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TUTELA DELLA PRIVACY E INTERNET: URGENTE BISOGNO DI MODERNIZZAZIONE

La privacy? E’ morta trent’anni fa. L’unica privacy è quella nella tua testa, e forse neanche quella

tratto dal film “Nemico Pubblico” , (Enemy of the State) 1998

La crescita globale nelle comunicazioni digitali, in concomitanza con l’aumento delle potenze di calcolo dei governi, hanno alimentato espansive e nuove pratiche di sorveglianza. Nell’ambito di questi quadri giuridici obsoleti il continuo giustificare l’uso di queste tattiche ha permesso un esubero di intrusioni altamente invasive sul diritto alla privacy.

aaaNel lontano gennaio del 1981 la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, (n.108), a Strasburgo, aveva evidenziato  l’importanza di “garantire, sul territorio di ogni Parte, ad ogni persona fisica, qualunque siano la sua cittadinanza o residenza, il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, ed in particolare del diritto alla vita privata, nei confronti dell’elaborazione automatizzata dei dati di carattere personale che la riguardano” (“protezione dei dati”).

La diffusione dei sistemi di telecomunicazione connessi ai computer di uso quotidiano ha rappresentato un enorme passo avanti verso un mondo in cui vivremo sempre più online, rivelando sempre più informazioni su noi stessi , talvolta a coloro che neanche immaginiamo. Queste informazioni, grazie alla memoria degli elaboratori informatici ed alla loro messa in rete, possono essere conservate per sempre.

E’ per questo motivo che, anche se nozioni, aspettative e problematiche attinenti la privacy in generale non si applicano facilmente al concetto di privacy in Internet, bisogna tener conto che si tratta pur sempre di tutela della riservatezza.

Solo pochi mesi fa venivano messe in luce rivelazioni circa la portata della sorveglianza di sicurezza nazionale USA, evidenziando come gli aumenti drammatici delle comunicazioni digitali private e la potenza di calcolo del governo stiano alimentando le pratiche di sorveglianza che incidono sulla privacy in modi inimmaginabili .

Una serie di rapporti stilati da diversi media sottolineavano l’esistenza di programmi specifici di sorveglianza segreti statunitensi, le cui leggi originariamente erano progettate per permettere il monitoraggio dei tabulati telefonici relativi alle indagini penali , e che poi furono ampliate successivamente per autorizzare la raccolta di grandi quantità di nuove forme di dati che  portano ad una maggiore e profonda  intromissione nella vita privata dei cittadini e non cittadini.

I cosiddetti “metadati” (in sintesi i tabulati telefonici , oppure gli indirizzi e gli oggetti delle e-mail senza contenuto) e la stessa Internet (vedi anche sezione IT&Law ) , sono stati oggetto particolarmente delicato della discussione tenutasi a Ginevra: la privacy degli utenti infatti, secondo quanto discusso, è fortemente a rischio: oggigiorno le autorità possono costruire un ritratto dettagliato della vita di una persona con la semplice richiesta ad una società di telefonia mobile. I costi di memorizzazione dei dati e di elaborazione del computer continuano ad abbassarsi, rendendo l’intercettazione di massa di cavi in ​​fibra ottica sempre più fattibile. Come molti aspetti della vita delle persone diventano digitalizzati, i governi saranno sempre più in grado di monitorare la posizione delle persone, le associazioni, e le comunicazioni in maniera più efficace.

Alla luce di tali sviluppi tecnologici urge una rivalutazione da parte del Congresso degli Stati Uniti e dell’intera area internazionale ,al fine di mettere in atto una migliore salvaguardia contro gli sbilanciamenti da parte dell’agenzia di sicurezza nazionale.

I principi internazionali a tal proposito forniscono una guida immediata per i governi e emanano raccomandazioni al fine di garantire che lesss pratiche di sorveglianza delle comunicazioni siano lecite, necessarie, proporzionate e adeguate in misura di salvaguardia contro gli abusi. I principi, approvati da oltre 250 gruppi non governativi, emersero da un anno di processo di consultazione tra gli esperti di diritto delle comunicazioni di sorveglianza, politica e tecnologia.

La situazione purtroppo sembra diventare del tutto ingestibile : l’intrusione nella vita privata digitale di persone in tutto il mondo, la maggior parte delle quali non sono sospettate di alcun illecito è all’ordine del giorno. Ancora più preoccupante è il fatto che neanche il governo sembra disposto a riconoscere pubblicamente la privacy di persone al di fuori dei suoi confini, in diritto o retorica: ” fidatevi di noi, stiamo solo raccogliendo ciò che è necessario”, riporta Human Rights Watch. Ma i programmi descritti sono segreti e apparentemente così ampi che le persone avrebbero buone ragioni per essere scettici sulla posizione presa dal governo.

Conclusioni

Alla luce di quanto descritto, i governi dovrebbero impegnarsi a rivedere le loro pratiche di sorveglianza nazionali e assicurare che siano coerenti con tali principi, nonché le raccomandazioni formulate dal relatore speciale sul diritto alla libertà di espressione.

La privacy è un diritto fondamentale per i cittadini europei e il panorama internazionale necessita di trovare un equilibro giusto richiede regole internazionali chiare e rispettate da tutti i governi e da tutti gli operatori. Senza queste regole la discussione tra privacy e sicurezza rischierà sempre di nascondere sostanziali fenomeni di prepotenza.

 

Link utili

http://www.diritto.it/articoli/informatica/leotta.html

http://www.hrw.org/news/2013/06/28/uk-provide-clear-answers-data-surveillance

http://www.unhchr.ch/tbs/doc.nsf/%28Symbol%29/23378a8724595410c12563ed004aeecd?Opendocument

 

About Vanessa Lumini

The genius build the world, the clever turn around, and the stupid think that the world revolves around them .. Laureata e appassionata in Informatica, contabile amministrativa di professione da 5 anni, con la voglia di diffondere le mie passioni in tutte le lingue a me possibili.

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