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Convenzione Europea e diritti degli omosessuali: la diatriba russa

Martedì 26 novembre la città di Trieste ha ospitato il presidente russo Vladimir Putin, per un vertice bilaterale con il Presidente del Consiglio italiano Enrico Letta. All’ordine del giorno importanti argomenti di carattere economico e sociale. Sono stati, in particolare, sottoscritti 28 gli accordi: 7 accordi governativi, 21 accordi commerciali e un protocollo culturale.

Nel capoluogo friulano numerose sono state le misure di sicurezza adottate: chiusa la zona centrale della città, polizia e agenti speciali russi e italiani controllavano ogni luogo, elicotteri della polizia sorvolavano il centro e tiratori scelti erano appostati sui tetti degli edifici.putin-letta
Nonostante tutto questo, nulla ha impedito una contestazione contro “l’ultimo zar” di Russia su temi di diritti umani e sui diritti della popolazione LGBT (acronimo di “lesbiche, gay, bisessuali e transgender”). Infatti, mentre presso la Piazza dell’Unità si svolgeva il vertice italo-russo, in piazza Ponterosso, a poca distanza, circa 200 persone protestavano contro le repressioni della Russia, e più in generale dei paesi asiatici, per i diritti degli omosessuali. La manifestazione è stata organizzata da alcune associazioni che si battono per i diritti degli omosessuali, tra cui ArciGay e ArciLesbica, genitori di omosessuali e altre associazioni della sinistra radicale. Era presente anche Vladimir Luxuria che ha definito l’atteggiamento russo come “Un vento violento e gelido che viene dall’Est”. Lo scopo della manifestazione era inoltre quello di spronare le istituzioni italiane a discutere durante l’incontro italo-russo delle condizioni della popolazione LGBT in Russia.

In Russia fino al 1993 l’omosessualità era considerata un reato! E quindi punibile ai sensi della legge. Questa legge è stata poi abrogata, ma lo scorso mese di giugno altre norme sono state emanate in Russia a sfavore dei cittadini LGBT, vietando in particolar modo la “propaganda di relazioni sessuali non tradizionali tra i minori. Questa norma vieta anche solo di parlarne in pubblico! Vieta la partecipazione e lo svolgimento di manifestazioni o cortei e qualsiasi iniziativa pubblica, prevedendo anche multe molto salate.
Ma la sanzione non è di certo l’unica conseguenza per chi voglia esprimere in pubblico la propria sessualità. È prevedibile che questo possa causare isolamento, e vessazioni sociali, oltre che offese o peggio aggressioni verso gli omosessuali. Questa legge sarebbe necessaria per garantire la difesa dei minori, ma non c’è dubbio che sia una legge omofoba, irrispettosa dei diritti umani, di uguaglianza e di libertà.

bandiera_-kIqD-U10201353241918nRB-330x185@LaStampa.itMa anche altri paesi dell’ Est tendono a reprimere la popolazione LGBT: la Croazia, domenica 1 dicembre, è andata alla urne, per decidere la questione delle nozze gay. Il 65% ha votato a sfavore, scegliendo di definire nella Costituzione il matrimonio come sola unione di uomo e donna. Quest’anno, in Serbia, per il terzo anno consecutivo è stato vietato il Gay Pride, ufficialmente per timore  che i disordini sarebbero potuti  sfociare in vere rivolte da parte di alcuni attivisti, ma anche dietro a questa motivazione si celano discriminazione e non rispetto dei diritti umani.

A seguito del vertice di Trieste, il rappresentante russo per i diritti dell’Infanzia, Pavel Astakhov, è intervenuto con una dichiarazione quasi provocatoria, dicendo che l’Italia è, ad oggi, l’unico Paese in cui i cittadini hanno la possibilità di adottare bambini russi, in quanto in Italia è vietato il matrimonio gay. Una dichiarazione che fa riflettere in merito ai diritti individuali di ognuno di noi.La Russia sembra essersi definitivamente schierata a sfavore della questione. L’essere omosessuali, e l’esserlo anche in piazza, è giudicato della Russia un fatto illegale, da punire. Durante il regime comunista gli omosessuali venivano deportati nei gulag, così come durante il periodo nazista venivano deportati nei campi di concentramento.

Ma allora dove sta il confine dei Diritti dell’Uomo? È forse solo un confine di tipo geografico? Il Diritto alla Libertà, alla Sicurezza, all’Uguaglianza, al rispetto della vita privata, la libertà di pensiero, di espressione, di riunione, il divieto di discriminazione in base al sesso … tutti questi principi, sanciti dalla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo, e vincolanti in Italia, così come da tutti i Paesi firmatari della Convenzione, non vengono assolutamente considerati in Russia, anche essa firmataria della medesima Convenzione!

A tal proposito particolarmente significativa è stata la sentenza CEDU del 7 Novembre 2013 (caso Vallianatos and Others v. Greece). Con questa sentenza la Grand Chamber ha accertato la violazione dell’  art.14 Cedu (divieto di discriminazione) in combinato disposto con l’art. 8 Cedu (rispetto della vita privata e familiare). Lo Stato greco, infatti, avendo introdotto nel proprio ordinamento le unioni civili, ma riservate esclusivamente alle coppie eterosessuali, avrebbe in questo modo discriminato le coppie omosessuali. Altra sentenza importantissima, quella del 19 febbraio 2013 (caso X e altri c. Austria), con la quale la Corte ha riscontrato la violazione della Convenzione da parte dello Stato austriaco per aver vietato ad una donna di adottare il figlio della compagna, riconoscendo la discriminazione in base al quanto disposto dall’ art. 14 Cedu e in combinato disposto con l’art. 8 Cedu, che prevede il rispetto della vita privata e familiare. 

La Corte di Strasburgo riconosce da anni diritti alle coppie omosessuali, affermando anche che il rapporto di stabile convivenza tra persone dello stesso sesso rientra nella nozione di “vita familiare” ai sensi dell’articolo 8 CEDU. Comunque, pronunciandosi sul caso Schalk e Kopf c. Austria ha chiarito che la Convenzione, ed in particolare l’art 12 (diritto di sposarsi) non impone l’obbligo agli Stati contraenti di concedere l’accesso al matrimonio a coppie dello stesso sesso. L’Italia ne è un chiaro esempio! Nel nostro paese non esiste una legislazione che regoli la convivenza tra omosessuali, né quanto meno il matrimonio. Nulla vieta però a queste coppie di amarsi e vivere insieme.

Martedì 26 novembre il corteo di Trieste ha voluto far sentire la propria voce su una tale negazione di diritti da parte della Russia. È incredibile come, tutt’oggi, la priorità siano argomenti politici ed economici, e come questi riescano a sminuire quelli morali ed umani. I patti firmati durante il vertice mostrano un accordo, e dunque un rapporto solido tra Italia e Russia, nascondendo invece le forti diversità tra questi 2 Stati. La speranza è quella di riuscire in futuro a scuotere questo Paese “amico” in relazione a questioni di tal portata, affinché si possa far pressioni affinché la Russia inizi a garantire i diritti umani a tutti i propri cittadini, fino ad oggi negati brutalmente.

Fonti:

A Trieste vertice Italia-Russiawww.ansa.it

Russia, l’omofobia è legge: vietata la propaganda gay – www.zeroviolenzadonne.it

Putin a Trieste, città militarizzata. Arcigay in piazza con Luxuria – www.ilfattoquotidiano.it

 “Parlate dei diritti gay a Putin” www.lastampa.it 

About Dora Tucci

Sono una studentessa fuori sede, iscritta al 3° anno di giurisprudenza, presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Durante la settimana risiedo nel collegio delle suore Orsoline, ma nel fine settimana rientro a casa, in provincia di Brescia.

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