Home / In evidenza / Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 22/01/2015

Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 22/01/2015

Corte europea dei diritti dell'Uomo - Nella Grand ChamberTra i casi di oggi si intrecciano storie molto diverse, provenienti da tutta Europa. Vi è il caso di uno scrittore e storico portoghese deluso dalle scelte editoriali del Comune di Montemor-o-Velhodi: dopo una prima pubblicazione col Comune, poi non era stato più contattato. Decise quindi di criticare la scelta comunale sulle colonne di un giornale, ottenendo una condanna per diffamazione che oggi il Giudice di Strasburgo ha dichiaratoi n violazione del suo diritto alla libertà d’espressione. Ma ha raggiunto Strasburgo anche la richiesta di aiuto di un ventiduenne macedone che, una notte in giro per Skopye, fu fermato da una pattuglia di polizia in maniera peculiare: gli spararono contro con armi automatiche e, una volta sceso, lo picchiarono con pugni, calci e manganellate. Il giudici macedoni credettero alla versione degli agenti, per cui ci sarebbe stato un solo sparo e accidentale, mentre la Corte europea ha creduto al giovane, condannando la Macedonia per aver attentato alla vita del ragazzo e non aver svolto indagini adeguate.

Case of -
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Pinto Pinheiro Marques c. Portogallo26671/092Alfredo Pinto Pinheiro Marques è uno storico portoghese che nel 2001 stipula un accordo col Consiglio comunale di Montemor-o-Velho per la scrittura e pubblicazione delle poesie di un poeta locale. Dopo una prima pubblicazione insieme, nel 2005 il Consiglio comunale pubblica un altro libro, ma senza il suo coinvolgimento. Lui, di tutta risposta, pubblica un acceso articolo su un quotidiano locale: tale articolo gli varrà una condanna per diffamazione e l’esborso di più di 3000 euro, tra ammenda e risarcimento danni; i giudici portoghesi sostengono la malafede e l’intento dolosamente diffamatorio di quell’articolo. Oggi il Sign. Marques denuncia davanti alla Corte europea sia l’indebita violazione della sua libertà d’espressione, sia alcune irregolarità processuali e, in primis, l’impossibilità di far esaminare un certo testimone a proprio discarico. La Corte ammetterà soltanto la prima doglianza, accertando una violazione del suo diritto ad esprimersi.Articolo 6
Articolo 10
Resto irricevibile
Violazione dell’Articolo 10 (Libertà di espressione)
Kitanovsk c. l’«ex-Repubblica jugoslava di Macedonia»15191/123Aleksandar Kitanovski è un cittadino macedone che una notte, intorno alle 02.00, vaga per la città di Skopje cercando un fast-food. Tuttavia imbocca una strada controsenso, una pattuglia lo nota e inizia un inseguimento la cui conclusione è discussa. Secondo Aleksandar – allora ventunenne - gli agenti avrebbero aperto il fuoco con pistole e fucili automatici contro l’auto dopo che aveva aggirato un posto di blocco e, non appena sceso dal veicolo, lo avrebbero picchiato con pugni, calci e manganellate. Secondo la versione del Governo macedone, un solo agente avrebbe sparato allorché Aleksandar, per superare un secondo posto di blocco, saliva con l’auto su un marciapiede: l’agente di polizia che mirava alle gomme, colto di sorpresa e cadendo, ha sparato un colpo verso l’abitacolo, colpendo un sedile anteriore. I giudici macedoni hanno aderito alla versione degli agenti di polizia, condannando in primo grado il ricorrente, sebbene il processo sia pendente. Oggi Aleksandar Kitanovski e suo padre Tihomir ricorrono a Strasburgo denunciando quell’intervento violento e sproporzionato della polizia macedone tramite le armi da fuoco, nonché il pestaggio successivo.Articolo 2
Articolo 3
Articolo 13
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - Life) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 – trattamento; degradanti) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'articolo 2 - Diritto alla vita (articolo 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Violazione dell'articolo 3 - Divieto della tortura (articolo 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Danno non patrimoniale: aggiudicato
Tymoshenko c. Ucraina (no.2)65656/12Yuliya Tymoshenko è stata Primo Ministro dell’Ucraina nel 2005 e dal 2007 al 2010. Alla conclusione del suo mandato è coinvolta in un controverso procedimento giudiziario conclusosi solo nel 2012 con una condanna definitiva a 7 anni di reclusione. La Corte europea si è già pronunciata nel 2013 su un primo ricorso proposto dalla Tymoshenko, accertando la violazione dei suoi diritti (art. 5 CEDU) per l’illegittima ed arbitraria detenzione a cui è stata sottoposta in pendenza del processo nazionale. Con questo secondo ricorso, invece, Yuliya Tymoshenko denuncia l’iniquità del processo penale a cui è stata sottoposta, la mancanza di imparzialità e indipendenza dei giudici che l’hanno giudicata, la chiarezza e certezza della norma penale che gli è valsa la condanna e, più in generale, la strumentalizzazione dello strumento giudiziario per fini politici. Inoltre, lamenta la violazione della sua privacy mentre era internata in ospedale: infatti sarebbero stati realizzati video durante la sua giacenza (1 apparso sui telegiornali nazionali, 3 diffusi sul sito ufficiale del Penitenziario) e la registrazione di una telefonata fra lei e suo marito (diffusa su internet); infine, durante la detenzione avrebbe avuto molte difficoltà anche a telefonare e avrebbe potuto rilasciare dichiarazioni soltanto dopo 5 mesi dall’avvio del procedimento penale.
Oggi il (nuovo) Governo ucraino ha riconosciuto la propria responsabilità in questa vicenda e la natura politica del processo riservato a Yuliya Tymoshenko: per tali ragioni, la Corte europea ha preso atto della composizione amichevole e non ha pronunciato una sentenza di condanna.
Articolo 3
Articolo 6
Articolo 7
Articolo 8
Articolo 10
Articolo 13
Articolo 18
Articolo 4 Prot. 7
Composizione amichevole

Note alla rassegna

Nella rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Giovedì  22 Gennaio 2015, di cui, per ciascuna, si è riproposto:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top