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Italia: Un decreto legge per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario

ITALIA: La situazione delle carceri italiane la conosciamo bene, abbiamo seguito fin dall’inizio il caso Torreggiani v. Italia giunto alla Corte di Strasburgo: prima la sentenza di condanna per l’Italia, dell’8 Gennaio 2013, e poi, su questa, il ricorso presentato dall’ Avvocatura dello Stato, bocciato infine a giugno.

La questione si è arricchita nell’ultima settimana di ulteriori novità, forse decisive per la risoluzione del problema in quanto provenienti direttamente dal soggetto competente in materia, il Ministro dell’Interno.
Venerdì 14 Giugno, il Ministro Anna Maria Cancellieri ha parlato infatti di un decreto legge pronto per essere presentato in tempi rapidi in Consiglio dei Ministri, un “decreto del fare” è stato definito, con la finalità di dare una decisa sterzata alla deriva a cui sta andando il sistema carcerario italiano. Si sta studiando infatti un “provvedimento tampone” per alleggerire le strutture di almeno 3-4 mila unità prevedendo misure alternative alla detenzione, come ad esempio lo sconto di pena ai fini della liberazione anticipata (innalzato da 45 a 60 giorni per ogni semestre scontato) nei confronti dei soli detenuti che prendono parte alle attività di rieducazione. Questo sconto di pena sarebbe applicabile poi in caso di buona condotta a tutte le tipologie delittuose, compresi i reati gravi.

La bozza studiata dal Ministero dell’Interno prevede poi l’abbassamento di quel limite di pena residua che consente ai condannati definitivi di chiedere una misura alternativa al carcere; questo passa da 3 a 4 anni. Proprio in questo ambito è stata anche prevista la possibilità di considerare l’istituto della “messa alla prova” come una possibilità sanzionatoria applicabile direttamente dal giudice al momento della sentenza e non più come misura alternativa. Questo consentirebbe di comminare una reclusione immediatamente presso il domicilio del condannato.

Il Ministro tuttavia non vuole fare affidamento solo sulle misure contenute in questo decreto, ma ha intenzione di giocarsi altre carte per restituire una condizione di civiltà a chi vive all’interno delle carceri italiane. In tal senso è in cantiere un “Piano carceri” finalizzato alla realizzazione di moderne strutture in aggiunta alla ristrutturazione degli edifici già presenti sul territorio ma attualmente dismessi o fatiscenti. Con questo piano si conta di poter aggiungere diecimila posti nuovi all’intero sistema penitenziario del paese.

Le prime reazioni non sono state comunque positive;  Donato Capece, segretario generale del Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, ha dichiarato che  ‘‘L’emergenza carceri è sotto gli occhi di tutti e servono strategie di intervento concrete. Non crediamo che l’annunciato decreto legge che il Consiglio dei ministri approverà sabato risolverà i problemi”. E aggiunge: ”Non è facendo uscire 3/4mila persone che tutto si risolve: oggi sono detenute 66mila persone per 40mila posti letto reali – ricorda Capece – quel che serve sono vere riforme strutturali sull’esecuzione della pena: riforme che non vennero fatte con l’indulto del 2006, che si rilevò un provvedimento inefficace a risolvere i problemi”.

Ricordiamo che questi, o altri provvedimenti, che verranno decisi in questi giorni dal Consiglio dei Ministri dovranno essere inderogabilmente operativi entro maggio 2014, termine di scadenza fissato dalla Corte Edu nella sentenza pilota di Gennaio.

La macchina politica si è messa quindi in moto, speriamo solo di vedere concretamente e in tempi brevi i primi risultati.

FONTI:

Repubblica.it  – Sentenza Torreggiani  –  Ricorso dell’Avvocatura dello Stato alla sentenzaRigetto ricorso Corte Edu

About Luca Gulino

Nato a Ragusa, dopo il Liceo Scientifico ho deciso di lasciare la mia città iscrivendomi al corso di Giurisprudenza presso la sede di Piacenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Qui, grazie alle nozioni apprese e a quelle amicizie che poi si sono trasformate in gruppo di lavoro, è nata la mia collaborazione e l'ingresso nella Redazione di GZero.

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