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Bulgaria: 29 ore di detenzione per non essere presente alle udienze

Giusto processo – Sentenza Lolova-Karadzhiva v. Bulgaria, 27 Marzo 2012

Lolova-Karadzhova è una cittadina bulgara che da un’accusa di diffamazione si è trovata incarcerata per una durata di circa 29 ore. State tranquilli miei cari concittadini, qui in Italia non c’è questo pericolo,  sennò sai che strage! L’accusa era dovuta alla pubblicazione di una nota dove Lolova svelava l’approfittamento di un agente immobiliare, che usava acquistare a basso prezzo per poi rivendere a molto di più ( tornando al discorso di prima… la strage sarebbe diventata una catastrofe!).

IL CASO – Il processo prende inizio, con qualche intoppo: rinviata l’udienza del 27 Maggio 2005, così come quella di dicembre e poi ancora a Giugno 2006. In ognuno di queste l’accusata non si era presentata per malattia, dovutamente accertata da certificato di ipertensione. Nel settembre del 2006 finalmente la Corte Distrettuale riesce ad avere in aula Lolova per mezzo di una disposizione del codice di procedura penale bulgaro che all’art. 269, secondo cui un soggetto accusato ha il dovere di presentarsi in aula, qualora la sua presenza sia necessaria ai fini dell’accertamento della verità processuale e sia indagato per reati punibili con più di cinque anni, in tutti gli altri casi il giudice la può ordinare.; non solo attraverso l’art. 71 l’autorità pubblica può anche prendere in custodia il soggetto obbligato ad apparire, qualora lo ritenga necessario.

Il ricorso della cittadina bulgara è stato dovuto proprio all’applicazione di queste norme  che di fatti violavano l’art. 5 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo a seguito della sua detenzione avvenuta tra le 10 del 18 Ottobre 2006 e le ore 3 p.m. del  19 Ottobre, data del processo.

LA CORTE EDU – L’indagine si è concentrata sulla verifica dei presupposti applicativi delle norme interne dello stato Bulgaro, non in merito alla meritevolezza della norma, questione ben più ardua e non possibile in vista della legislazione internazionale. La Corte ha rilevato da subito che la presenza dell’imputata non era affatto necessaria, in vista di un reato non punibile con condanna di più di cinque anni ed in assenza di una motivazione del giudice concernente le questioni sulle quali la presenza sarebbe stata decisiva ai fini dell’ accertamento della verità. In più in difesa della ricorrente la Corte non ha ritenuto  la detenzione proporzionata alle circostanze: la distanza tra i luoghi processuali e la dimora era ed è di 160km, non sufficiente a giustificare 29 ore di detenzione; i giudici di Strasburgo sono stati restii nel credere l’impossibilità di trovare soluzioni meno gravi.

La corte dichiara infatti la violazione dell’Articolo 5 – Diritto alla libertà e alla sicurezza
‘Recita il 1° comma: “Ogni persona ha diritto alla libertà e alla sicurezza. Nessuno può essere privato della libertà, se non nei casi seguenti e nei modi previsti dalla legge”. Mentre secondo le regole della democrazia, affermate più volte dalla Corte, condizione fondamentale di garanzia è che vi sia un atto motivato alla limitazione della libertà; e così al comma 5° “Ogni persona vittima di arresto o di detenzione in violazione di una delle disposizioni del presente articolo ha diritto a una riparazione.” in base alla quale il  SMRDA ovvero l’ente per la Responsabilità dello Stato e dei Comuni per la legge sul risarcimento, prevede un indennizzo nei casi da privazioni di libertà derivate da tribunali, in assenza di motivi legittimi, per un totale di 3’000 €.

La Corte ha per tanto garantito quei principi fondamentali della democrazia che oltre ad una solenne citazione nelle Costituzioni devono trovare riscontro nella vita di tutti i giorni, per mezzo di un’applicazione coerente della legislazione particolare. E pensare che si era partiti da una denuncia di calunnia!

La sentenza in originale è consultabile qui: Sentenza Lolova-Karadzhiva v. Bulgaria, 27 Marzo 2012

 

About Teresa Vozza

''Everything has been figured out, exept how to live''- la frase è di Jean-Paul Sartre, cosa ne pensate? Per qualsiasi risposta mi troverete a Piacenza all'università Cattolica del Sacro Cuore, nella facoltà di giurisprudenza.

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