Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 02/06/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 02/06/2015

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Martedì  2 giugno 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:Corte Europea dei diritti dell'uomo 12 (Corte EDU)

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e  http://hudoc.echr.coe.int .

I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Ouabour c. Belgio26417/102Nell’aprile del 2005 viene emesso, da parte del Marocco, un mandato di arresto internazionale nei confronti del signor Abdellah Ouabour a causa di una suo coinvolgimento in attività terroristiche. Tre mesi dopo il mandato diviene esecutivo per Bruxelles, paese doveOuabour soggiornava. Nel 2009 questi presenta, senza successo, opposizione innanzi al Consiglio di Stato impugnando il decreto che autorizzava la propria estradizione. Il Tribunale però non ritiene fondati i motivi del ricorso poiché von vi è una reale possibilità che Ouabour subisca delle torture durante gli interrogatori in Marocco. Di avviso contrario è la Corte Europea già nel 2010, la quale dispone una misura provvisoria ex art.39 del Regolamento per scongiurare l’estradizione. Il ricorrente viene subito scarcerato ma la sua richiesta di estradizione non è stata ancora annullata. Per tali ragioni invoca l’art.3 CEDU perché certo di subire trattamenti inumani e degradanti una volta estradato in Marocco; poi ancora ex art.13 CEDU (diritto ad un ricorso effettivo) in combinato disposto con l’art.3 CEDU per denunciare l’inefficacia del ricorso al Consiglio di Stato.Articolo 3
Articolo 13
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Estradizione) (Condizionale) (Marocco)
Nessuna violazione dell'articolo 13 + 3 - Il diritto a un ricorso effettivo (Articolo 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura, estradizione)
Danno patrimoniale - accertamento di infrazione sufficiente (Articolo 41 - Danno morale
Equa soddisfazione)
Nedyalkov e Altri c. Bulgaria44103/053La vicenda parte dai casi di collettivizzazione dei terreni perpetrata in Bulgaria nel 1945. I ricorrenti sono 4 cittadini che nel 1995, grazie ad una legge sui terreni agricoli emanata l’anno precedente, chiedono la restituzione alla Commissione preposta di 15.000 metri quadrati, ma a conclusione della procedura all’appello ne mancano 9.210. La Corte di Balchick, però, contestando le motivazioni della Commissione ha disposto la restituzione integrale dei terreni perché i lavori pubblici -invocati come giustificativo di una restituzione parziale- non mostravano in realtà segni di avanzamento. Due anni dopo uno dei ricorrenti, Dimitar Yanchev, ottiene l’assegnazione di un terreno (con regolare atto catastale) salvo poi scoprire che il terreno aveva già tre legittimi proprietari. I magistrati hanno accertato infatti che l’assegnazione derivava da una planimetria inesistente del 1950. Per queste ragioni i ricorrenti denunciano le falle su cui si è retto il sistema delle assegnazioni in Bulgaria invocando il diritto alla proprietà ex art.1 Protocollo 1 CEDU, il diritto ad un equo processo ex art.6 CEDU e l’art.13 CEDU per il diritto ad un ricorso effettivo.Articolo 6
Articolo 13
Articolo 1 Protocollo n 1
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
Erla Hlynsdottir c. Islanda (no. 3)54145/10Erla Hlynsdóttir è una giornalista islandese che ottiene oggi giustizia circa il diritto di libertà di espressione così come tutelatoall’art.10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Nel 2007 firma un articolo sul quotidiano DV nel quale riporta alcuni dettagli appresi dagli atti di accusa relativi ad un processo, allora in corso, sui trafficanti di cocaina islandesi.
L’imputato, nel frattempo assolto, propone ricorso contro il direttore editoriale e la giornalista. Il giudice di prima istanza assolve entrambi i giornalisti, mentre nel 2010 la Corte suprema, ribaltando la sentenza precedente, dichiara nulle alcune parti dell’articolo scritto da Erla Hlynsdóttir e la condanna insieme all’editore a risarcire il ricorrente.
Oggi sarà invece l’Islanda, grazie alla decisione presa all’unanimità dai giudici della Seconda sezione della Corte, a risarcire per la somma di 4.450 euro Erla Hlynsdóttir per non aver garantito il diritto alla libertà di espressione necessario ed indispensabile in una società democratica.
Articolo 10Violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione - generale (articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Yegorov c. Slovacchia 27112/113Volodymyr Egorov vive attualmente nel suo paese di origine, l’Ucraina. La sua denuncia al Giudice di Strasburgo concerne la custodia cautelare disposta dalle Autorità slovacche nel giugno del 2002. Il suo soggiorno in Slovacchia è un ininterrotto passaggio da un istituto carcerario all’altro: il ricorrente viene accusato di appartenere ad un gruppo terroristico, poco tempo dopo per riciclaggio. Rilasciato, nel 2010, ritorna nuovamente in carcere, sempre in forza di una misura cautelare: egli era infatti in attesa di processo per l’accusa di omicidio. Assolto nel 2011, Volodymyr Egorov, l’anno successivo, viene prima arrestato e poi rilasciato per aver ideato creato e sostenuto un gruppo terrorista, e poi ancora una volta arrestato, sempre in attesa di giudizio con l’accusa di omicidio. Il 17 settembre, dopo il suo rilascio, lo Stato slovacco dispone l’accompagnamento del ricorrente nel suo paese natale.
Nonostante la Corte Costituzionale abbia ammesso un oggettivo malfunzionamento del sistema cautelare non ammette alcun tipo di risarcimento per il signor Egorov. Per tali ragioni quest’ultimo invoca a Strasburgo -ottenendo giustizia- il diritto tutelato dalla Convenzione all’art.5 5 §§ 1 (c), 3 e 4 (diritto alla libertà e alla sicurezza / diritto a un processo entro un termine ragionevole, o rilasciato in attesa di processo / diritto di legalità della detenzione decisa da un tribunale)
Articolo 5Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto
Articolo 5-1-c - Esser condotto al più presto innanzi all'autorità giudiziaria competente)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-3 - Ragionevolezza della custodia cautelare)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Garanzie procedurali di recensione)
Kyriacou Tsiakkourmas e Altri c. Turchia13320/022I ricorrenti sono 13 cittadini greco ciprioti rispettivamente parenti del signor Kyriacou Tsiakkourmas. Quest’ultimo proprietario di un’impresa edile, viene arrestato, il 13 dicembre del 2000 nel territorio cipriota che è sotto la giurisdizione britannica da alcuni uomini in borghese, dopo avergli inflitto calci e pugni, minacciandolo con una pistola, lo spingono forzosamente in macchina per condurlo in una stazione di polizia nella zona Turco-Cipriota.
Dopo aver ricevuto delle cure mediche, a detta del ricorrente, inadeguate, gli viene contestato il reato di possesso di sostanze stupefacenti. Senza esser informato circa i suoi diritti, il ricorrente vene portato a processo: il giudice sentenzierà otto giorni di detenzione. Il 21 dicembre però, il giudice dispone per Kyriacou Tsiakkourmas 6 mesi di reclusione per possesso ed importazione illegale di cannabis.
Il ricorrente denuncia oggi ex art.5 CEDU il suo arresto perché in violazione del diritto internazionale, lamenta di essersi trovato nell’impossibilità di contestare una detenzione illegittima; invoca infine l’art.3 per i trattamenti inumani e degradanti subiti sia durante l’arresto, sia in carcere.
Articolo 3
Articolo 5
Obiezione preliminare unita al merito e ha respinto (articolo 35-1 - efficace rimedio domestico)
Resto irricevibili (articolo 35-3 - manifestamente infondato)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Recensioni di legalità della detenzione
Rapidità di revisione)
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - arrestato o detenuto)
Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante
Trattamento inumani) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
K.M. c. Svizzera6009/103Sul signor K.M. pende attualmente un ordine di espulsione dal territorio svizzero. Egli, di nazionalità albanese, nel 1991 si trasferisce a Ginevra con la sua famiglia, ma già l’anno successivo l’Ufficio federale dell’immigrazione nega la richiesta di asilo; le pratiche per l’espulsione si interrompono a causa di alcuni problemi di salute della figlioletta.
Ciò che decreta nel 2003 l’avanzamento della pratica di espulsione è la condanna del ricorrente per riciclaggio di danaro. Il ricorrente vive ancora a Ginevra, in attesa dell’ordine di espulsione ed invoca oggi senza successo l’art.8 CEDU a tutela del suo diritto al rispetto della vita privata e familiare.
Articolo 8Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 - Espulsione
Articolo 8-1 - Il rispetto della vita familiare
Il rispetto della vita privata)

About Aurora Licci

Studio Giurisprudenza a Piacenza, da quattro anni. Le mie origini sono qualche passo più in là, a S. Maria di Leuca, ultimo scoglio in una terra bagnata da due mari. Un giorno spero di ritornarvi con una barca a vela piena di libri, ma ancora non ho deciso per quale Mare andrò.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top