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Cina: avvocati vittime di torture e trattamenti disumani

Secondo quanto preso in considerazione da indagini e testimonianze alla ONG Human Rights Watch, la Repubblica Popolare Cinese, nonostante faccia parte della Convenzione contro le Torture e i trattamenti crudeli, inumani e degradanti, ha mancato di adempiere al suo dovere. Inoltre, il ricorso all’abuso fisico da parte degli ufficiali di polizia è severamente proibito dalla legge cinese.

kwefkwNegli ultimi anni, il governo cinese ha istituito una serie di misure indirizzate a risolvere i problemi delle torture durante le investigazioni dei crimini; l’ultimo di questi sforzi è stato quello di revisionare la legge sulla Procedura penale, che diventò effettiva nel gennaio 2013, la quale mirava a prevenire le confessioni coercitive. Tali misure includevano un riposo adeguato e cibo ai detenuti, così come l’esclusione di confessioni ottenute attraverso la forza fisica nei procedimenti giudiziari.

Nonostante queste misure vigenti, l’uso delle torture rimane diffuso e gli ufficiali coinvolti sono raramente ritenuti legalmente responsabili.

Focus

Il sistema legale cinese è in regressione”, afferma Wang Jianxun, un insegnante di legge alla China University of Political Science and Law. “Non ho visto segnali di progresso, ma al contrario che le condizioni si stanno deteriorando dappertutto”.

Caso esemplare di quanto sta accadendo è quello dei quattro avvocati di Human Rights Watch, sequestrati e picchiati dalla polizia, mentre stavano investigando il centro di detenzione di Jiansanjiang. “Ero issato con la testa rivolta verso il basso, piedi sospesi e sedere all’aria” spiega Tang, uno dei quattro avvocati; ”cinque o sei persone mi colpivano e tiravano calci”.

Tang e gli altri tre avvocati sono stati torturati dalla polizia, dopo aver protestato fuori dal centro di detenzione in Jansanjiang, una comunità agricola nel nord-est della Cina. Essi hanno partecipato  facendo sentire la propria voce assieme ad altre persone, al fine di richiedere informazioni circa parenti ritenuti colpevoli e dunque detenuti, poiché facenti parte del Falun Gong, culto bandito, e proclamatori di tale come movimento spirituale pacifico.

Tre di questi avvocati hanno riportato gli avvenimenti riguardanti gli abusi, e uno di loro ha persino mostrato le fratture alle ossa dopo essere stato sotto la custodia della polizia. La loro esperienza è parte di un ampio degrado che persiste da oltre un anno, e per  il quale avvocati di diritti e altri attivisti,  cercano di fermare l’operato  delle autorità locali colpevoli, al fine di incrementare l’equità nella società cinese.

Il centro di detenzione dove vennero investigati gli avvocati è una delle tante prigioni informali presenti nella nazione, ufficialmente conosciuta come “centro di educazione legale”, dove un numero sconosciuto di persone sono detenute senza processo o libero accesso ad un avvocato.

Human Rights Watch si fa avanti e ribadisce l’importanza della partecipazione del governo cinese, il quale dovrebbe, in particolare per il grave accaduto degli ultimi mesi, investigare sul caso dei suoi quattro avvocati , detenuti e resi vittime di torture atroci da parte degli ufficiali di polizia. “La tortura degli avvocati di HRW non è solo un assalto contro le persone interessate, ma contro la professione legale” afferma Sophie Richardson, China director. “ Senza un’investigazione indipendente  e una responsabilità per gli abusi, il regolamento governativo della legge suona gravemente retorico”.

Conclusioni

Tang, il cui patrocinio di legge è stato revocato precedentemente a causa del suo attivismo, afferma di volere richiamare l’attenzione su quello che dice essere un centro di detenzione illegale. Zhang Jujie, un avvocato con l’abilitazione ad esercitare, affermò di essere d’accordo ad aiutare Tang, e fu assegnato a rappresentare una donna accusata e rinchiusa in Jiansanjiang dallo scorso anno senza un processo legale. Altri due avvocati, Wang Cheng e Jiang Tianyong, hanno deciso anche loro di partecipare.

Il Governo cinese deve formalmente affermare l’esistenza delle prigioni nere, ribadisce HRW. Durante una recensione delle Nazioni Unite sulle prestazioni dei diritti umani nel 2009, il governo cinese aveva dichiarato che la nazione non aveva affatto prigioni nere. Ora, HRW e altri gruppi per i diritti dell’uomo e la stampa nazionale hanno documentato l’esistenza di tali prigioni nella regione, così come l’uso di torture e altre forme di trattamenti disumani e crudeli all’interno di strutture illegali.

Link per approfondire:

http://epochtimes.it/news/avvocati-cinesi-espongono-le-torture-subite-volevano-rilasciare-i-praticanti-del-falun-gong—125957

http://www.amnesty.it/cina-intensificata-repressione-sugli-avvocati

 

About Vanessa Lumini

The genius build the world, the clever turn around, and the stupid think that the world revolves around them .. Laureata e appassionata in Informatica, contabile amministrativa di professione da 5 anni, con la voglia di diffondere le mie passioni in tutte le lingue a me possibili.

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