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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 07/05/2014

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 3 - Court room

Oggi – Mercoledì 7 Maggio 2014 – la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha pronunciato tre sentenze nei confronti di Austria e Russia. A ricorrere un emigrato afgano che, nell’attraversare Grecia ed Austria, è rimasto imbrigliato nel sistema Shengen: l’Austria non esamina la sua domanda di asilo, perché il Paese di primo contatto è la Grecia, ed egli si rifiuta di tornare in Grecia, perché lì è stato picchiato dalle forze dell’ordine; la Corte europea, ha tuttavia ritenuto infondati i suoi timori. Ricorrono alla Corte EDU quattro cittadini azeri ricercati in Azerbajan perché presunti terroristi di stampo religioso ed a rischio di espulsione da parte della Russia: la Corte europea nel 2013 ne ha congelato l’espulsione ed oggi riconosce, condannando la Russia, che se espulsi in patria rischierebbero maltrattamenti e persecuzioni. Infine, un detenuto russo per reato minore lamenta l’ingiustizia formale della sua detenzione e le pessime condizioni: la Corte di Strasburgo ha riconosciuto la violazione del suo diritto alla libertà, mentre ha negato che la detenzione fosse stata inumana o degradante.

Case of -
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
Safaii v. Austria44689/093Hanif Safaii è un emigrato afgano che fugge dal proprio paese, dove i Talebani hanno rapito due dei suoi fratelli. Attraverso l’Iran giunge in Grecia, insieme alla moglie; dopo aver soggiornato nella Penisola Ellenica all’interno di parchi pubblici, si muove alla volta dell’Austria. Qui le autorità austriache si dichiarano incompetenti a conoscere la sua domanda di asilo: secondo il Regolamento Dublino, è il paese di primo contatto quello che deve esaminarla, ossia la Grecia. Ed è qui che le cose si complicano: il ricorrente accusa la polizia greca di averlo picchiato mentre attendeva in fila per la presentazione della domanda di asilo e che, se venisse estradato alla volta della Grecia, subirebbe nuove violenze. Il racconto non ha convinto le autorità austriache, che ne hanno ordinato il trasferimento in Grecia; ad oggi, tuttavia, il Sign. Safaii si trova in una località sconosciuta. Nel suo ricorso, inoltre, accusa l’Austria di non aver valutato adeguatamente la sua richiesta di asilo e avergli interdetto il ricorso alla Tribunale Amministrativo. Articolo 3
Articolo 13
Nessuna violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - Espulsione) (Condizionale) (Grecia)
Nizamov and Others v. Russia22636/13, 24034/13, 24334/13, 24528/133Avazbek Nizamov, Khakim Dzhalalbayev, Rakhmatullo Mukhamedkhodzhayev e
Olim Dzhalalbayev sono cittadini azeri ricercati in Uzbekistan come affiliati ad una organizzazione terroristica di stampo religioso. Essi sono fuggiti in Russia tra il 2011 ed il 2012, e lì sono stati arrestati due volte: una prima volta il procuratore russo ha rigettato la richiesta di estradizione del Governo azero e li ha liberati; una seconda volta, subito dopo il loro rilascio, come clandestini; le loro richieste di asilo sono sempre state rigettate, ed oggi l’unica ragione per cui non sono stati espulsi è la misura cautelare con cui la Corte Europea, nell’Aprile del 2013, ha impedito alla Russia di espellerli. Oggi essi sostengono che, qualora ritornassero in Uzbekistan, rischierebbero gravi violenze ed ingiustizie.
Articolo 3Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - Espulsione) Condizionale) (Uzbekistan)
Sergey Chebotarev v. Russia61510/093Sergey Chebotarev è condannato per condotta disordinata(fattispecie che ricomprende reati minori come ubriachezza molesta e disturbo della quiete pubblica). Lamenta le condizioni detentive a cui è stato sottoposto: a causa del sovraffollamento, aveva a disposizione soltanto 2 mq di cella; la luce era accesa giorno e notte, i servizi igienici erano in pessimo stato e la cella era infestata da insetti; oltre ciò, lamenta l’illegittimità di parte della custodia cautelare, perché il giudice non ne avrebbe motivato l’adozione né fissato un termine massimo oltre il quale il Sign. Chebotarev dovesse essere liberato.Articolo 3
Articolo 5
Nessuna violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione_dell'articolo_5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione)

Per ciascuna sentenza si è indicato:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

 

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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