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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 21/04/2015

Corte Europea dei diritti dell'uomoLa Corte europea dei diritti dell’uomo ha accertato le responsabilità di Regno Unito, Russia, Moldavia e Romania per la violazione dei diritti umani. La Russia è stata condannata insieme alla Moldavia per l’uccisione di un ragazzo, appena diciottenne, ad un checkpoint in Transnistria. La Romania invece è risultata responsabile dell’alone di impunità sulla morte di signore ucciso da un proiettile vagante mentre si affacciava dalla propria abitazione, durante i fatti del 1989. In tema di diritti elettorali, l’Associazione delle persone d’origine turca sarebbe stata discriminata alle elezioni rumene perché una legge intervenuta 8 mesi prima all’apertura delle urne le ha impedito di candidare il suo nome di punta. Nulla invece per il sindacato della polizia basca, ER.N.E. , che chiedeva il diritto di scioperare nonostante una legge della Corona spagnola ne ponesse divieto a tutte le forze di sicurezza: secondo la valutazione della Corte europea tale divieto è e resta legittimo.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Pisari c. Repubblica di Moldavia e Russia42139/123Simion Pisari e Oxana Pisari sono i genitori di Vadim, ragazzo diciottenne ucciso ad un checkpoint moldavo/russo nella Transnistria, regione della Moldavia autoproclamatasi indipendente nel 1990 e da poco pacificatasi all’epoca dei fatti.
Nella mattina di Capodanno 2012 Vadim e un suo amico dovevano raggiungere una stazione di rifornimento dall’altra parte di un ponte pesantemente sorvegliato: ad ogni estremità del ponte era stato allestito un checkpoint, mentre ad ogni checkpoint si trovavano quattro soldati moldavi, due russi e due della Transnistria. Al primo attraversamento del ponte, Vadim non si fermò a nessuno dei checkpoint, nonostante al primo gli un sergente russo gli avesse intimato di fermarsi; al momento di riattraversarlo per tornare indietro, il sergente russo sparò, prima in aria e poi contro l’auto, ferendolo a morte. Dai verbali ufficiali risulta che Vadim evitò con l’auto l’ostruzione artificiale creata al checkpoint e, ricevuto l’alt, accelerò con l’auto; d’altra parte, l’amico con lui in auto dichiarò che il ghiaccio sui vetri del mezzo limitava molto la visibilità.
A questi fatti seguì un’inchiesta congiunta moldavo/russa – conclusasi con un documento non firmato dagli investigatori moldavi - e poi una soltanto russa – conclusasi con un provvedimento di archiviazione mai visionato, nonostante le richieste, dai genitori della vittima. Per entrambe le inchieste Vadim avrebbe dovuto fermarsi al checkpoint. Nel frattempo, il sergente russo aveva fatto ritorno in Russia senza possibilità di essere estradato in Moldavia, per esplicita presa di posizione delle autorità russe.
Oggi i genitori di Vadim chiedono giustizia per la morte del figlio e accusano Moldavia e Russia di averlo ucciso e di non aver svolto indagini adeguate ed effettive sulla sua morte.
Articolo 2Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Vita) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Cătălina Filip c. Romania15052/093Cătălina Filip ha perso il marito durante i violenti scontri verificatisi in Romania nel 1989, al crollo del regime comunista: suo marito si trovava davanti alla finestra di casa quando un proiettile vagante lo ha ucciso. Le investigazioni su quella morte, ancora pendenti nel 2009, non hanno condotto ad alcun risultato ed i colpevoli sono rimasti impuniti. Tuttavia la ricorrente ha citato il Ministero del Tesoro rumeno per l’inadeguatezza delle indagini ufficiali svolte, ottenendone un risarcimento per il danno non patrimoniale subito.
Oggi la Corte europea ha accertato l’ineffettività delle indagini svolte in Romania sulle circostanze della morte del marito della ricorrente, condannando la Romania a pagare in favore della ricorrente 15.000 € per danno non patrimoniale.
Articolo 2Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Danis e ‘l’Associazione delle persone d’origine turca’ c. Romania16632/092Sabit Danis doveva essere il candidato dell’Associazione delle persone di origine turca alle elezioni per il Parlamento rumeno del novembre 2008, senonché la legge elettorale approvata nel marzo dello stesso anno aveva introdotto dei nuovi requisiti di candidabilità che egli non possedeva: in particolare, per i candidati delle minoranze etniche era richiesta una rilevante attività umanitaria nei tre anni precedenti, mentre il Sign. Danis, come accertato dalla Commissione elettorale che rigettò la sua candidatura, ne era sprovvisto.
Oggi Sabit Danis e la sua associazione accusano la Romania di averli discriminati, introducendo questo peculiare requisito di candidabilità, rispetto da un’altra organizzazione a tutela della minoranza turca, formatasi da più tempo e già eletta nel precedente Parlamento.
Articolo 14
Articolo 3 Prot. 1
Resto irricevibile
Violazione dell'articolo 14 + P1-3 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (articolo 3 del Protocollo n ° 1 - Diritto di liberare Elezioni { generale } eleggibilità)
Danno patrimoniale - domanda respinta (articolo 41 - danno pecuniario)
Danno non patrimoniale - accertamento di infrazione sufficiente (Articolo 41 - danno non patrimoniale; Equa soddisfazione)
Todireasa c. Romania (n. 2)18616/133Gheorghe Costică Todireasa è stato detenuto nelle prigioni rumene di Bacau, Iaşi, Galaţi, Braila e Vaslui in condizioni tali da costringerlo in una vera e propria tortura, sia fisica che psicologica: ha affermato di essere stato detenuto in celle sovraffollate, buie ed umide, scarsamente riscaldate in inverno e in pessime condizioni sanitarie; inoltre la biancheria fornitagli dagli istituti penitenziari era spesso sporca ed infestata da parassiti; infine, anche il cibo era inadeguato e di pessima qualità.
La Corte europea gli ha riconosciuto di aver subito un trattamento degradante, ma non tale da costituire tortura: la Romani dovrà risarcire il ricorrente per un danno non patrimoniale di 7.800 €.
Articolo 3Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Trattamento degradante) (aspetto sostanziale)
‘Junta Rectora Del Ertzainen Nazional Elkartasuna (ER.N.E.)’ c. Spagna45892/092L’ ER.N.E. (Junta Rectora Del Ertzainen Nazional Elkartasuna) è il più grande sindacato degli ufficiali di polizia della comunità autonoma dei Paesi Baschi, in Spagna. Ai membri della polizia basca non è consentito scioperare: come chiarito in più pronunce, finanche della Corte costituzionale spagnola, essi sarebbero assimilati alle forze di sicurezza, per le quali una legge nazionale vieta qualsiasi sciopero.
Il sindacato oggi denuncia in Corte europea che i poliziotti baschi sarebbero discriminati rispetto ad altre categorie simili, alle quali è concesso di scioperare, e che la decisione de amparo della Corte costituzionale spagnola, a loro sfavorevole, non è stata adeguatamente motivata.
Articolo 6
Articolo 11
Articolo 14
Resto irricevibile
Nessuna violazione dell'articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Libertà di associazione)
Nessuna violazione dell'articolo 14 + 11 - Divieto di discriminazione (articolo 14 - Discriminazione) (Articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione)
Piper c. Regno Unito44547/103Graham Jason Piper è un cittadino britannico arrestato nel 1999 mentre tentava di entrare in Olanda con 163 kg di cocaina. A norma della legge britannica, gli sono sequestrati beni per un valore pari a quello dei presunti proventi illeciti dal traffico di droga.
Il Sign. Piper denuncia a Strasburgo che la durata di tali sequestri è stata eccessiva, essendosi protratta fino alla pronuncia definitiva sul suo caso, giunta solo nel 2010.
Articolo 6Violazione_dell'articolo_6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Termine ragionevole)
Ripetitive cases e/o casi di eccessiva durata di procedimenti
Kubiak c. Polonia2900/113Wiktor Kubiak è un cittadino polacco detenuto per omicidio. Alla morte della nonna, egli chiede di partecipare ai suoi funerali: fa istanza nella mattina mentre alle ore 12.00 è previsto il funerale e riceve un rigetto senza alcuna motivazione.
La Corte europea, tenuto conto della pessima condotta tenuta in carcere dal ricorrente e dalla pericolosità del suo rilascio, ha ritenuto legittimo il rigetto della sua istanza.
Articolo 8Nessuna violazione dell'articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8-1 - Rispetto della vita familiare, rispetto della vita privata)

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data Martedì 21 aprile 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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