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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 12/05/2015

Note alla rassegna

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 9 - fiume III

Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Martedì  12 maggio 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e  http://hudoc.echr.coe.int .

I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Gogitidze e altri c. Georgia36862/052Sergo, Anzor, Tengiz e Aleksandre Gogitidze sono una famiglia georgiana alla quale, dopo la “rivoluzione delle rose” nel 2003, sono stati confiscati i loro beni. Il padre Sergo Gogitidze ha ricoperto la carica di vice ministro e presidente della corte dei conti durante la sua carriera nella nella Repubblica Autonoma Ajarian (AAR); accusato, tra gli altri reati, di abuso di autorità ed estorsione, il pubblico ministero ha sostenuto che gli stipendi percepiti dal signor Gogitidze durante la sua carriera non sarebbero stati sufficienti a finanziare il suo patrimonio pari a circa 450.000 euro, così la corte suprema ha ordinato la confisca di alcuni beni. La tesi dell'accusa non è stata confutata in aula perchè l'imputato era assente e nonostante il ricorso costituzionale è stata confermata dalla corte nel 2005. Il ricorrente sostiene che la procedura di confisca amministrativa, introdotta nel 2004, sia stata applicata retroattivamente al suo caso, mentre la corte costituzionale ritiene che la successiva legge abbia solo regolato in modo più efficiente le misure anti-corruzione esistenti nella pubblica amministrazione. Il signor Gogitidze invoca l'articolo 1 (protezione della proprietà) del Protocollo n ° 1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, lamentano la confisca dei beni e l'articolo 6 (diritto ad un equo processo) lamentando l'irregolarità della procedura di confisca. Articolo 1 Protocollo n. 1
Articolo 6
resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Art. 1, comma 2 del Protocollo n ° 1 - Controllo dell'uso della proprietà)
Identoba e altri c. Georgia73235/122I ricorrenti sono un'associazione non governativa, Identoba, che promuove i diritti LGBT e 14 cittadini georgiani che vivono a Tbilisi. Il 17 maggio 2012 in occasione della giornata internazionale contro l'omofobia è stata organizzata una manifestazione pacifica dalla suddetta associazione, alla quale hanno preso parte i ricorrenti. Durante il corteo i manifestanti sono stati assaliti da alcuni gruppi religiosi che li hanno insultati definendoli “peccatori” e “pervertiti” e li hanno aggrediti, procurando lesioni fisiche a tre di loro. Secondo i ricorrenti la polizia è rimasta inerte di fronte agli scontri e alle richieste di aiuto di alcuni manifestanti si sono rifiutate di intervenire asserendo di non far parte della pattuglia che scortava il corteo. Successivamente agli eventi, 13 candidati hanno presentato denunce penali contro gli assalitori e gli agenti di polizia; due indagini sono state aperte sulle lesioni subite da due ricorrenti. Invocando l'articolo 3 (divieto di trattamenti inumani o degradanti), in combinato disposto con l'articolo 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione, i ricorrenti lamentano la mancato protezione da parte delle autorità georgiane; inoltre invocano l'articolo 10 (libertà di espressione) e l'articolo 11 (libertà di riunione e di associazione) lamentando di non aver potuto procedere con la loro marcia pacifica. Articolo 3
Articolo 10
Articolo 11
Articolo 14
resto irricevibile Violazione dell'articolo 14 + 3 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 3 - Divieto della tortura trattamento degradante trattamento inumani L'effettivo accertamento Obblighi positivi) Violazione dell'articolo 14 + 11 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione Articolo 11-1 - Libertà di riunione pacifica) Danno non patrimoniale - risarcimento (articolo 41 - il danno non patrimoniale Equa soddisfazione)
Magee e altri c. Regno Unito 26289/12
29062/12
29891/12
2Gabriel Magee, Colin Francis Duffy, and Teresa Magee sono cittadini Irlandesi e vivono rispettivamente a Belfast, Lurgan e Craigavon. Gabriel e Teresa Magee sono stati arrestati nel 2009 con l'accusa di esser coinvolti nell'uccisione di un poliziotto, mentre Colin Duffy è stato arrestato lo stesso giorno con l'accusa di esser coinvolto nell'omicidio di due soldati. Sulla base del Terrorism Act del Regno Unito la detenzione dei sospettati è stata prolungata per ben due volte oltre il limite di 48 ore per la ricerca di prove a loro carico. Grazie il ricorso presentato presso l'Alta Corte i ricorrenti sono stati rilasciati, dopo 12 giorni di detenzione, perchè il loro arresto non era stato legittimamente valutato dal giudice del Tribunale Distrettuale. Le accuse contro Gabriel e Teresa Magee non sono state portate avanti, mentre Colin Duffy è stato assolto nel 2012. I ricorrenti invocano l'articolo 5 lamentano che la loro detenzione in virtù del Terrorism Act era incompatibile con le norme che disciplinano l'arresto e la detenzione ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.Articolo 5resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-3 - tradotta al più presto davanti al giudice o ad altro funzionario
Rilascio condizionale)

About Marco Petrachi

Studio Giurisprudenza a Firenze ma sono originario di Melendugno, una piccola città della provincia di Lecce. Sono un grande amante del mare e della mia terra.

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