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Speciale crimini della Corea del Nord: un elenco per una tragedia invisibile a molti

Con il presente articolo creiamo una summa di quella che è oggi la situazione in Corea del Nord, Paese troppo poco osservato dai nostri media nazionali e che merita sicuramente un’approfondita trattazione in virtù dei continui crimini contro l’umanità, violenze e genocidio che vengono compiuti.

Inoltre, sono passate poche settimane da quando il “Comitato di indagine sui diritti umani” delle Nazioni Unite ha stilato il suo rapporto sulla situazione nella Corea del Nord ed il quadro dipinto da questi ha tinte scure e fosche, sopratutto se si considera che è stato preso in esame solo un anno.

Ma di quali crimini si è macchiato il regime di Kim Jong Un?

Di seguito proponiamo una sorta di scaletta di voci che rientrano nell’operato del Regime.

(Attenzione! Prima di procedere con la lettura, è bene considerare che il rapporto si basa sulle testimonianze raccolte da numerose associazioni non governative reperite dai loro siti internet e disponibili gratuitamente per il pubblico del web. Personalmente credo che se non c’è motivo di dubitare dei crimini in sé, è lecito dubitare dei particolari più cruenti.)

Aborti forzati: questi non siano stati praticati solamente sulle prigioniere, ma anche sulle donne che andavano in Cina e al loro ritorno erano gravide. Un atto di aperta ostilità al governo cinese basato su presupposti razziali: il mantenimento della purezza raziale coreana.

Infanticidio: non tutte le donne hanno avuto la “fortuna” di vedere la loro gravidanza interrotta. Alcune donne hanno dovuto esperire l’intero ciclo di nascita solo per assistere all’uccisione del loro neonato. I rapporti più cruenti indicano che alcune donne hanno visto il loro figlio dato in pasto ai cani.

Violenze sessuali: stupri sulle prigioniere. Alcune costrette a lavorare in miniera dopo aver subito abusi sessuali.

Tortura: quale regime potrebbe sottrarsi all’uso esteso di tormenti arbitrariamente distribuiti? La Repubblica Popolare Democratica di Corea ha preso il massimo dei voti in questa materia. Non solo si è applicata con ordinarie torture come picchiare i prigionieri con mazze di legno sino a che i lamenti non fossero cessati, ma ha sviluppato con lode una sua preferenza: i prigionieri vengono legati in piedi al muro con delle catene e poi picchiati sul torace in modo tale da assumere la posa di un piccione (da cui prende il nome questa pratica). È stato riportato che tali efferatezze non fossero eseguite solo su adulti, ma anche su adolescenti.

Morte per inedia: è risaputo che in Corea del Nord ci sia un problema di approvvigionamenti di cibo. Inevitabile risultato dell’economia pianificata, nonché del fatto che si è inimicata tutti i propri vicini. Governando un territorio poco più grande dell’Islanda, ma con 27 milioni di persone. È stato calcolato che tra il 1995 e il 1999 tre milioni e mezzo di persone siano morte per malnutrizione. Nessuna stima reale è stata fatta sulla situazione successiva alla guerra di Corea, ma si può presumere il peggio. Data questa situazione complessiva, quale trattamento ci si può attendere venga riservato ai prigionieri? Alcuni testimoni riportano che la malnutrizione è tale che persino i soggetti più in salute dopo tre mesi si ritrovano pericolosamente malnutriti.

Genocidio degli oppositori politici: a conclusione di questo triste quadro, troviamo la più classica azione contro i diritti umani intrapresa da un dittatore: la sistematica eliminazione degli oppositori. Le stime parlano di centinaia di migliaia, nessuno può dirlo con certezza. Sicuramente nei campi di concentramento sono state rinchiuse migliaia di persone; rinchiuse per le loro opinioni politiche, per il loro credo o anche solo per la loro etnia. Intere famiglie sono state deportate solo per chi o cosa sono, senza considerare cosa abbiano effettivamente fatto.

I prigionieri più ostili verso le guardie solitamente sono inviati nella “zona di controllo totale”. In essa i prigionieri vengono picchiati così selvaggiamente e raramente superano i due giorni.

Conclusioni

I crimini che emergono dal rapporto sono efferati e non possono lasciare la comunità internazionale indifferente.

I crimini di cui leggiamo, con le dovute riserve date dai mezzi di prova, mostrano un disegno limitato solo dai mezzi. Questa è la vera differenza tra Kim Jong Un e Stalin o Mao: i numeri e l’estensione. I crimini sono gli stessi.

Cosa si può fare? Fintanto che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non decida di attivarsi per porre fine alla situazione, non possiamo far altro che diffondere le notizie.

Far conoscere quali crimini vengono perpetrati in attuazione del socialismo, può sembrare una azione infruttuosa nel breve periodo, però essa crea un humus di coscienza collettiva capace di smuovere i governi più delle prese di posizioni forti o idealistiche. Il rapporto degli ispettori delle Nazioni Unite non deve cadere nel dimenticatoio, ma essere sempre presente nei cuori di coloro che cerchino il rispetto dei trattati internazionali. Perché così le vittime innocenti del regime avranno il loro meritato ricordo. Altro, per loro, non si può più fare.

Link di approfondimento

http://globalnews.ca/news/1157373/examples-of-human-rights-violation-from-the-un-report-on-north-korea/

http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/CoIDPRK/Pages/ReportoftheCommissionofInquiryDPRK.aspx

 

About Riccardo Varisco

Laureando in informatica giuridica presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica, sede di Milano. Appassionato di scienze naturali e strategia militare.

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