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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 07/04/2015

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 9 - fiume IIITra le pronunce di oggi una importantissima condanna per l’Italia: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha ripercorso gli episodi di violenza del G8 di Genova, guardando alla storia del sessantaquattrenne Arnaldo Cestaro, pestato nella scuola Diaz nonostante fosse indifeso. L’Italia è oggi condannata perché non ha una legislazione in grado di prevenire e reprimere quella forma tremenda di violazione dei diritti umani che è la tortura: tra indulti, prescrizioni e ostacoli alla giustizia i colpevoli sono rimasti grandemente impuniti e così i soprusi da loro perpetrati. Con questa sentenza la Corte europea conclama il fallimento del sistema giuridico italiano nella lotta alla tortura e ci richiama, con forza, a riformarlo.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Cestaro c. Italia6884/112Arnaldo Cestaro è una vittima delle violenze consumate nella Scuola Pertini-Diaz di Genova nel luglio 2001. La scuola era stata designata dal comune come alloggio per i manifestanti contro il G8, forum tra le principali potenze mondiali svoltosi proprio quei giorni nel capoluogo ligure. Nella notte del 21-22 luglio, una squadra antisommossa fece irruzione nella scuola. Qui, tra gli altri, si trovava il Sign. Cestaro, allora sessantaduenne: aveva le spalle a muro e le mani alzate al momento dell’intervento armato, ma ciò nonostante è stato colpito più volte dagli agenti, riportando diverse fratture. Su quei fatti ha indagato la magistratura italiana: in primo grado 12 agenti sono stati condannati ed il Sign. Cestaro ha ricevuto una provvisionale di 35.000 € per i danni subiti.
Oggi la Corte europea ha accertato le responsabilità dell’Italia per i maltrattamenti subiti dal Sign. Cestaro: è stato acclarato che le violenze di quella notte costituivano vera e propria tortura e che non si è svolta un’indagine efficace su quelle violenze. Così l’Italia è condannata a risarcirlo per 45.000 € e, soprattutto, a modificare il proprio ordinamento normativo per evitare che si verifichino nuove, identiche, violazioni.
Articolo 3Eccezione preliminare unita al merito e respinta (articolo 34 – Status di vittima)
Eccezione preliminare unita al merito e respinta (articolo 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Torture) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - L'effettivo accertamento; Obblighi positivi) (aspetto procedurale)
Resistenze dello Stato ad assumere provvedimenti di carattere generale (articolo 46-2 - emendamenti legislativi)
Danno patrioniale - domanda respinta (articolo 41 - pecuniarie danni
Basta soddisfazione)
Danno non patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - danno non patrimoniale; equa riparazione)
Resto irricevibile.
Veretco c. Repubblica della Moldavia679/133Fiodor Veretco è stato arrestato con l’accusa di essere un trafficante di bambini. Il Pubblico Ministero ne richiese l’incarcerazione cautelare, per evitare inquinamento delle prove e reiterazione del reato; il difensore del Sign. Veretco, invece, si oppose sostenendo che non vi fossero indizi di reità a carico del suo cliente e producendo certificati medici che attestavano le sue precarie condizioni di salute, incompatibili con la detenzione : il Sign. Veretco aveva alcune costole rotte ed era malato di polmonite. La decisione del Giudice moldavo fu infine per la custodia cautelare.
Oggi il Sign. Veretco denuncia di non aver ricevuto in carcere cure mediche adeguate alle proprie patologie e di non aver conosciuto i documenti in ragione dei quali il Giudice moldavo ha deciso di sottoporlo a custodia cautelare, in violazione dei suoi diritti e della stessa legge moldava.
Articolo 3
Articolo 5
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 - Garanzie procedurali di revisione; esame della liceità della detenzione)
Violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-5 - Compensazione)
Adrian Radu c. Romania26089/133Adrian Radu è un detenuto rumeno che lamenta davanti alla Corte europea le condizioni di detenzione a cui è stato sottoposto nel carcere di Giurgiu: sovraffollamento, spazi insufficienti e carenza di cibo e acqua potabile. Articolo 3Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante; trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Raguž c. Serbia8182/073Vinko Raguž è un cittadino croato che denuncia l’incapacità della Serbia di dare esecuzione ad una sentenza del Giudice serbo: il Sign. Raguž ha diritto a ricevere una somma di danaro con interessi da un privato e fa valere una sentenza che dispone il sequestro e la vendita dei beni di tale debitore: tuttavia dal 2003 ad oggi le Autorità serbe non hanno mai proceduto alla vendita di quei beni; a complicare le cose, il debitore, già fallito, è morto nel 2007.Articolo 6
Articolo 1 Prot. 1
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - procedimento di esecuzione; Articolo 6-1 - l'accesso alla giustizia)
Violazione dell'articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Tutela della proprietà (articolo 1, comma 1 del Protocollo n ° 1 -. Rispetto dei beni)
O’Donnell c. Regno Unito16667/103Matthew O’Donnell è un cittadino irlandese condannato in Regno Unito all’ergastolo per l’omicidio di un amico di bevute: a suo carico il rinvenimento nella sua abitazione di abiti insanguinati e di un coltello, nonché la sua confessione dell’omicidio, resa alla polizia irlandese.
Tuttavia il Sign. O’Donnell – secondo la tesi sostenuta dai suoi difensori – ha un quoziente intellettivo più basso di quello del 99% della popolazione inglese, parla inglese come un bambino di 6 anni ed è estremamente vulnerabile e in difficoltà quando sottoposto ad esame, come attestato da uno psichiatra. Al processo in Regno Unito il Sign. O’Donnell è dichiarato capace di testimoniare ma si rifiuta di farlo: i giurati allora ne traggono un principio di prova decisivo nel loro verdetto di condanna.
Oggi il Sign. O’Donnell, per il tramite del proprio difensore, denuncia di aver subito un processo ingiusto perché, da un lato, non è stato dichiarato incapace di testimoniare ma, piuttosto, il suo rifiuto a testimoniare si è ritorto contro di lui; dall’altro perché la registrazione della sua confessione resa alle autorità irlandesi - non ammessa in giudizio per esplicita richiesta dei suoi difensori- non è stata sottoposta all’esame e al commento dello psichiatra, il quale ne avrebbe certamente tratto elementi a favore dell’imputato.
Articolo 6Nessuna violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo)
Ripetitive cases e/o casi di eccessiva durata di procedimenti
Rasidescu c. Romania39761/033Danno patrimoniale - aggiudicato (articolo 41 - Danno economico; equa riparazione)
Hill c. Regno Unito 22853/093Nessuna violazione dell'articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione)
Violazione_dell'articolo_5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (articolo 5-4 – Speditezza della revisione)

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 07 aprile 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.

 

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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