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DIRITTI UMANI E PROGRESSO SCIENTIFICO: RAZIONALITA’ O UTOPIA?

Il diritto di “godere dei benefici del progresso scientifico e delle sue applicazioni” eleva i valori scientifici fondamentali, come l’accesso equo alle conoscenze scientifiche e tecniche, la libertà scientifica, e la cooperazione internazionale, agli standard universali che i governi in tutto il mondo dovrebbero tutelare.

fuuUn diritto a se stante che è anche un presupposto fondamentale per la realizzazione di altri diritti umani, compresi i diritti alla salute, al cibo, all’ acqua e ad un ambiente sano. Anche se universalmente riconosciuto, questo diritto umano rimane in gran parte ignorato dai governi, così come i diritti delle comunità scientifiche, dell’ingegneria e della salute.

Lo sviluppo della scienza e lo sviluppo dei diritti umani sono molto più collegati tra loro di quanto si pensi. Già nel Seicento si assisteva alla nascita della cosiddetta “nuova scienza” e alla nuova attenzione ai fatti della natura a far emergere il bisogno e a far riconoscere l’esistenza di “diritti naturali” dell’uomo. Successivamente nel Settecento solo l’ Illuminismo e la diffusione delle conoscenze scientifiche fecero sì che potesse emergere l’esigenza di riconoscere i “diritti civili”, fondato sull’assunto che “siamo tutti uguali di fronte alle legge”. Ancora dopo, nel XX secolo si creò una forte relazione tra lo sviluppo della scienza e della scienza applicata e l’affermazione, almeno in via teorica, dei “diritti sociali”.

Oggi che la scienza è diventata la leva principale dello sviluppo economico e sociale del mondo, stanno emergendo nuovi diritti, i diritti di “cittadinanza scientifica”. Si tratta non di qualcosa di astratto, ma di sempre più concreto che diventa vivo e assume sostanza poiché intrecciato con la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo.

A tal proposito si è tenuto due settimane fa un seminario presso le Nazioni Unite con diversi relatori a livello internazionale, che hanno esplorato l’intersezione tra la proprietà intellettuale e dei diritti umani nel contesto della salute pubblica, dell’agricoltura, e il ruolo della flessibilità a raggiungere un equilibrio tra interessi privati ​​e pubblici.

Tra i relatori presenti, particolarmente importante è stato l’intervento di Farida Shaheed, inviato speciale delle Nazioni Unite nel campo dei diritti culturali, la quale aveva già presentato una relazione sul diritto di godere dei benefici del progresso scientifico e delle sue applicazioni alla 20a sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite nel maggio 2012. Proprio in questo report aveva sottolineato il fatto che il regime della proprietà intellettuale è un monopolio temporaneo che “dovrebbe essere gestito secondo una responsabilità comune per evitare che la priorità inaccettabile di profitto per alcuni non sia più di beneficio per tutti.”
Le flessibilità nel sistema PI sono “importanti strumenti per garantire il rispetto dei diritti umani“, afferma Shaheed, e hanno bisogno di essere esplorati ulteriormente e applicati in modo più coerente.

A porre ulteriori osservazioni a tal proposito è Marco Aleman, vice direttore della Divisione Diritti dei brevetti presso la Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (OMPI), affermando che i sistemi di brevetto stanno implementando strumenti multilaterali in diverse giurisdizioni, considerando diversi elementi che si rilevano essenziali per i sistemi brevettuali. Essi hanno lo scopo di garantire che gli obiettivi specifici siano soddisfatti : uno di questi obiettivi è che la tecnologia impiegata nella protezione sia disponibile e diffusa.

Vi sono, inoltre, obblighi specifici e oggettivi per la brevettabilità” afferma Aleman, “Il diritto di ciascuno a godere della tutela degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli è l’autore, descritto nel Commento Generale N ° 17 del paragrafo 15 (c), del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali è un diritto fondamentale. “ , precisando che “toccherà ai vari Stati decidere quale sarà la forma del sistema in grado di fornire questo diritto”.

“Se i diritti umani internazionali ,a favore di condividere i benefici della scienza e della tecnologia ,stanno per essere utilizzati con successo per spingere i governi a promuovere e tutelare gli interessi dei singoli, è probabilmente necessario fornire ulteriore specificità alle norme o, in altri termini, a circoscrivere il grado di flessibilità con il quale i governi devono attuare tali diritti ” .

Conclusioni

Come afferma Lea Shaver, professore associato di diritto presso l’ Indiana University School of Law, la visione della scienza al servizio dell’umanità è minacciata dalla scienza al servizio del profitto, che è vista come lo scopo della ricerca e il suo incentivo primario. Per chiamare la scienza un diritto umano bisognerebbe insistere sul fatto che la sua offerta e la sua direzione, proprio come per l’assistenza sanitaria e l’istruzione, non può essere lasciata alle sole forze di mercato.

Prospettare un possibile sviluppo tecnologico che rimedierebbe a un male attuale un’utopia? Significherebbe indurli a sopportare e ad aspettare invece di premere perché si intervenga all’origine del problema? In questa maniera i veri responsabili potrebbero continuare a far danni, e anzi, spesso riuscire pure ad influenzare i governi nel senso dell’approvazione di indebolimenti dei vincoli ambientali e sanitari ad esempio.

Le risposte sono molteplici e contrarie allo stesso tempo, il risultato però al quale si dovrebbe aspirare è riassunto a mio parere in questa frase:

“Questo è il link tra scienza e cultura legate all’essere umano: entrambi si riferiscono alla creatività umana. Dobbiamo assicurarci di beneficiare tutti da questa creatività e che i creatori e gli inventori godano i benefici morali e materiali provenienti da tale creatività

                                                                                              Farida Shaheed

 

 

Link utili

http://daccess-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G12/134/92/PDF/G1213492.pdf?OpenElement

http://www.scidev.net/global/enterprise/technology/

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Spirit_Level:_Why_More_Equal_Societies_Almost_Always_Do_Better

 

About Vanessa Lumini

The genius build the world, the clever turn around, and the stupid think that the world revolves around them .. Laureata e appassionata in Informatica, contabile amministrativa di professione da 5 anni, con la voglia di diffondere le mie passioni in tutte le lingue a me possibili.

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