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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 23/07/2013

Questo Martedì – 23 Luglio 2013 – la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha deciso 11 casi: a violare i diritti sanciti dalla Convenzione Europea sono stati Cipro, Malta, Moldavia, Portogallo, Romania e Turchia.

Note alla rassegna

Corte Europea dei diritti dell'uomo 9 Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in data Martedì 23 Luglio  2013, di cui, per ciascuna, si ripropongono:

  • Case of – : la denominazione del caso e il link alla sentenza caricata sul sito http://hudoc.echr.coe.int ;
  • N.ricorso  : il numero di ricorso;
  • Corte I.L.  : l’Importance Level ;
  • Descrizione  : una breve esposizione dei fatti del caso, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Petitum  : le richieste dei ricorrenti, secondo le anticipazioni ufficiali pubblicate dalla Corte;
  • Dispositivo  : l’esposizione sintetica del dispositivo, come risultante dalla sentenza pubblicata dalla Corte.

Le fonti delle informazioni riportate sono tutte ufficiali e consultabili in inglese/francese sui siti ufficiali della Corte EDU: http://www.echr.coe.int/ECHR/Homepage_ENhttp://hudoc.echr.coe.int .

Case of
N.ricorso
I.L.
Descrizione
Petitum
Dispositivo
M.A. v. Cyprus41872/102M.A. è un cittadino siriano di origini curde emigrato in Cipro. Qui ottiene lo status di rifugiato politico – in Siria era militante nel partito Yekiti – ma rischia comunque l’estradizione verso il paese natale – dove rischierebbe di subire trattamenti inumani e degradanti, o peggio la morte. Infatti nel Giugno del 2010 partecipa con altri curdi ad una protesta contro le politiche nazionali di gestione dei flussi migratori: la protesta si svolge davanti ad una stazione di polizia e presto i manifestanti sono sottoposti a controlli e, fra questi, coloro che non hanno un regolare permesso di soggiorno sono fermati e indagati di soggiorno illegale. M.A., nonostante sia un rifugiato, rischia così l’espulsione: è allora che l’intervento della C.EDU, il 14 giugno 2010, vieta a Cipro di procedere all’espulsione del ricorrente fino a conclusione del processo a Strasburgo. Tuttavia le autorità cipriote, interdette all’espulsione, si riserveranno di mantenere detenuto M.A. per 10 mesi prima di liberarlo. Nel ricorso, oltre a contestare quella (per poco mancata) espulsione e la lunga detenzione successiva, il ricorrente accusa le autorità di aver tentato una espulsione collettiva dei manifestanti senza permesso di soggiorno, in violazione dell’Articolo 4 Protocollo n°4. Il suo ricorso non è l’unico: sui medesimi fatti sono pendenti altri 38 ricorsi.Articolo 2
Articolo 3
Articolo 5 § § 1, 2 e 4
Articolo 13
Articolo 4 del Protocollo n ° 4
Resto inammissibile
Violazione dell'Articolo 13 + 2 - Diritto a un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo) (Articolo 2 - Diritto alla vita; Espulsione)
Violazione dell'Articolo 13 +3 - Diritto a un ricorso effettivo (art. 13 - ricorso effettivo) (Articolo 3 - Divieto della tortura; Espulsione)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 – Speditezza della revisione)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione; Procedura prevista dalla legge; Articolo 5-1-f - Espulsione)
Nessuna violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-2 - Informazioni sui motivi dell'arresto)
Nessuna violazione dell'Articolo 4 del Protocollo n ° 4 - Divieto di espulsioni collettive di stranieri-{generale} (Articolo 4 del Protocollo n ° 4 - Divieto di espulsioni collettive di stranieri)
Danno non patrimoniale - aggiudicato
Aden Ahmed v. Malta55352/122Aslya Aden Ahmed è una cittadina somala che raggiunge l’Europa alla ricerca di asilo. Lo stato di primo contatto è Malta e lì, negatele la protezione internazionale, è detenuta in attesa dell’espulsione. Ms. Ahmed riesce tuttavia ad evadere ed ad abbandonare temporaneamente il paese: ma dopo poco vi fa ritorno – allontanata dall’Olanda - e sconta 6 mesi di prigione per reati connessi alla precedente evasione. Al termine della pena, resta comunque incarcerata. Oggi lamenta l’illegittimità e l’incontestabilità di quella detenzione, nonché le pessime condizioni detentive a cui è stata sottoposta: alloggi sovraffollati, alimentazione inadeguata, divieto di accesso al cortile durante le ore d’aria. Condizioni molto gravi che le avrebbero ingenerato conseguenze altrettanto gravi: depressione, insonnia e un aborto spontaneo.Articolo 3
Articolo 5 § § 1, 2 e 4
Resto inammissibile
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - trattamento degradante)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 – Esame della legalità della detenzione; Rapidità di revisione)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-1 - regolare stato di arresto o di detenzione; Articolo 5-1-f - Espulsione)
Danno non patrimoniale - aggiudicato
Lay Lay Company Limited v. Malta30633/113Lay Lay Company Limited è una società maltese a cui è vietato di costruire sul proprio terreno. Lamenta l’eccessiva durata e l’irregolarità del procedimento amministrativo, nonché di essere stata discriminata rispetto ai fondi limitrofi, i cui proprietari hanno ricevuto il permesso edilizio.Articolo 6 § 1
Articolo 14
Articolo 1 del
Protocollo n ° 1
Nessuna violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - procedimenti civili; Articolo 6-1 - accesso alla giustizia)
Nessuna violazione dell'Articolo 1 del Protocollo n ° 1 - Protezione della proprietà (Articolo 1, comma 2 del Protocollo n ° 1 - Controllo dell'uso della proprietà)
Mikalauskas v. Malta4458/103Tomas Mikalauskas è un immigrato lituano indagato per reati di droga. Il processo davanti ai giudici di Malta è ancora oggi pendente. Dal Settembre del 2009 al Luglio 2011 è stato detenuto in via cautelare: avrebbe ottenuto prima la libertà se avesse pagato una cauzione eccessivamente gravosa. Oggi contesta l’eccessiva durata di quella detenzione, nonché l’ingiustizia di una cauzione così elevata. Inoltre lamenta le condizioni di detenzione a cui è stato sottoposto, e l’inadeguatezza delle cure mediche prestategli, in ragione dei suoi ricorrenti mal di testaArticolo 3
Articolo 5 § § 3 e 4
Nessuna violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 - Rassegna di legalità della detenzione; Rapidità di revisione)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 - Lunghezza di custodia cautelare; Ragionevolezza della custodia cautelare)
Suso Musa v. Malta42337/122Ibrahim Suso Musa è emigrato dalla Sierra Leone a Malta nell’Aprile del 2011: qui è rigettata la sua domanda di asilo e così attende l’espulsione all’interno di una struttura detentiva. Oggi lamenta l’illegittimità di quella detenzione, l’inefficacia degli strumenti di impugnazione e l’insufficienza delle informazioni fornitegli sui motivi della detenzione.Articolo 5 § § 1, 2 e 4Resto inammissibile
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 - Rassegna di legalità della detenzione
Rapidità di revisione)
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1-f – Espulsione; Estradizione; prevenzione dell'accesso non autorizzato al paese)
Danno non patrimoniale - aggiudicato
Gorea v. the Republic of Moldova6343/113Mihail Gorea è un cittadino moldavo che lamenta maltrattamenti da parte delle forze dell’ordine. Sarebbe stato picchiato dagli agenti sia durante una perquisizione della propria casa – gli agenti cercavano suo figlio – sia nei giorni successivi durante al sua detenzione. In particolare, sarebbe stato colpito con tale forza alla testa da perdere i sensi. Nonostante avesse denunciato quelle violenze, per ben 6 volte il procuratore si è rifiutato di avviare le indagini: oggi il processo è pendente.Articolo 3Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Sampaio e Paiva de Melo v. Portugal33287/103Afonso Joaquim Sampaio e Paiva de Melo è un giornalista portoghese condannato per diffamazione. In un libro pubblicato nel 2006, avrebbe offeso l’allenatore di una famosa squadra di calcio, senza farne il nome ma richiamando i suoi numerosi problemi legali. Oggi contesta quella condanna per diffamazione, perché contraria alla sua libertà d’espressione.Articolo 10Violazione dell’Articolo 10 - Libertà di espressione - {Generale} (Articolo 10-1 - Libertà di espressione)
Dâmbean v. Romania42009/043Maria Dâmbean è una cittadina moldava che ha perso il figlio in un incidente stradale. Nonostante una prima perizia che riconosceva le responsabilità del conducente dell’altra vettura, successivamente i procedimenti penali sono stati archiviati e quello civile cassato per ragioni di diritto. Oggi Ms. Dâmbean denuncia l’inefficacia e l’insufficienza delle indagini sull’incidente svolte sul piano nazionale, ragione principale degli insuccessi giudiziari.Articolo 2Violazione dell'Articolo 2 - Diritto alla vita (art. 2-1 – Accertamento effettivo) (aspetto procedurale)
Scarlat v. Romania68492/10 e 68786/113Mihai Scarlat è un detenuto rumeno, condannato a 10 anni e 10 mesi per traffico di droga. Durante la sua detenzione, contrae un virus che gli importa gravi complicanze cardiache. È stato trasferito in 3 carceri diverse e anche rilasciato per sottoporsi ad un intervento. Oggi denuncia il sovraffollamento e la scarsa igiene delle prigioni in cui è stato, rinvenendo in esse le cause della sua malattia.Articolo 3Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
İzci v. Turkey42606/052Nergiz İzci è una manifestante turca che subisce violenze dagli agenti: durante una manifestazione organizzata per la festa delle donne, nel Marzo del 2005, racconta come la polizia abbia caricato i manifestanti, sebbene questi si stessero disperdendo, e come durante la carica la ricorrente sia stata colpita con manganelli fino ad essere atterrata e allora, a terra, ancora picchiata e insultata. Inoltre, su 54 procedimenti penali avviati contro gli agenti, la maggior parte si sono conclusi per insufficienza di prove, sintomo di indagini inefficaci.Articolo 3
Articolo 10
Articolo 11
Articolo 14
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - Pena degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - Accertamento effettivo) (aspetto procedurale)
Violazione dell’Articolo 11 - Libertà di riunione e di associazione (art. 11-1 - Libertà di riunione pacifica)
Resistente dello Stato ad adottare misure di carattere generale (Articolo 46-2 - Misure di carattere generale)
Danno non patrimoniale - aggiudicato
Ürfi Çetinkaya v. Turkey19866/042Ürfi Çetinkaya è un cittadino turco condannato nel 2007 a 15 anni per traffico di droga e poi incriminato per altri reati simili. Il ricorrente è paralizzato agli arti inferiori e perciò denuncia l’incompatibilità del carcere con le sue condizioni; inoltre, lamenta una custodia cautelare troppo lunga e la violazione dei suoi diritti allorché si è verificata una fuga di notizie: i giornali, con quelle informazioni, lo hanno additato come “trafficante internazionale di droga”. Mr. Çetinkaya, tentato invano di agire contro quelle testate per diffamazione, oggi accusa le autorità turche di aver violato la sua presunzione di innocenza, fornendo ai giornali informazioni compromettenti sulle indagini a suo carico.Articolo 3
Articolo 5 § 3
Articolo 6 § 2
Resto inammissibile
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-3 - Lunghezza di custodia cautelare
Ragionevolezza della custodia cautelare)
Violazione_dell’Articolo_6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-2 - Presunzione di innocenza)
Danno patrimoniale - richiesta respinta
Danno non patrimoniale - aggiudicato

About Marco Occhipinti

Nato a Ragusa, laureato a Piacenza, oggi sono praticante avvocato a Verona in uno studio specializzato nella tutela dei diritti umani. Scrivo su Diritti d'Europa dal 2012 e mi ostino a sognare un'Europa di diritti.

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