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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 15/04/2014

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 12 - facciata

Oggi la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha deciso dodici casi. Otto cittadini italiani vedono accolta la loro richiesta di risarcimento, seppur ancora non interamente stabilita nel suo ammontare,  per non aver percepito tutti i contributi pensionistici a cui avevano diritto. Ad una donna Moldava viene accordato un risarcimento in quanto, secondo la Corte, è stato violato il suo diritto alla vita privata e familiare: la signora Radu infatti assentatasi dal lavoro per motivi di salute, denuncia una diffusione ingiustificata, da parte dell’ospedale, della propria cartella clinica al suo datore di lavoro.

Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 15 Aprile  2014, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDUhttp://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_EN e  http://hudoc.echr.coe.int .

Case of -
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Stefanetti and Others v. Italy21838/10, 21849/10, 21852/10, 21822/10,
21860/10, 21863/10, 21869/10, and 21870/10
I ricorrenti sono otto cittadini italiani, si rivolgono in Corte Edu perché ritengono che sia stato leso il loro diritto alla pensione nella misura in cui, in base ad una nuova legge, sono cambiati i parametri di calcolo. Infatti una volta ritornati dalla Svizzera in Italia iniziano a ricevere minori contributi pensionistici, ciò in forza di una interpretazione dell’IMPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale). Denunciano quindi un’interferenza dello Stato italiano nel loro diritto alla proprietà ex art.1 Prot1 della Convenzione. Articolo 6
Articolo 35
Articolo 41
Articolo 1 Protocollo1
Djundiks v. Latvia14920/053Ivans Djundiks è nato e vive tuttora a Liepāja in Lettonia. Il 19 agosto del 2003 viene fermato presso un bar dalla polizia e condotto in caserma. Stando alla versione del Governo, l’uomo era totalmente incapace di interagire perché ubriaco, da qui appunto la scelta degli agenti di portarlo in caserma. Oggi Djundiks lamenta in Corte Edu di aver subito un trattamento inumano e degradante, perché maltrattato dagli agenti, in aggiunta denuncia ex art.5.1 la totale inesistenza di un fondamento giuridico a motivazione del suo fermo. Articolo 3
Articolo 5
Articolo 35
Articolo 41
Radu v. the Republic of Moldova50073/072Liliana Radu cittadina di Chişinău insegnava all’accademia di polizia quando nell’agosto del 2003 viene ricoverata in ospedale per due settimane perché la sua gravidanza presentava delle minacce di aborto. Il so datore di lavoro, ossia l’accademia di polizia, non si accontenta di una semplice attestato a giustificazione dell’assenza ma chiede ed ottiene cospicua e puntuale documentazione dall’ospedale in cui era ricoverata la ricorrente. La Signora Radu denuncia la violazione della propria vita privata e familiare oltre che un processo nazionale sleale.Articolo 8
Articolo 41
Krasicki v. PolandKrasicki v. Poland17254/114Krasicki invoca oggi innanzi alla Corte Edu il diritto alla vita privata e familiare. Il ricorrente vede regolarmente i figli pur non vivendo con loro, perché questi sono stati affidati alla madre. Negli ultimi tempi, però, il tribunale ha decretato l’adozione di cure di emergenza riguardo i figli, infatti si apprende che questi frequentassero saltuariamente la scuola. Nonostante i figli siano ancora affidati alla madre, Krasicki rivendica come le misure adottate dalle autorità polacche abbiano minato per sempre il rapporto con i suoi figli.Articolo 8
Articolo 41
Tomaszewscy v. PolandTomaszewscy v. Poland8933/053I ricorrenti sono Sebastian, Zbigniew, Bożena Tomaszewski rispettivamente tre fratelli e la madre. Ricorrono in Corte Edu per denunciare sia trattamenti inumani e degradanti sia uan detenzione arbitraria da parte della polizia. I tre fratelli vengono fermati all’uscita di una discoteca la notte tra il 30 ed il 31 agosto del 2003, vengono poi perquisiti in caserma e secondo la loro versione dei fatti, vengono picchiati per mezz’ora dagli agenti. Articolo 5
Articolo 35
Articolo 41
Florin Andrei v. RomaniaFlorin Andrei v. Romania 33228/053Florin Andrei è un cittadino romeno, il 19 luglio viene posto in custodia cautelare perché accusato di aggressione ed estorsione. Sarà libero, sotto condizione di non lasciare la città, solo il 21 ottobre. La sua condanna arriva dopo più di tre anni, nel 2008, e verrà confermata anche in appello. Il ricorrente invoca dunque l’art. 3 della convenzione per aver subito trattamenti degradanti durante la carcerazione cautelare, perché in assenza di condizioni igienico-sanitarie.Articolo 3
Remus Tudor v. RomaniRemus Tudor v. Romania19779/113Il ricorso del signor Tudor riguardano le condizioni di detenzione presso il carcere di Jilava per il periodo che va dall’aprile 2009 al novembre 2011. In particolare lamenta l’inesistenza di aree per fumatori oltre che il sovraffollamento e la mancanza di condizioni igieniche sufficienti.Articolo 3
Asalya v. TurkeyAsalya v. Turkey43875/093Asalya è un ragazzo di 26, di origine palestinese, vive attualmente in Turchia. Divenuto paraplegico nel 2007 a causa di un attacco missilistico israeliano ed una organizzazione umanitaria si è occupata del suo trasferimento in Turchia affinché potessero garantirgli cure migliori. Nel 2009 beneficia di un permesso temporaneo in forza del suo matrimonio, celebrato con la sua fisioterapista. Per le Autorità turche Asalya è un sospetto terrorista, ed è per questo che rimane quattro giorni in un centro di accoglienza. Il 22 aprile 2010 interviene una pronuncia della Corte di Strasburgo che ex articolo 39 del regolamento (misure provvisorie) indica la sospensione del procedimento di rimpatrio del ricorrente. Nel marzo del 2013, le Autorità turche hanno rinnovato il suo permesso di soggiorno di un anno. Egli denuncia oggi in Corte Edu carceri inadatte ad ospitare una persona non autosufficiente e l’illegittimità della detenzione. Per quanto riguarda invece il suo ritorno in Palestina le sarebbero, a suo avviso, irreparabili. Asalya afferma che in Palestina non avrebbe accesso a cure mediche sufficienti, inoltre verrebbe leso il suo diritto alla vita privata e familiare.Articolo 3
Articolo 5
Cülaz and Others v. TurkeyCülaz and Others v. Turkey7524/06 and 39046/103Il Governo Turco dovrà oggi difendersi su un caso che riguarda la sparizione di alcuni uomini presi in custodia dalla polizia a seguito di una sparatoria avvenuta tra il 13 e d il 14 giugno del 1993 tra membri del PKK e gli agenti a Görümlü città al confine con l’Iraq e la Siria. I ricorrenti parenti degli uomini scomparsi hanno chiesto in vano notizie rispetto all’arresto degli uomini, ma non hanno mai avuto risposte esaustive. Il caso in questione ha scatenato un certo allarme tant’è che Amnesty International ha lanciato una campagna di informazione. I ricorrenti fondano il loro ricorso sulla lesione del diritto alla vita ex art.2, e sulla lesione del diritto alla libertà e alla sicurezza, sostengono infatti che la responsabilità della sparizione sia da attribuire alle forze di polizia.Articolo 2
Murat Özdemir v. TurkeyMurat Özdemir v. Turkey60225/113Il signor Özdemir è un cittadino turco il quale prestava servizio presso le forze di polizia del paese. Il 16 ottobre del 2006 viene posto in stato d’arresto, con l’accusa di estorsione e sequestro di persona. Egli lamenta in Corte Edu una privazione ingiustificata della sua libertà. Infatti rimarrà in custodia cautelare per ben 5 anni, sino a 17 ottobre 2011, giorno in cui il Giudice turco ne decreta il rilascio.Articolo 5
Oran v. TurkeyOran v. Turkey28881/07 and 37920/072Il ricorrente, presentatosi come candidato indipendente alle politiche del 2007, lamenta in Corte Edu l’impossibilità per i cittadini Turchi residenti all’estero di votare per i candidati indipendenti. M a non è tutto ai candidati indipendenti, stando alla legge turca, non possono beneficiare di spazi di propaganda su televisioni e radio. Denuncia questa situazione invocando il diritto al libere elezioni ex art.3 del Protocollo1 in combinato disposto con l’art 10, libertà di espressione e l’art 14 divieto di discriminazione.Articolo 13
Articolo 14
Articolo 1 Protocollo1

About Aurora Licci

Studio Giurisprudenza a Piacenza, da quattro anni. Le mie origini sono qualche passo più in là, a S. Maria di Leuca, ultimo scoglio in una terra bagnata da due mari. Un giorno spero di ritornarvi con una barca a vela piena di libri, ma ancora non ho deciso per quale Mare andrò.

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