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Diritti delle donne in Afghanistan: conquiste e timori di involuzioni futuri dei loro diritti nel paese

L’attuale e il precedente Segretario di Stato americano: John Kerry e Hillary Rodham Clinton, hanno dichiarato che qualsiasi tipo d’accordo di sicurezza futura in Afghanistan dovrà obbligatoriamente rispettare i diritti delle donne e conservare i progressi che sono stati fatti, dalla società afghana, in tale campo.

ENDURING FREEDOM

Grazie sia alla capitolazione del regime talebano nel 2001, che alla ratifica della CEDAW (Convenzione sull’Eliminazione di ogni Forma di Discriminazione contro le Donne) nel 2003, oggi, in Afghanistan, il genere femminile gode di un maggior accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria e alla tecnologia anche se comunque c’è sempre la preoccupazione che lo Stato possa ricadere sotto il controllo dei talebani al ritiro delle truppe ISAF (International Security Assistance Force) nel 2014, quindi si teme l’involuzione dei diritti fondamentali acquisiti in questo decennio.

Riguardo a ciò J. Kerry si è espresso in questi termini: ” Da quando le donne afghane hanno più diritti, c’è da credere, che non vogliono tornare indietro, ai giorni in cui i talebani hanno governato l’Afghanistan“, inoltre il risultato raggiunto dalle donne “è niente di meno che notevole“, perciò sarebbe una rovina se questo venisse minacciato. Non di meno, Kerry ha rimenbrato che una multitudine di donne afghane sono in ansia e hanno “legittime preoccupazioni che i guadagni degli ultimi dieci anni potrebbero andare perduti.“, infatti ha ribadito con fermezza: “Dobbiamo essere determinati a non lasciarle sole“.

Il Congresso americano e altri donatori internazionali non mancheranno di finanziare progetti per le donne afghane, anche dopo il 2014.

Il ricordo del periodo buio con i talebani è ancora vivo: a quell’epoca al genere femminile era vietato frequentare le scuole, poteva uscire solo se accompagnato da un rappresentante maschile della famiglia, e anche in casa se c’erano ospiti non appartenenti al suo nucleo familiare doveva indossare il burqa. Nel corso di un forum presso la Georgetown University, Kerry, Clinton e l’ex first lady Laura Bush hanno constatato che dopo la caduta del regime talebano c’è stata una rinascita dei diritti, almeno di quelli inviolabili, per le ragazze e donne afghane, però ancora oggi non sempre vengono tutelati.

Come si è detto poco prima il contingente delle forze di coalizione dovrebbe lasciare il territorio dell’Afghanistan alla fine del 2014, dunque gli Stati Uniti e il governo afghano stanno negoziando un accordo per lasciare sul suolo nazionale, ancora negli anni avvenire, tra le 8,000-12,000 unità allo scopo di supportare le forze afghane visto che non sono, per il momento, ben addestrate.

L’attuale Segretario di Stato americano ha manifestato una visione rosea su tale accordo, che potrebbe essere concretizzato entro brevissimo termine, affermando che i due Stati sono: “più vicini che mai” per il perfezionamento di un piano di sicurezza che concluderà una nuova partnership con l’Afghanistan.

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Sempre sulla suddetta tematica, la ex segretario di Stato ha dichiarato che la sicurezza sarà la “questione fondamentale” nel fato prossimo e nutre la speranza, che in caso di accordo, ai soldati americani se saranno tratti in arresto per reati penali in ambito locale potranno godere dell’immunità, inoltre ” Questa è una decisione importante per il governo afgano. Se si stilupa un accordo di sicurezza bilaterale, non significa che gli Stati Uniti saranno presenti in gran numero. Vuol dire che saremo a disposizione per contribuire a sostenere le forze di sicurezza dell’Afghanistan e se non sarà firmato gli afgani saranno “lasciati completamente a se stessi.“.

La Clinton ha aggiunto che prima di partire dall’Iraq non è stato stipulato nessun tipo d’accordo, e ora il paese sta “scendendo in una spirale di violenza terribile.”.

 Conclusioni:

Infine, Laura Bush ha riferito: “ Sono così preoccupata che una volta che le nostre truppe lascino il paese, nessuno presterà attenzione in Afghanistan“, secondo lei è molto importante mantenere i rapporti durante la fase di transizione con le forze di sicurezza dell’Afghanistan.

Alla luce di tutto ciò John Kerry, Hillary Clinton e Laura Bush auspicano tanto un accordo in quanto hanno sposato la causa del genere femminile afgano per avere pari diritti a quello maschile. In particolare, la Clinton ha affermato di avere timore che “una volta che le truppe se ne vanno, gli occhi americani non saranno più puntati su questo paese. Voglio che il popolo afgano venga a conoscenza che il popolo americano è con lui“. Molti cittadini statunitensi hanno mostrato una seria angoscia per i diritti paritari in Afghanistan, oltre all’accordo bilaterale, un aiuto potrebbe essere quello di fare raccolte fondi e donazioni ad organizzazioni non governative (ONG) che lavorano con le donne sul suolo afghano.

 

Link per approfondire:

http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2013/06/01/news/baduel_afghanistan-60114891/

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/afghanistan-se-prezzo-pace-sono-i-diritti-delle-donne-860424.html

About Valeria Sirigu

Mi sono iscritta in giurisprudenza perché il diritto per me è uno stile di vita

2 comments

  1. Melania Ciullini

    La costruzione richiede anni di duro impegno e lavoro. Per distruggere è sufficiente un istante. Valeri Sirigu, con lungimiranza, richiama a mantenere un’ attenzione vigile sull’ inquietante scenario che potrebbe manifestarsi in Afghanistan , dopo il ritiro delle truppe ISAF. I Diritti acquisiti dalle donne grazie al CEDAW potrebbero venire spazzati via , perciò occorre essere, da subito, operativi per la loro tutela.
    Valeria Sirigu illustra in modo chiaro quali siano, da parte degli Stati Uniti, le corrette azioni al riguardo.
    L’articolo, mi ha fatto ripensare le innumerevoli forme di violenza che le donne subiscono a livello planetario. Ho sentito il grido di un’Italia insanguinata,quello delle donne afgane, siriane e di tutte le donne del mondo, in quanto siamo tutti membri della famiglia umana.
    Auspico che, in Italia, i bravi giornalisti come Valeria, vigilino sul Diritto e sulla sua applicazione ai massimi livelli e che usino la loro mente illuminata per stimolare gli educatori, che certamente già si sfidano al massimo, a far sviluppare nei loro allievi una mentalità cosmopolita, per costruire la pace. Per essere costruttori di pace, in famiglia e nella società, occorre educare al rispetto. Rispetto per il genere da noi diverso. Rispetto per un popolo lontano da noi culturalmente anni luce, per interagire col quale occorre essere “noi” pace Senza ascolto e dialogo reciproci, senza rispetto, non può esservi pace né in famiglia(micrografia della società), né fuori.
    E’ di vitale importanza che le nuove generazioni accolgano con empatia le sofferenze delle donne di tutto il mondo e di tutti gli esseri viventi , pensando globalmente ed agendo localmente per alleviarle.
    Ringrazio sinceramente Valeria Sirigu che, col suo articolo, mi ha fornito l’occasione per alcune riflessioni.

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