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Le Sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 09/12/2014

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 10 - fiume IIIQuest’oggi la Corte Europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata su quattro casi. Ha condannato la Turchia perché le autorità del pese non hanno compiuto indagini adeguate per accertare la morte del figlio e del padre del ricorrente, tali da garantire il diritto alla vita così come tutelato dall’art.2; il Giudice di Strasburgo stabilisce un risarcimento di 30.000 euro a titolo di equa soddisfazione. Il Regno Unito non ha garantito invece delle indagini tempestive riguardo la vicenda di un ragazzo trovato in fin di vita nel 2006 in una cella di isolamento nel carcere di Evesham. L’inchiesta penale, avviata ben 7 anni dopo, accerterà che a provocare la morte del giovane furono le misure di contenimento eccessive adottate dalle guardie carcerarie.

Case of
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Geisterfer v.Netherlands15911/083Il sig.Geisterfer nel 2006 viene arrestato e posto in custodia cautelare con l’accusa di appartenere ad un’organizzazione criminale. Il processo subisce un’interruzione a causa di una urgente ed improcrastinabile operazione chirurgica di uno dei coimputati e di conseguenza anche la custodia cautelare del ricorrente Geisterfer viene sospesa per esser poi nuovamente disposta dalle autorità nel maggio del 2007.
Ben sette mesi dopo il giudice olandese sospende la detenzione preventiva poiché, questa, rischiava di essere superiore, nella durata, alla pena che per i reati commessi, lo stesso giudice, avrebbe infine irrogato.
Per tali ragioni Geisterfer chiede ed ottiene tutela del suo diritto alla libertà e alla sicurezza così come previsto dall’art.5 §§ 1 (c) e 3. La Corte edu condanna infatti l’olanda al pagamento di 5.400 euro a titolo di equa soddisfazione per i danni non patrimoniali.
Articolo 5
Kadri Budak v. Turkey44814/073Kadri Budak denuncia oggi in Corte edu la scomparsa del figlio e il padre denunciandone l’uccisione ad opera delle forze armate turche.
Il 30 maggio del 2004 secondo il ricorrente, i militari turchi, durante alcune operazioni militari, avrebbero dapprima arrestato poi ucciso i suoi parenti. Nonostante le numerose denunce del sig. Budak le autorità turche puntualmente smentiscono eventuali esercitazioni militari nel territorio indicato. Le indagini disposte successivamente fanno emergere elementi che suffragano chiaramente la tesi del ricorrente. Vengono infatti rinvenute le ossa che gli esperti, non solo, dopo accurate analisi, reputano essere quelle del figlio e del padre di Budak ma accertano anche che il decesso è avvenuto per ferite provocate da un arma da fuoco; ne sono prova i bossoli dei proietti militari rinvenuti sul luogo. Secondo il Giudice di Strasburgo le autorità turche non hanno compiuto indagini adeguate, tali da garantire il diritto alla vita, così come tutelato dall’art.2 della convenzione sotto l’aspetto procedurale e per queste ragioni stabiliscono 30.000 euro a titolo di equa soddisfazione.
Articolo 2
McDonnell v.The United Kingdom19563/113Il sig. McDonnel è un cittadino irlandese, attualmente vive in Irlanda del Nord, denuncia oggi in Corte Edu la morte di suo figlio ad opera delle guardie carcerarie del Regno Unito. Il 30 marzo del 1996 James McDonnel viene trovato in fin di vita in una cella di isolamento. La morte viene attribuita ad un’insufficienza cardiaca, la procura non intende quindi perseguire alcun agente del carcere. Nel 2013 però, con un clamoroso ritardo viene avviata un’inchiesta penale. Le conclusioni a cui sono giunte le autorità prospettano una condizione cardiaca non ottimale che di per sè sola, senza le costrizioni fisiche e le misure di contenimento delle guardie carcerarie, non avrebbe mai potuto ingenerare il decesso del ragazzo. La Corte assegna a titolo di equa soddisfazione 10000 euro al ricorrente, accerta infatti la violazione del diritto alla vita provocato dalle indagini avviate con eccessivo ritardo. Articolo 2
Peter Armstrong v. The United Kingdom65282/092Peter Charles Armstrong è un cittadino statunitense che attualmente ad Evesham in Inghilterra, sconta una pena di tredici anni per omicidio irrogata nel 2008. Secondo il ricorrente, infatti, la presenza di due agenti (uno in pensione e l’altro in servizio) nella giuria avrebbero leso il suo diritto ad un equo processo in termini di imparzialità. Denuncia inoltre l’impossibilità di fare appello per le questioni sopra citate. LA corte di Strasburgo non ravvisa, però, alcuna violazione da parte delle autorità del Regno UnitoArticolo 6
Articolo 35

Note alla rassegna

Nella rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 09 Dicembre 2014, per ciascuna sentenza si è indicato:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e  http://hudoc.echr.coe.int .

 

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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