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Romania: in carcere senza alcuna dignità

Trattamenti inumani e degradanti – Sentenza Olariu v. Romania, 17 Settembre 2013

Le condizioni di vita dei detenuti di un paese rispecchiano verosimilmente le condizioni dello Stato stesso, ci danno una prima idea sulla sua classe dirigente e della loro sensibilità nei  confronti delle classi sociali meno abbienti. Molto spesso, purtroppo, si dimenticha che i detenuti sono anche cittadini, al pari degli altri, ma privati della libertà. È ingiusto pensare di toglier loro, oltre la libertà, anche la dignità, o di poterli con leggerezza sottoporre a trattamenti inumani. Certo sono colpevoli, dunque costretti a convivere quotidianamente con le conseguenze del loro gesto, ma non per questo possono essere privati dei loro diritti.

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IL CASO – Daniel Olariu è un cittadino rumeno, attualmente detenuto nel carcere di Iaşi. Dopo  un lungo processo è stato condannato ad 8 anni di prigione per frode nel marzo 2002. Già nel 1999 il ricorrente fu detenuto nello stesso carcere in custodia cautelare.
In relazione a quel periodo di detenzione e a quello che tutt’ora sta scontando, il detenuto rumeno si è lamentato delle pessime condizioni  degli ambienti in cui viveva, denunciando nello specifico la presenza di ben 20 detenuti nella sua cella (di soli 30 m²), la disponibilità di un solo lavandino per tutti loro, e la mancanza di un luogo dove poter conservare gli alimenti.  Inoltre ai detenuti del carcere erano concesse solo  3 docce a settimana, per una durata non superiore a 5 minuti ciascuna. Il ricorrente si lamentò anche dell’assenza di cure mediche adeguate: lui non fu sottoposto ad alcuna visita medica per quasi 2 anni e spesso all’interno del carcere mancavano anche i farmaci di prima necessità.

Dinanzi a tale situazione, il sig. Olariu presenta un ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo sollevando la violazione dell’art.3 Cedu, che sancisce in maniere assoluta che “nessuno può essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti”; una condizione che il ricorrente  invece ha dovuto subire durante l’applicazione della misura cautelare nel 1999 e durante quella a partire dal 30 Giugno 2007 nel carcere di Iaşi.
Per questa violazione, ha richiesto un risarcimento di 64.500 € a titolo di danno patrimoniale, un risarcimento di 1.000 € a titolo di danno morale ed altri 14.000 € per altre ingiustizie legate ai trattamenti inumani di cui è stato vittima.

IL GOVERNO – sostiene che le dimensioni di ogni cella nel carcere di Iaşi sono adeguate per ospitare il numero di detromania_flag_2013_6_18enuti stabilito, e che mai una cella abbia ospitato detenuti in sovrannumero rispetto ai posti letto. Inoltre, afferma che ogni cella è dotata di acqua calda e fredda e di wc. Aggiunge infine, che ogni detenuto aveva diritto a 2 ore al giorno all’aperto, e che ad ognuno venivano forniti gli strumenti necessari per la pulizia della cella.
Per ciò che concerne le cure mediche, il Governo dichiara di averne fornite sufficientemente al ricorrente, il quale è stato debitamente sottoposto ad esami radiologici, analisi del sangue ed altre visite.
In conclusione il Governo ha contestato l’inosservanza del termine di 6 mesi dalla detenzione del 1999 per esperire il ricorso e l’insussistenza del presupposto necessario per presentare il ricorso, ossia il non esaurimento delle vie di ricorso interne.

LA CORTE – accoglie l’eccezione del Governo in merito alla denuncia tardiva in relazione alla detenzione del 1999; ma nonostante questo ha accertato la violazione dell’art 3 CEDU per le condizioni di detenzione di Daniel Olariu nel carcere di Iaşi a partire dal 2007. Condanna dunque la Romania al risarcimento di 1.000€ nei confronti del ricorrente.
Per quanto concerne la denuncia per la mancanza di cure mediche adeguate, la richiesta è stata respinta per mancato esaurimento delle vie di ricorso interne.

Questo caso è un’ ulteriore conferma della condizione delle carceri in Romania. Altre volte la Corte EDU ha condannato codesto Stato per la specifica violazione dell’art 3  della Convenzione (vedi Ciobanu vs Romania,  Stana vs Romania). Le condanne della CEDU possono riconoscere la violazione per il caso in questione, ma è evidente che sono moltissime le vittime di trattamenti inumani nelle carceri in Romania e che quindi il problema sia strutturale e profondo. Una sentenza può valere come un mero riscontro del problema, ma è indispensabile che sia il Governo a spendersi per raggiungere un miglioramento dei penitenziari!  I detenuti restano in carcere per anni, alcuni per metà della loro vita, altri per sempre … È  necessaria una maggiore sensibilità da parte delle istituzioni di fronte a questo problema, troppo spesso taciuto o ignorato, affinché le condizioni siano almeno sufficienti per una vita degna, per ognuno di loro.

La sentenza è reperibile qui: Olariu vs Romania del 17 settembre 2013.

About Dora Tucci

Sono una studentessa fuori sede, iscritta al 3° anno di giurisprudenza, presso l’università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Durante la settimana risiedo nel collegio delle suore Orsoline, ma nel fine settimana rientro a casa, in provincia di Brescia.

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