dal 2002 al 2006, hanno dovuto applicare un canone di locazione particolarmente basso e imposto dalla legge.
Con sentenza del 3 luglio 2014 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha accertato la violazione del loro diritto di proprietà e si è riservata rispetto alla determinazione dell’equa soddisfazione.
Oggi la Corte di Strasburgo ha accertato l’avvenuto accordo tra la Repubblica Ceca ed i ricorrenti: lo Stato già condannato si è impegnato a pagare alla Società R & L, s.r.o. 21.000,00 Eu mentre al Sig. Sumbera 13.000,00 Eu.
Articolo 41Cancellato dal ruolo (articolo 37-1-b - Controversia risolta)
Šumbera c. Repubblica Ceca44410/093[vedi sopra]Articolo 41Cancellato dal ruolo (articolo 37-1 - Cancellazione dal ruolo dei ricorsi; Articolo 37-1-b - Materia risolto)
Tychko c. Russia11496/053Viktor Tychko è un cittadino russo condannato a nove anni per truffa e possesso di armi da fuoco e stupefacenti. I procedimenti penali a suo carico hanno avuto inizio nel 2001 per concludersi soltanto nel 2009. In questi nove anni è stato sottoposto in più occasioni a custodia cautelare nel carcere di Volgograd, dove ha denunciato terribili situazioni di sovraffollamento: i detenuti dovevano fare i turni per dormire, la cella era infestata di insetti e topi ed era sempre sporca, infine il cibo somministrato era di infima qualità. In quegli anni è stato trasferito più di 100 volte dal carcere al Tribunale e viceversa, sempre in camionette per trasporto merci, senza finestre né cinture di sicurezza.
In Tribunale, poi, è stato detenuto finanche per 8 ore all’interno di celle piccole e sovraffollate.
Oggi il Sig. Tychko denuncia in Corte europea i trattamenti inumani e degradanti a cui è stato sottoposto in ragione delle condizioni di detenzione in carcere, di trasferimento dal carcere al tribunale e viceversa, e di custodia in occasione delle udienze in tribunale; inoltre, lamenta l’eccessiva durata dei procedimenti penali a cui è stato sottoposto e l’impossibilità di tutelare i propri diritti davanti ai Giudici russi.
Articolo 3
Articolo 6
Articolo 13
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 13 + 3 - Diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura; trattamento degradante; trattamento inumano)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Lutsenko c. Ucraina (n. 2)29334/113Yuriy Lutsenko è stato Ministro dell’Interno ucraino dal 2005 al 2006 e dal 2007 al 2010 ed è oggi leader del partito Poroshenko.
Egli è stato detenuto dal 2010 al 2013 perché indagato per diversi reati, fra cui appropriazione indebita. Tale procedimento si è concluso con la sua condanna a quattro anni; ma nell’aprile 2013 ha ricevuto il perdono presidenziale.
Il Sig. Lutsenko accusa l’Ucraina di averlo sottoposto a trattamenti inumani e degradanti in molteplici occasioni. Negli anni 2010-2011 è stato detenuto con altre persone in una cella di meno di 9 mq, in condizioni di sovraffollamento. Avrebbe ricevuto cure mediche inadeguate, senza che i medici tenessero in debita considerazione le sue malattie, già accertate prima della detenzione, quali diabete, gastrite cronica e pancreatite. Infine, è stato costretto a partecipare alle udienze, nonostante il suo precario stato di salute: attendeva l’inizio dell’udienza in una stanza piccola e non ventilata, senza cibo né acqua, per molte ore (finanche 14). In udienza era poi rinchiuso in una gabbia.
Articolo 3Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Giovedì  11 giugno 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.

Le decisioni dei seguenti casi non sono state pubblicate online dalla Corte europea:

Qirjako c. Albania (n. 6606/13), A.A. c. Belgio (n. 66712/13), Olivier c. Belgio (n. 34708/08), Alijagic c. Bosnia-Erzegovina (n. 52203/11), Bajic e altri c. Croazia (n. 56602/12), Duzel v. Croazia (n. 43443/11), Hrkalovic e Narancic c. Croazia (n. 80573/12), Skubonja c. Croazia (n. 27767/13), Radicanin e altri c. Croazia (n. 75504/12), Vucic e altri c. Croazia (nn. 34319/14, 36194/14, 40348/14), A.M. c. Francia (n. 43963/13), Koffi c. Francia (n. 25797/14), De Pita c. Georgia (n. 22958/11), Rousos c. Grecia (n. 58711/11), Rezső e Éva Kutvari c. Ungheria (n. 49069/13), Rezsőné Kutvari c. Ungheria (n. 69814/13), Pohanka c. Ungheria (n. 74821/13), Rethy c. Ungheria (n. 74762/13), Sarai c. Ungheria (n. 80988/13), Szekeres c. Ungheria (n. 50461/13), Visnyei c. Ungheria (n. 49177/13), Bolla e altri c. Italia (n. 44127/09), Della Pietra c. Italia (n. 38586/06), Markowicz c. Italia (n. 23563/04), Piccari c. Italia (n. 26352/04), Sampech c. Italia (n. 55546/09), Klosowski c. Polonia (n. 78167/12), Brocki c. Polonia (n. 65439/12), Majewski c. Polonia (n. 70264/13), Valencia Baena c. Polonia (n. 47243/13), Wlodzikowski c. Polonia (n. 38792/11), Orlowski c. Polonia (n. 35681/13), Ferreira Basto c. Portogallo (n. 20980/11), Postovalov c. Russia (n. 10594/08), Degro c. Slovacchia (n. 71123/13), Daravelski c. “Ex Repubblica jugoslava di Macedonia” (n. 48807/08), Jugobanka AD Belgrade c. “Ex Repubblica jugoslava di Macedonia” (n. 37623/13), Akkan c. Turchia (n. 62087/12), Akkus c. Turchia (n. 70017/10), Caglar c. Turchia (n. 8164/13), Degerli e altri c. Turchia (nn. 4779/06, 18541/07, 29088/07, 49465/07, 53828/07, 55049/07, 10374/08, 24674/08, 30757/08, 2150/09, 3596/09), Denizli c. Turchia (n. 58978/12), Duran c. Turchia (n. 79599/13), Gökdemir c. Turchia (n. 66309/09), Kahraman c. Turchia (n. 76649/12), Masırcı c. Turchia (n. 69473/12), Ozdag c. Turchia (n. 62078/12), Ozturk c. Turchia (n. 69523/12), Salman c. Turchia (n. 55646/12), Tokyurek e Okumus c. Turchia (n. 36449/06), X c. Turchia (n. 61042/14), Yıldız c. Turchia (n. 5964/13), Yolal c. Turchia (n. 65332/12).

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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