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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 31/03/2015

Note alla rassegna

Di seguito la rassegna delle decisioni pronunciate dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in data martedì 31 marzo 2015, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

corte di strasburgo

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla decisione caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso che ha avviato il procedimento;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level attribuitole dalla Corte europea;
  • Descrizione  : una nostra breve esposizione dei fatti del caso;
  • Petitum  : gli articoli della Convenzione europea sollevati dai ricorrenti;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo della decisione.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte europea: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e  http://hudoc.echr.coe.int.

I casi ripetitivi e quelli di eccessiva durata di procedimenti non sono approfonditi perché marginali nella giurisprudenza della Corte europea.

Case of-
N.Ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Davtyan c. Armenia29736/063Artashes Davtyan è il direttore esecutivo di una banca in Armenia, accusato e condannato nel 2005 a sei anni di carcere per appropriazione indebita. Durante la sua detenzione il signor Davtyan scopre di avere un tumore alle corde vocali e i medici chiedono che sia effettuata una biopsia e ulteriori esami, nonché un trattamento volto alla guarigione ma non avviene nulla di tutto ciò; solo con il peggiorare delle sue condizioni, nel 2006 subisce un intervento chirurgico che ne migliora le condizioni. Il ricorrente invoca l’articolo 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) lamentando di non aver ricevuto le cure mediche necessarie; inoltre richiama l’articolo 7 (nulla poena sine lege) sostiene che le disposizioni di legge usate per condannarlo non erano applicabili nel suo caso. Articolo 3
Articolo 7
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - Trattamento inumano e degradante) (aspetto sostanziale)
Helsinki Committee of Armenia c. Armenia59109/083Il caso è promosso da un’organizzazione per i diritti umani non governativa di Helsinki e riguarda il divieto ricevuto dal sindaco di Yerevan di tenere una manifestazione commemorativa di un uomo deceduto durante un fermo di polizia nel 2007. I motivi del diniego si riferiscono a ragioni di ordine pubblico dovute ai tumulti elettorali verificatesi poco tempo prima, che portarono il sindaco a dichiarare lo stato di emergenza per 20 giorni. L’ONG non avendo ricevuto la notifica della decisione del sindaco tiene la marcia il 12 maggio 2008 ma viene subito interrotta dalla polizia. Il ricorrente invoca l’articolo 11 (libertà di riunione e di associazione) per non aver potuto tenere la manifestazione commemorativa e l’articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo) a causa dell’assenza di un rimedio. Articolo 11
Articolo 13
Violazione dell'articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione (articolo 11-1 - Libertà di riunione pacifica)
Violazione dell'articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo (Articolo 13 - rimedio efficace)
Nalbandyan c. Armenia9935/06 23339/063I ricorrenti sono una famiglia armena, Bagrat e Narine Nalbandyan marito e moglie e ArevikNalbandyan loro figlia; i genitori sono accusati nel 2004 di aver ucciso un compagno di classe della figlia. Il caso riguarda i maltrattamenti ricevuti da parte della polizia durante la loro detenzione: marito e moglie sostengono di essere stati picchiati durante gli interrogatori e la figlia afferma di esser stata minacciata di stupro se i genitori non avessero confessato. Condannati in tribunale e in corte d’appello i Nalbandyan propongono ricorso per cassazione riaffermando di aver confessato l’omicidio sotto costrizione ma il ricorso è respinto per l’assenza di prove dei maltrattamenti. I ricorrenti invocano l'articolo 3 (divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti) e l’articolo 6 (diritto a un equo processo) sostenendo che i loro avvocati non hanno potuto svolgere correttamente le loro funzioni a causa del costante caos in aula durante le loro audizioni. Articolo 3
Articolo 6
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento
inumano e degradante) (aspetto sostanziale)
Nessuna violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - trattamento degradante inumano e degradante) (aspetto sostanziale)

Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 6 + 6-3-c - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Articolo 6-1 - Processo equo) (Articolo 6 - Diritto ad un equo processo
Articolo 6-3-c - difesa attraverso l'assistenza legale)
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento penale
Articolo 6-1 - l'accesso alla giustizia)
S.C. Uzinexport S.A. c. Romania43807/063Il ricorrente è una società rumena che è stata privatizzata nel 1997 e il suo capitale trasferito da ministero delle finanze agli investitori privati in una somma inferiore rispetto a quello concordato. Nei due gradi di giudizio è stato riconosciuto un risarcimento danni 20 milioni di dollari in favore della società. Nel 2005, a seguito dell'esecuzione tardiva delle sentenze, la società chiedeva gli interessi di mora riconosciuti anche dall'Alta Corte di Cassazione; tuttavia in una sentenza del 2006 si afferma che il debito doveva essere rivendicato entro tre anni dalla sentenza definitiva; così la SC Uzinexport SA non vede soddisfatto il suo credito e invoca l'articolo 6 (diritto ad un equo processo) e l'articolo 1 del Protocollo n ° 1 (protezione della proprietà).Articolo 6
Articolo 1 Protocollo n°1
Violazione dell'articolo 6 - Diritto ad un processo equo (articolo 6 - Procedimento civile
Articolo 6-1 - Processo equo)
Öner e Türk c. Turchia51962/123SenanikÖner e FerhanTürk sono due cittadini turchi che sono stati condannati a un anno e otto mesi di carcere per propaganda terroristica per conto del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) dopo aver tenuto un discorso durante le celebrazioni del Newroz sui problemi del popolo curdo. La sentenza è stata confermata in Cassazione ma l'esecuzione è stata sospesa a seguito di un emendamento alla legge. I ricorrenti invocano davanti la corte l'articolo 10 (libertà di espressione). Articolo 10Violazione dell'articolo 10 - Libertà di espressione - {generale} (articolo 10-1 - Libertà di espressione)

About Marco Petrachi

Studio Giurisprudenza a Firenze ma sono originario di Melendugno, una piccola città della provincia di Lecce. Sono un grande amante del mare e della mia terra.

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