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Equo processo per i ricorrenti imprenditori: i casi Tsitsiriggos c. Grecia e Kotiy c. Ucraina

Dei casi decisi ieri – 5 maggio 2015 – si incontrano le storie giudiziarie di due persone che, a diverso titolo, hanno subito una incarcerazione ingiusta: sia nel caso Tsitsiriggos c. Grecia (n. 2) che nel caso Kotiy c. Ucraina i ricorrenti sono imprenditori accusati di reati in materia finanziaria e perciò detenuti in pendenza del processo penale.

Nel caso del ricorrente greco, questi non era stato ascoltato dal Giudice greco in sede di riesame della custodia cautelare a cui era stato sottoposto, e ciò mentre la pubblica accusa era stata ascoltata: in tal senso, la Corte europea ha applicato un suo precedente contro la Grecia (Kampanis c. Grecia) e ha rilevato una violazione della parità della armi fra le parti laddove una – il P.M. – poteva comparire ed influenzare il Giudice, mentre l’altra – il ricorrente – non poteva. Per il resto il ricorso è stato invece dichiarato manifestamente infondato. La violazione accertata dell’articolo 5 della Convenzione europea sul diritto alla libertà e sicurezza è valsa al ricorrente una equa riparazione di 3.300 € per danno morale, oltre 3.000 € per spese legali.

Nel caso del ricorrente ucraino, invece, sono stati accertati più profili di violazione: uno per l’illegalità della detenzione cautelare a cui era stato sottoposto per 10 giorni, non appena rientrato in Ucraina dove pendevano diverse accuse nei suoi confronti; un’altro perché, pur trovato formalmente innocente con una sentenza di proscioglimento, non gli era stata riconosciuta alcuna riparazione per l’ingiustizia sostanziale della detenzione a cui era stato sottoposto; infine perché per tre anni aveva subito un divieto di espatrio che, tenendolo lontano dalla propria famiglia e dal luogo in cui aveva radicato la propria vita, ossia la Germania, era una misura sproporzionata e ingiusta. Per lui quindi l’accertamento di tre profili di violazione sotto gli articoli 5 e 8 (Rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione europea ed una equa riparazione di 6.000,00 € per danno non patrimoniale, oltre alla rifusione di € 2.000,00 di spese legali.

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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