Home / I diritti in Europa / Ucraina, dietro le sbarre..le barriere!

Ucraina, dietro le sbarre..le barriere!

Tortura e violenze –  Sentenza Trosin v. Ukraine, 23 febbraio 2012

Le restrizioni imposte dalle autorità carcerarie portano un detenuto ucraino a rivolgersi alla Corte Europea per far valere i suoi diritti fino a quel momento negati..

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto, all’unanimità, che c’è stata la violazione dell’Art 8 Cedu (diritto al rispetto della vita privata e familiare), e ha dichiarato il venir meno dell’Ucraina agli obblighi che le incombono ai sensi dell’articolo 34 (diritto di ricorso individuale).

IL CASO – Il caso riguarda un detenuto ucraino che ha denunciato sia le restrizioni imposte alla sua famiglia durante il momento delle visite in carcere, sia le restrizioni attuate dalle autorità carcerarie che monitoravano la sua corrispondenza. Il ricorrente, Oleg Trosin, è un cittadino ucraino che è nato nel 1968 ed attualmente sta scontando una condanna all’ergastolo per omicidio in una prigione ucraina.

Dopo essere stato condannato nel mese di aprile 2005, al sig. Trosin è stato permesso di vedere i suoi parenti non più di una volta ogni sei mesi, e successivamente la visita gli è stata permessa una volta ogni tre mesi. Le visite non possono durare più di quattro ore e non più di tre visitatori adulti possono essere presenti contemporaneamente. Trosin ha mantenuto con queste condizioni i rapporti con la moglie, la madre, il fratello e suo figlio, ma, dal momento che nel 2010 il figlio ha compiuto la maggiore età, per le disposizioni carcerarie vigenti, riguardanti la compresenza durante la visita di 3 persone adulte, un altro dei 3 parenti non poteva essere presente assieme al Sig Trosin.

Al Sig. Trosin è stato poi permesso di comunicare con i suoi visitatori esclusivamente senza contatto fisico con gli interlocutori ma mediante una parete con un’intercapedine in vetro e con la presenza di un ufficiale della prigione che avrebbe ascoltato le sue conversazioni.

Il Sig. Trosin invocando l’articolo 8 e l’articolo 34, ha perciò lamentato alla Corte Europea dei diritti dell’uomo queste restrizioni imposte ai suoi familiari e alla sua corrispondenza.

CORTE EDU – La Corte europea dei diritti dell’uomo ha ritenuto, all’unanimità, che c’è stata la violazione dell’Art 8 Cedu (diritto al rispetto della vita privata e familiare), e ha dichiarato il venir meno dell’Ucraina agli obblighi che le incombono ai sensi dell’articolo 34 (diritto di ricorso individuale).

La sentenza in originale è reperibile qui:  Sentenza Trosin v. Ukraine del 23 Febbraio 2012.

 

About Luca Gulino

Nato a Ragusa, dopo il Liceo Scientifico ho deciso di lasciare la mia città iscrivendomi al corso di Giurisprudenza presso la sede di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Qui, grazie alle nozioni apprese e a quelle amicizie che poi si sono trasformate in gruppo di lavoro, è nata la mia collaborazione e l'ingresso nella Redazione di GZero.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

Scroll To Top