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Nuovi diritti umani in India: progetto di Amnesty International vuole introdurre maggiori tutele e sicurezze

Amnesty International, poco prima delle elezioni per il sedicesimo Lok Sabha, ha lanciato una sfida per i diritti umani, cosa non facile in India perché in tale Stato le violazioni dei diritti umani  sono innumerevoli, anche se le coscienze degli indiani, da qualche tempo, si stanno risvegliando. Quindi l’ONG ha scelto di smuovere le acque proprio alla vigilia delle elezioni di un organo legislativo, appunto per osservare che cosa riferivano i potenziali rappresentanti su temi di enorme importanza per la democrazia.

oloLa Lok Sabha è la camera bassa del Parlamento Indiano, i suoi membri sono rappresentanti diretti della popolazione indiana in quanto scelti direttamente da un elettorato consistente di tutti i cittadini dell’India, ed è composta da 552 membri: un massimo di 530 rappresentanti della popolazione degli stati dell’India, un massimo di 20 della popolazione dei territori dell’unione, e 2 membri possono essere nominati dal Presidente dell’India per rappresentare la comunità anglo-indiana, se questi ritiene che tale comunità non sia adeguatamente rappresentata nella Camera.

L’organizzazione Amnesty International che si occupa di salvaguardare i diritti umani in tutto il mondo, in India sta lottando per ottenere risultati molto ambiziosi: il divieto legale della tortura, l’abolizione della pena di morte, la depenalizzazione dell’omosessualità, la punizione per stupro coniugale e una legge per il lavoro degli migranti; però questi punti programmatici non hanno ricevuto nessuna risposta né dai partiti né dai leader di spicco.

Tuttavia assumere una forte posizione sulle questioni morali di così grande rilevanza per l’animo umano sarebbe un modo per definire la profondità e la direzione della democrazia indiana. L’obbiettivo è comunque chiaro: rendere l’ India un paese competitivo con le Nazioni europee dal punto di vista dei diritti umani.

L’attuale abuso del dibattito sulla pena capitale, con i rari casi di dictum, cioè dove le sentenze dei giudici hanno un valore vincolante per i successivi giudizi, ha recentemente preso connotazioni politiche di divisione ed ha perso quasi tutta la sostanza dell’etica e della giustizia.

Inoltre la sezione 377 del capitolo XVI del Codice Penale Indiano del 1861 (introdotto durante la colonizzazione britannica vieta gli atti sessuali “contro l’ordine della natura”, plausibilmente include anche quelli omosessuali) è stata dichiarata incostituzionale in considerazione al sesso riguardante adulti consenzienti dall’ Alta Corte di Delhi il 2 luglio 2009. Tale sentenza è stata ribaltata dalla Corte Suprema dell’India il 11 dicembre 2013, giudicando che gli emendamenti o l’abrogazione di tale sezione devono essere di competenza del Parlamento non della magistratura.

Sotto questo aspetto salta subito in evidenza che la Commissione elettorale riporta gli elettori transgender, che si sono registrati per le prossime elezioni, sotto la voce “altri”.

Per quanto riguarda la formazione formale dei partiti, si può affermare che l’ India sia abbastanza democratica perché in merito si è data una normativa certa. Infatti la registrazione dei partiti, con la Commissione elettorale, è un obbligo del Representation of the People Act, 1951; impone anche che gli statuti dei partiti rispecchiano i valori fondamentali della Costituzione, e che la loro struttura sia democratica. In più l’India in quanto firmataria della Declaration of Free and Fair Elections of the Inter-Parliamentary (Dichiarazione per le Elezioni Libere ed Eque dell’Unione Inter-Parlamentare, Parigi 26 marzo 1994), reputa che le elezioni cicliche e non farsa siano indispensabili sia per tutelare i diritti che gli interessi delle parti politiche.

Conclusioni:

Detto ciò, le elezioni politiche 2014 dovrebbero essere il momento buono per mettere in pratica la normativa democratica che vige nella patria di Mahatma Gandhi; così il chilometraggio morale dei partiti potrebbe guadagnarsi voti per motivi fondati. Inoltre dalla Carta Amnesty gli estremisti, indifferentemente, di sinistra e di destra dovrebbero imparare la lezione a impegnarsi in un dialogo democratico con il contesto politico.

Però come succede in tutto, o nella maggior parte, del mondo che si ritiene democratico, anche in India i partiti per guadagnare voti straparlano della giustizia, della libertà, dell’uguaglianza e della dignità umana ma, nella maggioranza dei casi, senza un reale e veritiero interesse ad impegnarsi su queste tematiche.

 

Link per approfondire:

http://lepersoneeladignita.corriere.it/2014/03/24/india-le-14-domande-di-amnesty-international-ai-candidati-alle-elezioni/

About Valeria Sirigu

Mi sono iscritta in giurisprudenza perché il diritto per me è uno stile di vita

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